Ancora un volto che racconta la memoria della nostra comunità. Oggi voglio ricordare Mariella Bacci, una persona che ha sempre fatto parte della mia vita e dei ricordi della mia famiglia.
Fin da quando ero bambino la sua presenza nella nostra casa era quasi quotidiana. Mariella era una frequentatrice abituale della famiglia Alberigi e mia madre Italia e mia nonna Ancilla erano per lei un punto di riferimento importante. Entrambe erano sarte esperte e conosciute in paese e per molte ragazze di Corsagna rappresentavano un aiuto prezioso nelle occasioni più importanti dell’anno. Natale, Pasqua, le feste paesane e soprattutto il tradizionale ballo di Carnevale erano momenti attesi con entusiasmo e Mariella si affidava spesso alle loro mani esperte.
La ricordo ancora mentre veniva in casa nostra per le prove degli abiti. Mia madre e mia nonna prendevano le misure, appuntavano gli orli con gli spilli e confezionavano vestiti su misura che per le ragazze di allora rappresentavano qualcosa di speciale.
Mariella era una ragazza solare, benvoluta da tutti, e la sua presenza in casa nostra era così abituale da farla sentire quasi una persona di famiglia. Ricordo anche quando nella sua vita arrivò l’amore: Mariella conobbe Aldo Marescalchi, originario di Castelnovo ne’ Monti e della frazione della Costa dei Grassi. Aldo si trovava in Media Valle del Serchio per motivi di lavoro. Era infatti dipendente della SIRTI, impegnata nella realizzazione dell’elettrodotto La Spezia-Altopascio, un’opera importante che interessò anche il nostro territorio. Fu proprio durante quel periodo trascorso in Valle del Serchio che conobbe Mariella. Tra i due nacque un sentimento sincero che, con il passare del tempo, si trasformò in amore e li portò al matrimonio.
Quel giorno lo ricordo ancora molto bene, ero presente come chierichetto nella chiesa di Corsagna durante la celebrazione officiata dal nostro parroco, monsignor Don Sergio Giorgi. Dal loro matrimonio nacquero due figli: Nicola e Cinzia. Nicola venne al mondo con alcune difficoltà che avrebbero segnato profondamente il cammino della famiglia. Ma proprio di fronte a quella prova emerse tutta la grandezza umana di Mariella.
Per Nicola non fu soltanto una madre. Fu presenza costante, protezione, conforto e sicurezza. Gli dedicò la propria vita con una dedizione che soltanto chi ha vissuto accanto a un figlio fragile può comprendere fino in fondo. Ogni sua giornata era scandita dalle necessità di Nicola. Ogni preoccupazione, ogni scelta, ogni progetto passava prima attraverso il pensiero di quel figlio tanto amato.
Chi ha vissuto a Corsagna in quegli anni ricorda ancora Nicola percorrere le vie del paese in autonomia, conosciuto e salutato da tutti. Ma dietro quella libertà c’era sempre lo sguardo vigile e premuroso di Mariella che quando il ragazzo tardava a rientrare a casa, si sentiva risuonare nel paese la sua voce forte e inconfondibile: «Nicola… Nicola…» Era molto più di un richiamo, era la voce di una madre che viveva in funzione del proprio figlio, che non smetteva mai di preoccuparsi per lui e che trovava serenità soltanto quando lo vedeva rientrare.
Ma il grande amore per Nicola non le impedì di essere una madre attenta e affettuosa anche per Cinzia. Con la stessa sensibilità e lo stesso spirito di sacrificio accompagnò la crescita della figlia, insegnandole il valore della famiglia, della solidarietà e della responsabilità verso gli altri. Cinzia crebbe comprendendo fin da giovane le particolari esigenze del fratello e imparò a condividere con i genitori quel percorso fatto di attenzioni, rinunce e gesti d’amore quotidiani.
La vita non fu generosa con Mariella, le affidò prove durissime e responsabilità che avrebbero piegato tante persone. Lei, invece, le affrontò con una forza straordinaria, senza mai perdere il sorriso. Riuscì a trasformare ogni sacrificio in un gesto d’amore e ogni difficoltà in una nuova occasione per donarsi alla sua famiglia.
Ma Mariella non si dedicò soltanto alla sua casa, fu anche una volontaria instancabile della Misericordia di Corsagna. La Misericordia aveva aiutato molto Nicola nel corso degli anni e lei sentiva il bisogno di ricambiare quel bene attraverso il volontariato. Per anni si occupò con grande scrupolo della pulizia della sede della Misericordia, degli ambulatori, della Casa Famiglia per anziani e, successivamente, anche dei locali del Centro Sportivo San Michele. Era un servizio silenzioso, lontano dai riflettori, ma prezioso.
Ricordo ancora quando, dopo pranzo, mentre Nicola riposava, la sentivo passare davanti a casa mia diretta verso la Misericordia. A volte si fermava per un caffè e due parole, altre volte la riconoscevo soltanto dal rumore del grande mazzo di chiavi che portava con sé. Quel rumore è rimasto nella mia memoria come il simbolo della sua disponibilità verso gli altri.
Mariella era una donna robusta, sempre sorridente, riusciva sempre a trovare una parola buona, un gesto di affetto, un incoraggiamento. Con la sua famiglia ho condiviso tanti momenti belli: ricordo le visite a Costa dei Grassi, il paese di Aldo, sorrido ancora pensando a mio figlio Michele che, vedendo il cartello del paese, volle farsi fotografare sotto quella scritta perché era convinto che la “Costa dei Grassi” fosse un luogo dove abitavano soltanto persone robuste come Aldo e Mariella.
Mariella ha voluto bene anche ai miei figli, prendeva spesso in braccio la piccola Priscilla per farla addormentare e anche Federica ha ricevuto da lei un affetto speciale. Per loro è stata una zia, una presenza familiare che ancora oggi ricordano con affetto. Poi arrivò la malattia, fu un periodo breve, ma durissimo. Nel giro di pochi mesi Mariella ci lasciò, lasciando un vuoto immenso nel marito Aldo, nella figlia Cinzia e soprattutto in Nicola, quel figlio al quale aveva dedicato ogni giorno della propria vita.
Per chi l’aveva conosciuta era difficile immaginare Nicola senza la sua mamma. Ricordo ancora con emozione l’ultima telefonata che ricevetti da lei. Poche ore dopo arrivò la notizia della sua morte all’ospedale di Careggi. Anche in quel momento il suo pensiero era rivolto a Nicola, le sue ultime parole furono: «Giovanni, ricordati di seguire con attenzione Nicola.» Quelle parole non le ho mai dimenticate. Le ho custodite come una promessa. Gli anni passarono e anche Nicola concluse il suo cammino terreno, in una struttura dell’Appennino emiliano che lo aveva accolto con professionalità e tanto affetto.
Quando ricevetti la notizia della sua morte, il mio primo pensiero corse subito a Mariella. Mi tornarono alla mente le sue ultime parole. Quel giorno sentii ancora più forte il dovere di mantenere la promessa che le avevo fatto. Rimasi accanto a Nicola fino all’ultimo saluto, accompagnandolo nel suo ritorno a Corsagna e poi nel nostro cimitero. In quel momento mi sembrò quasi che Mariella fosse di nuovo accanto a lui. Come aveva fatto per tutta la vita, continuava idealmente a proteggerlo.
Oggi, ripensando a Mariella, non vedo soltanto una volontaria della Misericordia, vedo una madre straordinaria, una moglie affettuosa. Una donna che ha trasformato ogni prova della vita in un gesto d’amore. Il suo esempio continua ancora oggi a parlare a chi l’ha conosciuta. Perché ci sono persone che non diventano grandi per gli incarichi che ricoprono, ma per l’amore che riescono a donare agli altri, e Mariella Bacci è stata una di queste.