Quando si parla di rifiuti si pensa spesso soltanto alla raccolta porta a porta. Dietro la gestione quotidiana dei materiali che produciamo, però, esiste un sistema complesso fatto di logistica, tecnologia, sostenibilità ambientale e investimenti. È proprio in questa prospettiva che si inserisce il progetto di ampliamento del Centro di Raccolta “Il Chitarrino” di Fornaci di Barga, presentato questa mattina nella sala consiliare di Palazzo Pancrazi.
L’intervento è finanziato attraverso le risorse del Programma regionale Fesr 2021-2027 nell’ambito delle politiche per la transizione verso l’economia circolare e prevede un contributo a fondo perduto della regione Toscana pari a 1.704.708,46 euro.
Alla presentazione erano presenti la sindaca di Barga Caterina Campani, il consigliere regionale Vittorio Salotti, il consigliere comunale con delega all’ambiente Filippo Lunardi e il direttore di Ascit Roger Bizzarri.
Ad aprire gli interventi è stata la sindaca Caterina Campani, che ha ripercorso il viaggio compiuto negli ultimi anni. “È già da qualche anno che siamo davanti ad investimenti importanti. Con l’acquisto del capannone nella zona del Chitarrino è stata trovata una collocazione migliore per il centro, che oggi sta funzionando bene. Oltre al capannone è stato acquisito anche il terreno adiacente, rendendo l’area sempre più efficace dal punto di vista logistico e organizzativo, fino ad arrivare alla progettualità del centro del riuso”.
Campani ha evidenziato come il finanziamento regionale rappresenti un importante riconoscimento del lavoro svolto: “Si tratta di un finanziamento di quasi due milioni di euro che andrà sia a recuperare investimenti già effettuati sia a sostenere quelli futuri grazie al contributo della regione Toscana”
Il consigliere regionale Vittorio Salotti ha definito il progetto “qualificante per Barga e per l’intera Valle del Serchio”. Poi ha aggiunto: “Si tratta di un importante intervento di economia circolare che mi è stato illustrato prima da Filippo Lunardi e poi dal direttore Bizzarri. È significativo per due aspetti: innanzitutto perché servirà non soltanto il comune di Barga ma un’area molto più vasta della Garfagnana e della Mediavalle. Inoltre consentirà di coprire investimenti già sostenuti senza gravare sulle tasche dei cittadini”.
Sul tema è intervenuto anche Filippo Lunardi, delegato all’ambiente: “Spesso si pensa che la gestione dei rifiuti sia soltanto raccolta, ma dietro c’è un progetto molto più ampio che riguarda trasporti, sostenibilità e organizzazione del servizio. Il nostro obiettivo è continuare a investire senza che questi investimenti si riflettano sulle tariffe dei cittadini. Questo finanziamento rappresenta un risultato importante e ringraziamo Ascit per aver accolto la nostra proposta”.
Ampio spazio è stato dedicato alla presentazione tecnica del progetto da parte del direttore di Ascit Roger Bizzarri, che ha illustrato il ruolo dell’azienda all’interno del sistema Retiambiente Toscana costa.
Ascit opera in 12 comuni, serve circa 110 mila abitanti, dispone di 230 dipendenti, 165 mezzi e gestisce 11 centri di raccolta. Fa parte del gruppo Retiambiente, che copre quattro province – Lucca, Livorno, Massa Carrara e Pisa – coinvolgendo circa 100 comuni, 1,3 milioni di cittadini e oltre 2.500 dipendenti. “Siamo una costola del servizio pubblico – ha spiegato Bizzarri – e tutte le nostre scelte hanno ricadute dirette sui cittadini. Il nostro mantra è semplice: tutto ciò che facciamo è inutile se non otteniamo un’elevata qualità del materiale raccolto”.
Tra gli obiettivi principali figurano l’efficientamento dei trasporti, la transizione energetica, la sostenibilità ambientale, la digitalizzazione dei servizi e l’ottimizzazione dei flussi logistici.
Il progetto vincitore del bando Fesr prevede la realizzazione di un vero e proprio hub per la Valle del Serchio all’interno dell’area del Chitarrino, che già oggi ospita il centro di raccolta, il magazzino, l’officina, il centro del riuso, aree aperte al pubblico e spazi operativi per il trasbordo dei materiali.
Tra i nuovi sviluppi illustrati anche il progetto “Ascit lab”, pensato per valorizzare il know-how aziendale e creare un polo di riferimento per le imprese del territorio attraverso attività di consulenza e formazione.
Durante il dibattito è intervenuto la consigliera comunale di opposizione Lucia Morelli, che ha chiesto chiarimenti sul possibile aumento del traffico nell’area in seguito al potenziamento del centro.
Lunardi ha sottolineato come la collocazione del Chitarrino, all’interno della zona industriale, rappresenti già oggi una soluzione ottimale per assorbire eventuali modifiche dei flussi.
Bizzarri ha precisato che non si prevede un incremento significativo del traffico veicolare. “Non aumenteranno i mezzi in circolazione. Cambierà piuttosto la tipologia del trasporto, con una migliore organizzazione logistica e l’utilizzo di mezzi più capienti. Aumenterà la capacità di stoccaggio dei materiali, non il traffico complessivo”.
Altro tema affrontato da Morelli è stato quello delle possibili ricadute sulla tariffa dei rifiuti.
Secondo Bizzarri il progetto industriale produrrà effetti positivi sui costi di gestione, anche se la tariffa finale dipende da molteplici fattori. “L’effetto del finanziamento non sarà immediatamente visibile, ma verrà recepito nel sistema tariffario dal 2028”.
Lunardi ha ribadito che per l’amministrazione si tratta di un’operazione che punta all’efficienza e ad un’influenza positiva in bolletta.
Tra le domande emerse da Morelli anche quella relativa ai cosiddetti rifiuti pericolosi. Il direttore Ascit ha chiarito che si tratta di rifiuti urbani pericolosi come batterie, vernici e altri materiali che necessitano di una gestione dedicata e non di rifiuti speciali.
Nel corso dell’incontro è intervenuta anche Maria Elena Bertoli del Movimento custodi degli alberi e del suolo, chiedendo rassicurazioni sul contenimento di ulteriore consumo di suolo e cementificazione.
L’incontro ha mostrato come la gestione dei rifiuti non sia più soltanto un servizio essenziale, ma una vera politica di sviluppo sostenibile. Dietro un centro di raccolta si intrecciano infatti ambiente, economia, innovazione tecnologica e qualità dei servizi. Il progetto del Chitarrino guarda proprio in questa direzione: trasformare un’infrastruttura locale in un punto di riferimento per tutta la Valle del Serchio, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza del sistema senza gravare sui cittadini e contribuendo alla costruzione di un modello sempre più orientato all’economia circolare.
Foto di Nicola Tognetti











