Il Primo Maggio, giornata dedicata ai lavoratori, è tornato a riempire Castelnuovo di Garfagnana di significati che vanno oltre la semplice celebrazione, intrecciando memoria, impegno e momenti di condivisione.
La mattina si è aperta con un momento solenne: alle 11, in piazza della Repubblica, si è tenuta la deposizione della corona d’alloro al monumento ai Caduti sul lavoro. Un gesto simbolico ma carico di valore, per ricordare tutte le vittime di incidenti lavorativi e ribadire l’importanza della sicurezza e della dignità nel lavoro.
Nel pomeriggio, la piazza si è trasformata per accogliere il GFM Festival, il cuore pulsante della giornata, condotto da Carlos Alfredo Bartolomei. Tre giorni di street food e di band che si alternano sul palco, in un clima di festa, lasciando spazio alla creatività e alla musica. Proprio all’interno del festival si sono tenuti i saluti istituzionali, affidati al sindaco Andrea Tagliasacchi, a Bruno Casotti, segretario Cgil Lucca, e a Giacomo Saisi, segretario Uil Lucca.
Nel suo intervento, il sindaco ha sottolineato l’importanza di dare voce alle nuove generazioni, capaci di esprimersi attraverso la creatività ma anche attraverso strumenti di partecipazione come il voto, citando i dati dell’ultimo referendum che hanno visto una grandissima partecipazione dei giovani. Ha poi ribadito come mettere al centro il diritto al lavoro significhi mettere al centro il diritto alla vita: “Un lavoro che sia fatto di diritti, di salari dignitosi e che non metta a rischio la sicurezza delle persone – ha dichiarato – Il Primo Maggio è allo stesso tempo festa, impegno e coscienza civile, in un contesto in cui ancora troppe persone perdono la vita o vivono condizioni di precarietà”.
Non è mancato un riferimento ai temi della pace e della solidarietà, con un pensiero rivolto anche al contesto internazionale. Il sindaco ha infine ringraziato gli organizzatori e chi, ogni giorno, si impegna a sostegno dei più deboli, ribadendo con forza il valore del lavoro.
Sulla stessa linea anche l’intervento di Giacomo Saisi, che ha definito il Primo Maggio una giornata in cui alla dimensione della festa si affianca necessariamente quella della memoria. I numeri, ha ricordato, restano drammatici, con oltre mille morti sul lavoro registrate nel 2025. Da qui la richiesta di un rafforzamento dei controlli e della prevenzione, sottolineando come spesso si intervenga solo dopo che l’incidente è avvenuto.
“È stato introdotto l’omicidio stradale – ha affermato – è giunto il momento che venga inserito anche quello sul lavoro” schierandosi contro quelle aziende che in nome della produttività sacrificano le vite dei propri lavoratori. Saisi ha concluso il suo intervento leggendo un discorso del presidente Sandro Pertini.
Una giornata che ha saputo unire perfettamente festa e riflessione, raccoglimento e svago, mantenendo saldo il legame che esiste tra il più profondo significato del Primo Maggio e la vita quotidiana delle persone; una ricorrenza che serve a creare partecipazione e a interrogarsi sul presente.
Foto di Elisa Togneri
























