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Redazione
ANNO XIVmercoledì 9 Settembre 2026
tea & ribollita

Natale a Londra: Mariah Carey è tornata (e anche i panini)

“It’s tiiiime!”

È di nuovo quel periodo dell’anno. A Londra lo capisci così: Mariah Carey ricompare ovunque e, puntuale, torna anche la Christmas sandwich week.

Per qualche giorno il panino diventa una cosa seria. Se ne parla, lo si aspetta, lo si confronta. Come se fosse un piccolo rito stagionale. È una di quelle abitudini che, messe insieme a tante altre, costruiscono il quotidiano londinese. E starci dentro — come direbbe Vasco Rossi — significa anche questo: partecipare, anche alle cose più pop, più temporanee, più discutibili. Anche a una settimana dedicata ai panini natalizi.

Così quest’anno ho deciso di fare una cosa semplice: assaggiarne alcuni. Capire cosa raccontano di questo Natale e perché, a Londra, ogni dicembre, finiamo sempre per parlarne.

Durante la Christmas sandwich week il panino smette di essere solo un pranzo veloce e diventa un evento stagionale. Bakery, pub e sandwich shop propongono la loro versione natalizia, tra comfort food, ingredienti invernali e accostamenti sempre più ambiziosi. Quest’anno ho assaggiato il primo e il terzo classificato del Best Christmas Sandwich: due luoghi diversi, due approcci opposti, tre panini in totale.

🥉 The Dusty Knuckle: quando la base fa metà del lavoro

The Dusty Knuckle si è piazzato al terzo posto nella classifica, e non sorprende. Qui siamo prima di tutto in una bakery, e il pane — anzi, la focaccia — è la vera protagonista. Morbida, profumata, spettacolare come base, arricchita con erbe: è lei che regge tutto il racconto.

Abbiamo assaggiato due focacce natalizie.

La prima è la più iconica della loro proposta: focaccia con castagne, polpette di salsiccia al Marsala, cavolo rosso stufato, roumelade al sedano rapa, mela verde e sedano. Un panino complesso ma equilibrato, fresco nonostante la ricchezza degli ingredienti, con un gioco continuo tra dolcezza, acidità e comfort. È uno di quei panini che vanno mangiati con le mani, sapendo che non resteranno pulite — ma è parte dell’esperienza. Ricco, stagionale, molto riuscito.

Il secondo assaggio è stato la focaccia Veggie Christmas: crema di gorgonzola, noci caramellate al rosmarino, verza e germogli, cipolle caramellate. Un panino interessante, avvolgente, con un’idea chiara. Qui emerge l’unica vera nota critica: la verza, molto croccante e tagliata in pezzi piuttosto grandi, risultava un po’ difficile da gestire al morso. Il crunch era voluto, ma forse avrebbe funzionato meglio con un taglio più fine o una cottura leggermente più lunga. Detto questo, resta una proposta coerente e ben pensata, soprattutto per chi cerca un’alternativa vegetariana natalizia non banale.

🥇 Mondo Sando: il panino che vince

Il primo posto va a Mondo Sando con il suo Kringle Klub, assaggiato in un contesto completamente diverso: un pub, dove il panino diventa dichiaratamente un piatto protagonista.

La costruzione è decisa: coscia di pollo con la pelle, insalata di cavolo cappuccio e kimchi, ripieno di pancetta e albicocca, gochujang ai mirtilli, cipolle croccanti. Un panino importante, intenso, che punta su contrasti netti e sapori riconoscibili. Tutto funziona, gli accostamenti sono studiati e il risultato è pieno, soddisfacente.

L’unica cosa che personalmente mi è mancata è stata una maggiore croccantezza della pelle del pollo, che sulla carta prometteva di essere centrale ma al morso è risultata meno evidente. Probabilmente mangiato appena fatto avrebbe restituito di più da questo punto di vista. Resta comunque un panino solido, da podio, che rappresenta perfettamente il lato più spettacolare e competitivo del Natale londinese.

E il secondo classificato?

Il secondo classificato non è stato assaggiato. I motivi sono semplici: locali in zone diverse, orari che non combaciavano, giornate incastrate male e malanni di stagione all’orizzonte. Fa parte anche questo dell’esperienza di vivere Londra mentre succede.

Questa Christmas sandwich week non è stata una corsa a provarli tutti, ma un’istantanea onesta: una bakery che parte dal pane e costruisce attorno, e un pub che punta sull’evento e sull’effetto wow. Due visioni diverse, entrambe legittime, entrambe profondamente londinesi.

Ogni cultura ha le sue tradizioni. E quella del Christmas sandwich è una tradizione che qui si è costruita nel tempo ed è diventata parte del rituale natalizio. Per me resta una cosa relativamente nuova, e forse è anche per questo che, mentre assaggiavo questi panini, mi veniva spontaneo fare paragoni.

Sarò ovvia, sarò abitudinaria, non lo so. Buoni questi panini, nulla da dire. Ma vogliamo mettere una focaccia con la mortadella? Schietta schietta. Oppure una focaccia semplice, con dell’olio buono. O anche solo pane e olio fatto come si deve. È un altro gusto, un altro tipo di conforto.

Poi però mi sono detta: stiamo parlando di Natale. E al Natale, in qualunque cultura, ci si adegua un po’. Si esagera, si sperimenta, si accetta anche qualcosa di più ricco del solito. E in fondo, questa avventura del panino natalizio è stata divertente.

Certo, per affrontarla serve organizzazione: un buono stomaco e, possibilmente, qualcuno con cui condividere l’assaggio. Perché questi panini non sono fatti per essere affrontati da soli.

Alla prossima,

Lovely to see you!

T&R

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