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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
castelnuovo di garfagnana

Pasticceria Pedreschi, l’angolo dolce di Castelnuovo: un secolare impasto di emozioni e ricordi

Appena varcata la soglia della pasticceria Pedreschi, si viene accolti da una vetrina imbandita e da un profumo avvolgente. Dietro ogni dolce c’è la passione di una famiglia che ha portato avanti un’antica tradizione con impegno e amore, diventando un saldo pilastro per Castelnuovo.

Lucia Lucchesi, la titolare, si è raccontata a La Gazzetta del Serchio per ripercorrere la storia della sua attività. “Più di cento anni fa – esordisce – i miei bisnonni avevano una bottega, di quelle che vendevano di tutto, come si usava una volta; solo dopo si specializzarono nella pasticceria. Nel 1987 la nostra famiglia ha festeggiato il centenario di attività: un traguardo meraviglioso. Nel 1988 abbiamo traslocato dalla nostra originaria sede a quella attuale, in Vicolo al Serchio 1, dove i miei genitori hanno aperto il laboratorio di produzione che serve a rifornire bar e ristoranti. L’ultimo importante cambiamento è avvenuto nel 2011 quando ci siamo allargati introducendo anche il bar”.

Di quante persone si compone l’attività? “Io e mio fratello Giovanni siamo i titolari – spiega -, poi c’è mia madre Emanuela che rimane il cuore pulsante dell’attività e, infine, abbiamo tre dipendenti”. E come descriverebbe il suo lavoro? “Noi cerchiamo di seguire le ultime mode – afferma Lucia -, ma il nostro punto forte è la freschezza degli ingredienti che, per noi, è la cosa più importante. Inoltre continuiamo a ricercare i sapori della tradizione, come i biscotti che sto insacchettando, fatti di farina di formentone. Tante delle ricette che proponiamo giungono da un quaderno scritto a mano da mio nonno, lo abbiamo trascritto al computer e stampato in modo che il sapere di nonno Dino potesse conservarsi ed essere trasmesso. Per esempio, i biscotti “befanini” per noi sono “pefanini” perché così li chiamava nostro nonno e così abbiamo deciso di conservarli”.

Lucia, come ha imparato a fare dolci? Era la sua intenzione fin da sempre prendere in mano le redini dell’attività di famiglia? “Sia io che mio fratello abbiamo frequentato l’Università, studiando Scienze Politiche – afferma -, ma il mondo della pasticceria ci ha sempre toccato da vicino perché aiutavamo in negozio e abbiamo imparato facendo. Sono molto felice di aver studiato, perché lo studio non è mai tempo perso, ma gli sbocchi lavorativi offerti dal mio percorso non mi soddisfacevano, per cui mi sono ritrovata a fare questo lavoro che amo”.

Se dovesse pensare a un dolce simbolo del vostro locale, quale sarebbe? “Me ne vengono in mente due – dice -. Per prima la meringa perché è uno dei dolci più graditi e richiesti dai clienti. Non è una torta complessa, ma richiede molta attenzione nella preparazione e nella scelta delle materie prime: preferiamo puntare molto di più sul gusto che sullo stile. L’altro dolce a cui penso è la mandolata: siamo l’unica pasticceria della zona a prepararla, probabilmente perché mio padre Marino era legato al rione di Santa Lucia”.

Come avete iniziato realizzare la mandolata? “Fu un’idea di mio nonno – racconta Lucia – perché diversi anni fa la mandolata veniva servita da una signora di nome Gelsomina che possedeva una bancarella ambulante di dolci. Quando la signora smise di lavorare, circa cinquant’anni fa, nessuno produceva più questo dolce, così iniziò lui. Solitamente iniziamo a prepararla a inizio novembre perché è molto richiesta e proseguiamo anche dopo la festa di Santa Lucia, il 13 dicembre”.

Com’è constatare che ci sono tanti clienti affezionati che, col passare del tempo, continuano a rivolgersi a voi? “Avere clienti affezionati è una bellissima sensazione – ammette -. Ci capita spesso di creare torte per i momenti importanti di una famiglia, dai primi compleanni alla torta di laurea, ed è molto gratificante vedere che continuano a tornare. Questo vale anche per i turisti che, durante il loro soggiorno a Castelnuovo, decidono di venire tutti i giorni. Ha in mente un episodio particolare legato a qualche cliente? “I primi di settembre è venuta una signora – riporta Lucia – che spesso viaggia per tutta Italia, si è innamorata della nostra meringa e prima di ripartire ha chiesto se le potessimo dare tre dischi di meringa già pronti e le abbiamo anche dato dei consigli sulla preparazione perché avrebbe voluto ricrearla a casa”.

Lucia, qual è la giornata tipo di un pasticcere? “Inizia molto presto – conclude -, mio fratello comincia a lavorare intorno alle 4.30 del mattino impastando il lievito delle brioche, io arrivo poco dopo per farcire la pasta e poi alle 6.45 apriamo. Successivamente organizziamo la produzione dedicando dei giorni a specifiche preparazioni; durante la giornata ci alterniamo permettendo al negozio di avere orario continuato fino alla chiusura, alle 19.30”.

Nel profumo invitante che avvolge ogni angolo della pasticceria Pedreschi si nasconde una storia lunga più di un secolo, fatta di mani operose e di cuore. Lucia e la sua famiglia continuano a impastare ricordi e futuro, regalando a Castelnuovo non solo dolci, ma un frammento di quella storia che, da oltre un secolo, addolcisce il paese.

Foto di Elisa Togneri

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