Ci sono giornate che sembrano semplici, e invece custodiscono istanti capaci di restare nel cuore. Perché la bellezza non nasce solo dai grandi eventi, ma anche da quei piccoli momenti condivisi, in cui l’attenzione, la creatività e la presenza diventano atti d’amore.
Così è stato ieri nei laboratori del Gvs – Gruppo volontari della solidarietà di Barga, dove Halloween è diventato un’occasione speciale per stare insieme e creare, con le mani e con il sorriso, qualcosa che va oltre una semplice zucca.
Nel pomeriggio, i ragazzi hanno partecipato all’attività di intaglio della zucca, trasformando un frutto d’autunno in un simbolo di festa, di gioco e di fantasia. Tra risate, curiosità e qualche mano impastata di zucca, ogni partecipante ha contribuito a dare vita alla piccola, grande, opera.
Guidati dai volontari, i ragazzi hanno lavorato passo dopo passo, dal disegno del volto fino alla realizzazione della loro lanterna di Halloween. Un’attività che, oltre al divertimento, ha incoraggiato manualità, collaborazione e spirito di gruppo – perché al Gvs non si taglia solo una zucca, ma si coltivano fiducia, autonomia e legami.
“Vedere l’entusiasmo nei loro occhi ripaga di ogni sforzo” raccontano i volontari. “Ogni attività è una sorpresa: loro ci insegnano ogni giorno cosa significa divertirsi veramente e vivere il momento”.
Il laboratorio si è concluso tra fotografie, candele accese dentro la zucca, giochi e tanta soddisfazione. In giornate come questa, il GVS ci ricorda quanto sia importante creare spazi in cui le persone con disabilità possano esprimersi liberamente e scoprire le proprie capacità.
Perché ogni attività, anche la più semplice, può diventare un gesto che costruisce inclusione. E la zucca illuminata è una piccola luce che scalda il cuore di chi la guarda.
E così, mentre fuori le foglie cadono e l’autunno colora Barga di arancio, dentro al Gvs c’è un calore speciale: quello della condivisione, dell’amicizia e della cura reciproca. E la magia di Halloween, qui, non fa paura: illumina, unisce e fa crescere.


