In pochi possono vantare un curriculum di amministratore così lungo: Michele Giannini è sindaco del suo comune, Fabbriche di Vergemoli, da ben 21 anni, cinque mandati consecutivi, anche in virtù della fusione ma sempre eletto dai cittadini. Già consigliere provinciale, già candidato a presidente della provincia, candidato alla Camera nel 2008 e nel 2012 e alla Regione nel 2020, Giannini ci riprova nella lista di Fratelli d’Italia, come terzo nome nella circoscrizione di Lucca.
Militare della Guardia di Finanza dal 1993 con il grado di luogotenente, presta servizio fuori provincia. Impegno amministrativo e politica come servizio e passione: entrato in Fdi nel 2020, proviene dalla DC in cui entrò giovanissimo poi, dopo l’arruolamento nella GDF del 1993, una lunga fase di “pausa” prima di entrare in Forza Italia fino al 2014.
Giannini, ci riprova dopo il buon successo di preferenze delle ultime elezioni regionali
“La candidatura è il risultato del lavoro fatto dal 2020 ad ora costante, continuativo, attento agli interessi del partito, rappresentativo di un sentimento di un’area importante dell’elettorato del partito che si pone ad essere rappresentato. Sono lieto di questa disponibilità data con largo anticipo, un riconoscimento per essere l’unico sindaco di FdI in provincia, lieto della posizione in lista, la terza, la prima disponibile per un uomo”.
Entriamo negli aspetti concreti: quali sono i temi e le criticità da affrontare in Valle del Serchio?
“Il ruolo da sindaco mi ha portato a fare un programma elettorale locale molto concreto, essendo un buon conoscitore dei problemi della Valle. Il principale è la viabilità a cui si affianca la sanità, l’occupazione e quelle attività che possono essere svolto per mantenere la vita dei nostri borghi. Sono pronto a dare supporto ai sindaci, di qualsiasi colore, nel reperimento dei bandi comunitari; i bandi del PNRR se non cadono sui nostro territori, saranno pagati dai nostri cittadini, devono essere visti come possibilità di creazione di opportunità e posti di lavoro sul territorio ma anche come strumento per sostenere le aziende e le attività del territorio. Per fare un esempio, io solo con due bandi ho portato in Valle 5 milioni di euro con il bando borghi e bando turismo. Sono ricaduti principalmente sul nostro territorio comunale ma hanno permesso di dare lavoro a tante aziende e creare occupazione che prima non c’era. Abbiamo ripresentato bandi per 3 milioni, in questi periodo, sulla rigenerazione urbana e sul turismo”.
Una visione lungimirante che la vede “capofila” di progetti di collaborazione tra amministrazione e come ha dimostrato con la fusione tra Fabbriche di Vallico e Vergemoli
“Tutti noi dobbiamo ragionare al di fuori degli schemi del comune, lavorando su base geografica di territorio e di area, e non sul singolo comune”.
Una candidatura che va oltre la Valle del Serchio
“Ho presentato tre programmi elettorali distinti perché la provincia non è tutta uguale, Valle del Serchio, Lucca e Versilia. Una cosa che accomuna tutte e tre le aree è la volontà di abolire il Consorzio di Bonifica e ripristinare la manutenzione negli enti locali. Il Consorzio ha costi ingenti che potrebbero essere annullati. Inoltre vorrei lavorare sulla riduzione del bollo auto in virtu dell’ISEE. L’auto non è un bene di lusso ma il bene necessario per lavorare”.
Concludiamo con un semplice spot elettorale. Perché un cittadino dovrebbe votare Tomasi e Giannini?
“Votare Tomasi e FdI, scegliendo il sottoscritto, perché ci sono due sindaci eletti, chi ha fatto il sindaco si è sporcato le mani e conosce le esigenze del territorio, parliamo di problemi concreti e questi vanno risulto. La Regione è un ente amministrativo, non politico. Le sfide sono difficili ma niente è scontato, soprattutto per noi di destra”.