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Redazione
ANNO XIVsabato 4 Luglio 2026
piano di coreglia

Luca Nannipieri a Talk in Villa, una lezione di bellezza: “L’arte e la guerra oltre i luoghi comuni”

Una riflessione profonda, a tratti “scomoda”, ma capace di stimolare il pensiero e il confronto su due temi apparentemente distanti ma, in realtà, dialoganti tra loro: l’arte e la guerra.

È stato questo il filo conduttore del secondo appuntamento di “Talk in Villa”, il salotto estivo de La Gazzetta del Serchio che ieri sera ha fatto finalmente il suo esordio nella splendida Villa Bernardini, a Piano di Coreglia, con un protagonista d’eccezione: il critico d’arte e volto televisivo Luca Nannipieri.

Una serata di rara bellezza, molto partecipata dal pubblico che, silenzioso e attento, ha seguito la conversazione tra il professor Nannipieri e il direttore responsabile del giornale Andrea Cosimini in un crescendo di emozioni. Alla conduzione Giulia Rapaioli, collaboratrice della testata, che in apertura ha chiamato l’assessore alla cultura Lara Baldacci a portare il saluto dell’amministrazione comunale di Coreglia Antelminelli. “Talk in Villa – ha esordito l’assessore Baldacci – rappresenta per il nostro territorio una bella vetrina culturale capace di attirare nomi di rilievo nazionale nel panorama intellettuale italiano, portando temi di assoluto interesse e valore con uno sguardo sempre rivolto all’attualità”.

Quindi spazio alla “madrina” di serata, la Cooperativa Sociale Solidarietà e Sviluppo di Fornoli, rappresentata per l’occasione dal presidente Alessandro Ghionzoli accompagnato da una folta delegazione di collaboratori e operatori. Nel suo intervento, anche Ghionzoli ha sottolineato il valore culturale e sociale della rassegna: “È importante creare occasioni di confronto e riflessione aperte alla comunità come questa – ha detto -. La nostra cooperativa è impegnata nell’accoglienza e nell’inclusione di richiedenti asilo e rifugiati di guerra e questo ci permette di entrare in contatto diretto con le conseguenze dei conflitti, anche attraverso i segni della violenza visibili sulla pelle di ragazzi provenienti da diversi paesi del mondo”.

Il talk, dall’evocativo titolo “Guernica è oggi: da Picasso a Banksy, la brutalità della guerra nell’arte”, è poi entrato nel vivo con Nannipieri e Cosimini che hanno guidato per mano il pubblico, anche grazie all’ausilio di un maxi-proiettore installato a bordo piscina, in un viaggio attraverso oltre sette secoli di storia dell’arte: dalle rappresentazioni medievali fino alle provocazioni contemporanee di Banksy, passando per Goya, Rubens, Picasso, Chagall, Warhol, Basquiat e molti altri.

Partendo dalla celebre Guernica di Picasso, simbolo universale degli orrori della guerra, la serata ha affrontato il tema del conflitto da una prospettiva diversa rispetto alle narrazioni più consuete. Non una semplice condanna della guerra, ma un ragionamento più ampio sul modo in cui gli artisti, nel corso dei secoli, l’hanno rappresentata.

Uno dei passaggi più significativi della serata ha riguardato il concetto di “innocenza”. Nannipieri ha invitato il pubblico a interrogarsi su chi siano davvero gli innocenti nelle guerre. “Siamo abituati a distinguere nettamente tra civili e soldati – ha osservato – ma spesso il soldato non è altro che un civile che indossa una divisa, molto spesso costretto a impugnare un’arma. Pensiamo ai tanti uomini chiamati al fronte nei conflitti di oggi, come in Ucraina. Certamente i bambini sono innocenti, su questo non esiste discussione. Ma la realtà della guerra è molto più complessa di quanto spesso raccontiamo”. Una riflessione che ha portato il pubblico a confrontarsi con il dramma umano dei conflitti, andando oltre le categorie tradizionali di vittime e carnefici.

Altrettanto interessante il ragionamento sul rapporto tra arte e guerra. “Se oggi siamo portati a considerare gli artisti come figure impegnate nella denuncia degli orrori bellici, la storia racconta una realtà più articolata” ha fatto notare Nannipieri. “Per secoli, infatti, la guerra è stata celebrata, esaltata e perfino glorificata attraverso l’arte – ha ricordato il professore -: statue dedicate ai condottieri, affreschi, bassorilievi e rappresentazioni militari testimoniano come il conflitto fosse spesso visto come espressione di eroismo, potere e grandezza”.

Solo nel Novecento, con le due guerre mondiali e l’avvento delle grandi tragedie collettive, molti artisti hanno iniziato a utilizzare la rappresentazione della violenza e dell’orrore come strumento di denuncia. Attraverso opere come Le fucilazioni di Goya, Guernica di Picasso, La guerra di Chagall o i lavori di Banksy, il pubblico è stato accompagnato in una riflessione sull’evoluzione del linguaggio artistico e sul ruolo dell’arte nel raccontare le ferite dell’umanità. Ne è emersa una visione dell’arte meno idealizzata e più aderente alla complessità della realtà: una narrazione che non cerca risposte semplici, ma invita a osservare la storia e il presente con maggiore consapevolezza.

Al termine dell’incontro non sono mancati i contributi del pubblico, a testimonianza dell’interesse suscitato dal tema e dall’approccio proposto da Nannipieri. La serata si è conclusa con la consegna di un volume su Coreglia Antelminelli come omaggio dell’amministrazione comunale all’ospite. Brindisi finale con bollicine gentilmente offerto da La Gazzetta.

La seconda edizione di “Talk in Villa” è stata ideata e curata da La Gazzetta del Serchio, realizzata con il patrocinio del comune di Coreglia Antelminelli e del Circolo della Stampa di Lucca e con il sostegno del Centro Commerciale Naturale di Piano di Coreglia e della Ditta Vando Battaglia. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti.

Dopo Francesco Cancellato (Fanpage) e Luca Nannipieri, la rassegna concluderà domenica 12 luglio alle 21, sempre a Villa Bernardini, con la criminologa investigativa e giornalista Anna Vagli, nota al grande pubblico per le sue analisi sui principali casi di cronaca nazionale.

Foto di Nicola Tognetti

Servizio video di Nicola Tognetti e Elisa Togneri

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