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Redazione
ANNO XIVmartedì 29 Settembre 2026
castelnuovo di garfagnana

Michela Innocenti premiata al “Sandomenichino”: il riconoscimento per l’opera su Hildegard Von Bingen

Un punto di arrivo per il suo lavoro nel teatro, a tutti i livelli, ma anche un trampolino di lancio per impegni futuri.

Michela Innocenti, direttrice artistica del Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana, ha ottenuto un importante riconoscimento al prestigioso Premio Letterario Sandomenichino, concorso di poesia, narrativa e cultura nato a Massa nel 1958 e giunto quest’anno alla sua 67ª edizione. Lo ha fatto con la sua opera teatrale «Conosci la via» che narra la storia di santa Hildegard Von Bingen – monaca, scienziata e artista vissuta in Germania attorno all’anno 1000.  

La Gazzetta del Serchio aveva già raccontato di questa opera teatrale e dello spettacolo (leggi qui): il libro era nato dalla ricerca che Michela aveva affrontato per approfondire la storia della santa medievale Ildegarda di Bingen, una religiosa e mistica tedesca vissuta nel XII secolo, protagonista di un percorso intellettuale e spirituale che la portò a occuparsi di scrittura, musica, filosofia e studio della natura. 

Il Premio Sandomenichino si articola in sette categorie tra cui poesia singola o libro di poesia, narrativa edita e inedita, racconto, opera teatrale e letteratura per ragazzi. La cerimonia di premiazione si è tenuta sabato, al Teatro “Pier Alessandro Guglielmi” di Massa, registrando una grande partecipazione con quasi mille opere in concorso. 

Alla direttrice dell’Alfieri è stato conferito il Premio Eccellenza per l’opera dal titolo «Conosci la via», nell’ambito della Sezione F – Opera teatrale inedita o edita. “E’ stata un’esperienza bellissima e, sopratutto, una forte emozione – racconta – essere lì, tra le 963 opere in concorso di questa edizione”.

Tra i riconoscimenti più significativi della giornata, il Premio alla Cultura è stato assegnato a Padre Enzo Fortunato, frate minore conventuale, giornalista e scrittore, attualmente direttore della comunicazione della Basilica Papale di San Pietro a Roma: un premio legato al suo percorso nel mondo della cultura e della comunicazione e al lavoro svolto sui temi del dialogo.

A guidare il Premio è stato l’avvocato Giacomo Bugliani, con la direzione artistica della professoressa Rosaria Bonotti. Nel corso della cerimonia è stato inoltre trasmesso il saluto del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani agli organizzatori, ai premiati e al pubblico.

Michela spiega come è nato questo suo primo libro: “È nato tutto quasi per caso – confessa -, attraverso una serie di concatenazioni, di incontri e di circostanze che, a posteriori, sembrano quasi guidate da un filo invisibile. Non c’è stato un progetto iniziale preciso: le cose si sono semplicemente susseguite e, passo dopo passo, hanno portato alla nascita di quest’o libro’opera. Tutto – ricostruisce Innocenti – è iniziato dall’incontro con il libro di Hildegard, custodito nella Biblioteca Statale di Lucca. È stato un punto di partenza importante, qualcosa che ha acceso una curiosità e aperto una strada che non avevo programmato di percorrere; ricostruire la storia della santa è diventata una vera sfida, alla quale si è aggiunta la trasformazione di questa storia in un libro, per uno dei tanti spettacoli che ho scritto e interpretato negli ultimi vent’anni”.

“Il teatro – osserva – è fatto di presenza, voce, corpo e rapporto diretto con il pubblico. Invece, scrivere un libro significa misurarsi con un linguaggio differente e cercare di mantenere, attraverso le parole, almeno una parte di quella vitalità che appartiene alla scena. Per me scrivere per il teatro, soprattutto oggi, è un ònere ma anche un grande onòre. È una forma espressiva che richiede responsabilità, ma allo stesso tempo permette una grande libertà” ha continuato Michela, ovviamente, orgogliosa del suo lavoro. 

“È come se un pezzo di questi vent’anni avesse trovato una nuova collocazione – aggiunge -. Non lo vedo soltanto come la trasposizione di uno spettacolo, ma come qualcosa che ha acquisito una propria autonomia attraverso la scrittura. E, forse, tutto torna a quel primo incontro con il libro di Hildegard e a quelle concatenazioni imprevedibili che hanno dato origine al progetto. A volte il caso apre delle porte che non stavamo cercando: bisogna avere la curiosità di accorgersene e il coraggio di attraversarle”.

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