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Redazione
ANNO XIVlunedì 26 Ottobre 2026
castelnuovo di garfagnana

“Neanche con un dito” al Teatro Alfieri: si riparte dalle scuole per dire basta alla violenza

Ci sono mattinate in cui un teatro non si limita a ospitare uno spettacolo, ma diventa un luogo in cui una comunità intera si guarda allo specchio. È ciò che è accaduto al Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana, durante l’incontro “Neanche con un dito”, dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne e rivolto alle studentesse e agli studenti dell’ISI Garfagnana. Un appuntamento che da diversi anni accompagna le nuove generazioni in un percorso di consapevolezza, ascolto e responsabilità.

A ripercorrere l’origine di questa iniziativa è stata la vicesindaca Chiara Bechelli, che nel suo intervento introduttivo ha ricordato come tutto sia nato nel 2014, quando fu eletta assessora con delega alle Pari Opportunità. “Mi chiesi subito che cosa potessi fare per la mia comunità” ha raccontato, spiegando come, grazie alla collaborazione con il centro antiviolenza – allora ancora associazione e con la commissione Pari Opportunità presieduta da Gabriella Tolaini, prese forma l’idea di un incontro annuale rivolto alle classi quarte dell’istituto. Un impegno continuativo che ha portato anche alla nascita dei centri di ascolto di Castelnuovo e Ponte di Campia: “Una grande soddisfazione – ha detto – perché significa intervenire concretamente e arrivare alle coscienze dei ragazzi”. Bechelli ha ringraziato l’ISI Garfagnana, la dirigente Mila Berchiolli, la commissione Pari Opportunità con la presidente Valeria Coli, Chiara Vergamini e Nicole Bosi Picchiotti, oltre a Stella Adami e Valentina Folegnani del centro antiviolenza, e alle forze dell’ordine rappresentate dal luogotenente Andrea Frosali e dal maresciallo Luca Iannucci.

La dirigente scolastica Mila Berchiolli ha poi sottolineato quanto il rispetto sia il primo passo per costruire una società sana: “Chi non ha rispetto per le donne è impossibile che lo abbia per chiunque altro. Bisogna educare alla sensibilità”. Ha ricordato che in Italia il 39% delle donne, circa 6 milioni, ha subito violenze fisiche, psicologiche o sessuali, e ha ribadito il ruolo delle forze dell’ordine come punti di riferimento per prevenzione ed educazione. “La negazione delle pari opportunità non è normale – ha aggiunto – e dobbiamo avere il coraggio di dirlo e chiedere aiuto”

In seguito è intervenuto il maresciallo Luca Iannucci, Comandante della stazione dei Carabinieri di Camporgiano, che ha illustrato l’evoluzione legislativa in materia di violenza di genere: dalla Convenzione di Istanbul ratificata dall’Italia con la legge 77/2013, alle modifiche sul concetto di “responsabilità genitoriale”, fino all’introduzione di reati come atti persecutori, maltrattamenti e la diffusione non consensuale di immagini intime. “Sono fatti che possono sembrare lontani – ha avvertito – ma accadono anche in contesti vicini a voi”. Ha poi spiegato la gravità del revenge porn, fenomeno che può condurre le vittime a gesti estremi, ribadendo l’importanza di parlarne con adulti di fiducia e denunciare.

Il luogotenente Andrea Frosali, comandante della stazione dei carabinieri di Castelnuovo da poco insediato, ha rivolto un messaggio diretto ai ragazzi, come militare, ma anche come padre: «Fidatevi degli adulti che avete intorno. Noi siamo qui per aiutarvi, non abbiate paura di avvicinarvi».

La commissione Pari Opportunità, con Valeria Coli, Chiara Vergamini e Nicole Bosi Picchiotti, ha contribuito all’organizzazione dell’incontro insieme all’assessora Pellegrini. È stata proprio la dottoressa Bosi Picchiotti, medico del pronto soccorso di Massa, a raccontare l’esperienza del Codice Rosa, ricordando come molte vittime, spaventate dal proprio carnefice, scelgano di allontanarsi dal percorso di tutela. Ha parlato della violenza psicologica attraverso un estratto del film “C’è ancora domani”, e degli atteggiamenti normalizzati tra i giovani, come il controllo del telefono, che rappresentano forme subdole di abuso. “Il 25 novembre serve – ha detto – perché, ogni anno, la ripetizione di certi messaggi porta all’aumento delle chiamate al 1522. Forse, anche oggi, tra voi c’è qualcuno che troverà il coraggio di parlare”

Spazio, infine, a Stella Adami e Valentina Folegnani del centro antiviolenza “Non ti scordar di te”, nato dopo l’omicidio di Vanessa Simonini nel 2011. La presidente Adami ha ricordato che «femminicidio significa uccidere una donna in quanto donna», frutto di una cultura che va cambiata attraverso educazione e consapevolezza. Le operatrici hanno presentato le attività del centro – ascolto, consulenza, percorsi di uscita dalla violenza – ribadendo il ruolo delle donne che sostengono altre donne.

La mattinata ha rappresentato un momento importante per la formazione dei ragazzi permettendo di porre luce su alcuni temi importantissimi per gli adulti di domani. Se è vero che gli adulti hanno il compito di proteggere e intervenire, è altrettanto vero che il futuro passa dalle mani dei ragazzi. 

A loro è stato rivolto l’invito più semplice e più coraggioso: parlate, chiedete aiuto, non accettate ciò che vi toglie libertà. Perché nessuna storia deve finire in silenzio, e nessuna donna deve essere abusata, neanche con un dito.

Foto di Elisa Togneri

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