Sono bastate poche ore perché quella singolare carovana diventasse una delle storie più curiose di questi giorni in Valle del Serchio.
Ieri, lungo la Lodovica, in tanti hanno notato una roulotte trainata da cavalli procedere lentamente sulla strada. Un’immagine d’altri tempi, tanto insolita da richiamare l’attenzione degli automobilisti e di quanti hanno avuto la fortuna di incontrarla.
Il nostro primo articolo ha superato le 3 mila visualizzazioni. In tanti si sono posti le stesse domande: chi sono questi viaggiatori? Da dove vengono? Dove stanno andando?
Abbiamo allora cercato di saperne di più.
Dietro quella carovana c’è Alter Connections, un’associazione itinerante francese a vocazione sociale e culturale, con sede nell’Ariège, nel sud della Francia. Da alcuni anni percorre le strade con una roulotte trainata dai cavalli e, più recentemente, i suoi progetti sono arrivati anche in Italia.
Ma sarebbe sbagliato pensare che si tratti soltanto di persone che hanno scelto una maniera romantica e insolita di viaggiare.
Quella roulotte porta con sé soprattutto un progetto.
Alter Connections nasce con l’obiettivo di creare legami sociali, privilegiando le zone rurali e i piccoli paesi. Lungo il cammino vengono organizzati momenti di mediazione con gli animali, racconti attorno al fuoco, proiezioni all’aperto e altre occasioni di incontro con le comunità attraversate.
E c’è anche lo spettacolo equestre.
La compagnia propone infatti Le conte de la roulotte bleue, “Il racconto della roulotte blu”, uno spettacolo per tutti della durata di circa 45 minuti, nel quale si intrecciano racconto di viaggio, poesia, musica e il rapporto fra esseri umani e cavalli.
Lo spettacolo può essere rappresentato all’aperto, davanti alla roulotte, oppure in parchi e giardini. È rivolto a scuole, comuni, associazioni, strutture per anziani e semplici cittadini. Un modo originale per trasformare una sosta lungo il viaggio in un’occasione di incontro con la comunità.
Ma forse l’aspetto più significativo dell’esperienza di Alter Connections riguarda proprio il sociale e i giovani.
L’associazione organizza soggiorni itineranti in roulotte anche per adolescenti che attraversano difficoltà sociali o psicologiche. Il rapporto con il cavallo, la natura, il viaggio e la condivisione della vita quotidiana diventano strumenti educativi, capaci di offrire ai ragazzi una parentesi diversa e la possibilità di guardare alle proprie capacità e al proprio futuro da un’altra prospettiva.
Dalla primavera del 2026 Alter Connections propone inoltre soggiorni “Roulotte et Spectacle” rivolti ai giovani tra i 18 e i 21 anni. Il programma comprende il viaggio in roulotte, l’incontro con il cavallo attraverso un approccio etologico e la creazione e partecipazione a uno spettacolo equestre.
Ad accompagnare queste esperienze sono Marine Ostermann, educatrice specializzata ed equiterapeuta, e Antoine Balouet, professionista del mondo del cavallo, qualificato nella conduzione degli attacchi e nell’accompagnamento del turismo equestre.
E poi ci sono loro, autentici protagonisti di questa avventura: i cavalli.
Si chiamano Zion, Tipi, Diato e Vinka. Sono i compagni di strada di questa singolare esperienza e scandiscono, con il loro passo, il ritmo del viaggio.
E allora, sapendo tutto questo, guardiamo con occhi diversi anche quelle immagini che domenica 20 settembre hanno incuriosito Borgo a Mozzano.
Quei cavalli non stanno semplicemente trainando una roulotte. Sono parte di un’esperienza educativa, sociale e culturale nella quale uomo, animale e natura tornano a procedere insieme.
La carovana che abbiamo incontrato domenica proveniva dalla direzione della Garfagnana e stava proseguendo verso sud. Il suo viaggio continuerà lentamente, al passo dei cavalli, attraversando strade, campagne e piccoli centri. Nelle prossime settimane proveremo a raggiungere i viaggiatori in Maremma, nelle zone della provincia di Grosseto, per seguire da vicino il loro percorso e, se sarà possibile, realizzare anche un’intervista. Sulla destinazione finale preferiamo, per il momento, non anticipare indicazioni che non siamo riusciti a verificare direttamente.
Forse proprio questa lentezza spiega una parte del fascino che la loro comparsa ha esercitato su tante persone.
Sulla Lodovica, dove siamo abituati a passare velocemente in automobile, per qualche minuto abbiamo visto transitare un altro modo di intendere il viaggio. Non una corsa per arrivare prima, ma un cammino nel quale anche ciò che accade fra una partenza e un arrivo ha la sua importanza.
Ieri ci eravamo chiesti chi fossero.
Oggi conosciamo qualcosa di più della loro storia e sappiamo che quella roulotte porta con sé molto più di bagagli e viaggiatori: porta storie, incontri, attenzione verso le persone e un piccolo spettacolo che, da qualche parte lungo il cammino, potrà ancora prendere vita.
A Marine, Antoine, ai loro compagni di viaggio e naturalmente ai loro cavalli non resta che augurare una cosa semplice: buona strada.