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Redazione
ANNO XIVvenerdì 9 Ottobre 2026
l'espresso delle 11.15

Modena Cento Ore, rombano i motori: da Puccini a Carrà, una passione antica

Le mani sono finestre sull’animo umano. Basta guardare le immagini dei piloti all’interno dell’abitacolo per sapere quanto è vero. (…) Le mani di un pilota devono essere rilassate, sensibili, attente. Attraverso il volante di un’auto passano molte informazioni…

(L’arte di correre sotto la pioggia, Garth Stein)1

… E molte emozioni. Sono le 7,30 del 7 ottobre 2026. Nel silenzio dell’ora, nella luce del giorno che inizia a svegliarsi, quasi all’unisono cento vetture accendono l’aria di un solo rombo. Semaforo rosso, verde… VIA!

La Modena Cento Ore è iniziata.

E’ una corsa nata ventisei anni fa dalla passione e lungimiranza della Scuderia Tricolore, un’associazione sportiva fondata nel 1960 all’interno dell’Automobile Club (fondato a suo volta qualche decennio prima, nel 1898, per riunire gli allora pochissimi proprietari di auto in una federazione che avesse valenza amministrativa e sportiva).

“Promuovere la cultura e la passione per le opere d’arte a quattro ruote, promuovere l’attività  sportiva dei propri associati, promuovere eventi e manifestazioni automobilistiche di qualità”. Così recita la dichiarazione di finalità della Scuderia Tricolore che nel 2011 unisce le sue forze con Canossa Events organizzando, esclusivamente su invito, eventi di alto prestigio internazionale che uniscono sport e cultura automobilistica, attraverso la conoscenza e la valorizzazione del territorio.

La Canossa Events lega il suo nome alla contessa Matilde di Canossa, da sempre simbolo delle terre che ricomprendono alcune delle tappe della gara attualmente in corso, tra cui Vagli, Barga e Castelnuovo di Garfagnana.

E’ proprio vero che le auto storiche si possono definire delle opere d’arte.

Motori creati per divenire quasi un dialogo col pilota, vetture dove la capacità umana, l’intuito, la saggezza e l’esperienza nulla devono alla sofisticata tecnologia che fa dell’uomo una presenza relativa e non l’altra metà del cuore pulsante.

Così come è vero che ogni veicolo storico ha un’evidente personalità, oltre che una propria identità.

Nel secolo scorso, le auto erano disegnate da progettisti dotati di provata creatività artistica. Taluni, come Flaminio Bertoni, erano anche pittori e scultori di successo, altri, nascevano invece come valenti carrozzieri.

Come Sergio Scaglietti, la cui innata bravura, nel 1957, lo porta a disegnare e costruire a mano la Ferrari Testarossa 250 per Enzo Ferrari, di cui sarà sempre collaboratore ed amico. E come non ricordare Sergio Pininfarina, Giorgetto Giugiaro e il fiorentino Franco Scaglione, dalla cui ispirata matita uscirono modelli come la Alfa Romeo BAT o la Lamborghini 350 GTV.

Colori, figurini, modelli in scala reale in legno e gesso e l’abilità di battilastra hanno dato vita a scocche indimenticabili dall’ineguagliabile fascino.

Nel 2025, venticinquesimo anniversario della Cento Ore, la competizione è stata magistralmente vinta dall’Opel Ascona 400, versione sportiva progettata nel 1979, rielaborando il disegno dell’Opel Ascona B.

“Non si può descrivere la passione, la si può solo vivere”, è una delle verità trasmesse da Enzo Ferrari.

E la passione per le auto è di antica data anche in Toscana. Ne sono una testimonianza il libro Storia dell’automobilismo toscano 1893-1906. I pionieri-le prime automobili, pubblicato nel 1976 dal Marchese Leonardo Ginori Lisci ma anche la Fabbrica Toscana di Automobili, la F.T.A.

Fondata a Firenze nel 1901 e successivamente nota come Florentia, questa casa automobilistica poté fregiarsi delle Insegne Reali e fu incaricata di realizzare una vettura per le Regie Scuderie.

La Florentia, inoltre, pubblicizzava e vendeva prestigiose automobili straniere quali la De Dion-Bouton, una delle auto amate da Giacomo Puccini.

Il Maestro apprezzava la velocità e non è difficile immaginarlo lungo le strade che da Torre del Lago lo conducevano a Forte di Marmi (altra tappa della Cento Ore di quest’anno), oppure verso l’entroterra, talvolta in compagnia di Gabriele D’annunzio, nel primo decennio del ‘900.

In quegli stessi tempi, la velocità, concetto nato insieme all’invenzione della ruota stessa, sarà un nuovo valore per i Futuristi.

Il pittore Carlo Carrà sarà tra coloro che aderiranno al manifesto del Movimento Futurista, anzi, suo è il manifesto del 1913 dal titolo La pittura dei suoni, rumori e odori quale perfetto emblema dell’energia della vita moderna, una lode al movimento, al dinamismo e, quindi, alle auto.

Quando, però, un decennio dopo vorrà ritrovare i ritmi di una riflessione più intima lo farà nel Castello di Coreglia, tra i suoi monti, la sua luce, la voce dei suoi panorami e delle sue strade costeggiate dai boschi. Quelle stesse strade che nel tempo hanno accolto più di una sfilata di auto storiche e d’epoca o sportive.    

Tra poche ore, a Modena, si abbasserà la bandiera a scacchi che sancirà il vincitore di queste 100 ore di competizione. Ore che si sono snodate anche sui paesaggi della Valle del Serchio, sulla Storia, l’Arte e le ricercatezze gastronomiche di alcuni territori tra i più belli d’Italia cosicché i chilometri si trasformeranno in emozioni.

Si gira la chiave… si innesta la prima… acceleratore… i giri aumentano… il motore chiede il cambio della marcia… START. Una nuova avventura inizia.

La macchina va dove vanno gli occhi.1

Cinzia Troili

1 L’arte di correre sotto la pioggia, Garth Stein (Edizioni Piemme Spa- I edizione 2009. Pagg. 189, 300).

In un’intervista, Garth Stein ha dichiarato di possedere, quale appassionato di automobili, un’Alfa Romeo GTV 2000 del 1974.

FOTO:  -OPEL ASCONA BL 1976, veicolo dichiarato di “rilevanza storica e collezionistica”. Foto da collezione privata.

           -Puccini al volante della sua auto, la De Dion-Bouton. Accanto a lui Gabriele D’Annunzio. (Inserto fotografico nel libro Giacomo Puccini, il romanzo della vita, G. Adami. Ed il Saggiatore, 2014).

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