La 21^ edizione di LuBec, manifestazione organizzata e promossa da Promo PA Fondazione, volge quest’anno lo guardo all’Agenda 2030 con al centro welfare culturale, intelligenza artificiale, transizione verde, digitalizzazione e accessibilità.
Lucca che parla al mondo, il mondo che parla a Lucca. Questo l’auspicio di questa edizione che si pone l’obiettivo di affrontare questi temi in modo trasversale, avvicinando le nuove generazioni, le imprese e il territorio che vive di cultura anche a livello economico.
Si prepara a tornare l’8 e il 9 ottobre Lucca Beni Culturali. Il tema scelto è quello dei Ponti di Cultura, con centotrenta relatori e tantissimi cantieri tematici che declinano il rapporto della cultura con tre dimensioni della sostenibilità sociale, ambientale ed economica.
La vicepresidente Promo PA Fondazione e Direttrice LuBec, Francesca Velani ha presentato il programma sottolineando i temi centrali del programma e le maggiori novità:
“LuBeC 2025 tratterà il tema della cultura attraverso convegni, laboratori e presentazioni sotto il segno dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e quindi la sostenibilità economica, la sostenibilità ambientale, la sostenibilità sociale e come la cultura può contribuire allo sviluppo di queste tre grandi sfide”.
“Tra i temi principali, il welfare culturale, con un cantiere dedicato a dieci buone pratiche provenienti da tutta Italia, e il rapporto tra cultura e salute. Ma anche l’intelligenza artificiale e le sue applicazioni nel mondo culturale, dalla realtà aumentata al cambiamento del lavoro culturale” ha spiegato Velani.
Un’attenzione particolare sarà riservata all’accessibilità: “L’accessibilità è il pilastro del diritto alla cultura: se la cultura genera creatività e ci aiuta a vincere le sfide di domani, allora dev’essere sempre più accessibile. E sempre più accessibile, più forte dev’essere la produzione culturale contemporanea”.
“Non mancano i contributi accademici, grazie al cantiere curato da IMT, e le esperienze locali che dialogheranno con il panorama nazionale e internazionale. In più, il PNRR offrirà strumenti di valutazione inediti: permetterà di raccogliere i dati e valutare l’impatto dei progetti della cultura sui quattro pilastri dell’Agenda 2030”.
Infine, sarà lanciato un osservatorio dedicato al rapporto tra cultura e ambiente: “Abbiamo creato un osservatorio e daremo i primi risultati: naturalmente, essendo un osservatorio, questo è il primo anno, durerà nel tempo. È molto importante perché il tema del rapporto tra cultura e ambiente oggi è determinante proprio per lo sviluppo della nostra cultura quotidiana. Se gli eventi sono sostenibili e in più lanciano un messaggio di comportamento attento all’ambiente, ognuno di noi piano piano acquisirà dei comportamenti giusti per la tutela e il rispetto del pianeta”.
Sul valore simbolico e infrastrutturale della cultura è intervenuto il sindaco di Lucca, Mario Pardini:
“Gli amministratori pensano sempre a fare infrastrutture: il ponte è l’infrastruttura ideale che unisce territori. Oggi parlare di ponti di cultura e LuBeC è un mezzo appunto per portare Lucca nel mondo e il mondo a Lucca. La cultura, quindi, non è solo metaforicamente: è veramente un’infrastruttura fondamentale per tutti”.
A tracciare un bilancio di LuBeC è stato Gaetano Scognamiglio, presidente di Promo PA Fondazione:
“Più di vent’anni a Lucca sono di per sé un successo. Perché la permanenza di questa mostra per tanti anni significa che il taglio è ben dimensionato. LuBeC è il punto di incontro annuale sull’evoluzione del mondo della cultura”.
“Essere riusciti, con il sostegno del MIC, degli enti pubblici e delle principali realtà del territorio, a mantenere vivo un format che mette al centro la cultura declinata sotto il profilo del benessere e della coesione sociale significa che questo progetto funziona” interviene Scognamiglio.
Ponti di cultura non è solo un titolo, ma un auspicio: la cultura può favorire dialogo e connessioni, soprattutto in tempi complessi come quelli che viviamo.




