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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
camporgiano

Relazioni pericolose: Francesca Pidone affronta il tema della violenza a Camporgiano

Venerdì sera, presso il Centro Civico di Camporgiano, si è tenuto il terzo incontro del progetto “I mille volti della violenza contro le donne” – organizzato dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Camporgiano in collaborazione col Centro antiviolenza di Gallicano e con il contributo del Consiglio regionale della Toscana – che affronta il tema della violenza di genere nei suoi vari aspetti con esperte, giornaliste, scrittrici specialiste della materia.

Il titolo della serata è stato “Amore e possesso”. Il tema è stato affidato a Francesca Pidone che è coordinatrice del centro antiviolenza di Pisa, giudice di pace presso tribunale di Firenze, formatrice ed esperta di violenza di genere. Pidone ha affrontato il tema delle relazioni pericolose, aiutando a comprendere come riconoscere i segnali di dinamiche basate su controllo e possesso e come contrastarle.

La sua diapositiva finale della sua presentazione conteneva la frase “Behind every successful woman is a tribe of other successful woman, who have her back”, in poche parole “dietro ogni donna di successo, c’è una tribù di altre donne di successo che la sostengono”. Non è proprio la frase che si sente di solito, ovvero “dietro un uomo di successo c’è una grande donna ecc…”

I temi principali che la dott.ssa Pidone ha trattato sono: amore/violenza/conflitto; la violenza maschile contro le donne è qualcosa di culturale?; come nasce un amore violento e come si alimenta, gli uomini possono fare la differenza e le sfide per il cambiamento.

Sono stati opportunamente usati nella trattazione brani del film della Cortellesi, “C’è ancora domani”, in particolare la scena della figlia con il fidanzato che cerca di condizionarla, togliendole il rossetto, mentre la madre la osserva, sconvolta, che è stata riproposta proprio ad inizio della presentazione. Questa scena del rossetto, poi, è stata ripresa dalla clip finale dove le donne, prima di chiudere la scheda elettorale, si dovevano togliere il rossetto per non lasciarvi sopra delle tracce. Questa scena emblematica ha chiuso la trattazione, con la scelta volontaria e consapevole della protagonista di non lasciarsi più sopraffare dalla violenza del suo uomo.

La dott.ssa Pidone, che è avvocata, psicologa e criminologa ha spiegato come nasce la violenza, come ci si finisce dentro inconsapevolmente, cosa che ha compreso e sperimentato molto bene in qualità di operatrice del centro anti-violenza di Pisa. Parlando del concetto di conflitto, ha poi coinvolto la platea con la domanda “chi non ha conflitti in casa alzi la mano”. Nessuno ha alzato la mano, forse qualcuno per pudore, anche se più probabilmente la maggior parte o lo sta provando o lo ha provato durante la sua vita.

Ovviamente alla domanda “la violenza è qualcosa di culturale?” c’è un’unica risposta, sempre positiva. Il tema lo avevamo affrontato anche nei precedenti incontri. Alla fine qualcuno tra il pubblico ha chiesto se ci sono paesi al mondo dove non c’è la violenza dei maschi sulle femmine, e la risposta è stata negativa.

Sul tema della violenza in famiglia, Francesca Pidone ha raccontato il caso di Tina Turner, vessata, picchiata e umiliata da Ike che l’aveva sposata giovanissima e che vedeva in lei solo una grande macchina da soldi, con la sua voce incredibile. Quella di Ike e Tina è una storia che mi è cara: l’ho scoperta quando facevo delle trasmissioni radio sulla storia del Rock (su Rml, una radio web che ora non trasmette più, purtroppo) e mi ha toccato molto; la ricordo ancora perché avevo una certa età quando i due coniugi facevano il loro show alla Rai nelle trasmissioni più importanti del sabato sera. Per fortuna, Tina riuscì a lasciare il marito, che aveva sopportato per il bene dei figli, e a diventare la più grande show-woman di tutti i tempi.

Ma nel mondo del rock non c’è sono Tina. In una situazione simile si sono trovate, ad esempio, Cher e Ronnie Spertor, con i rispettivi compagni, quando erano ai livelli più alti dello show business; e anche per loro fu dura riuscire a conquistarsi un posto, da sole, in un settore assolutamente dominato dai maschi.

La parte più positiva dell’incontro è stata quella su come gli uomini cercano di capire e risolvere e superare la violenza, e qui ha portato due esempi, uno è quelli di Will Smith, che è riuscito a superare il trauma di aver assistito alle violenze che il padre infliggeva alla madre, per poi naufragare in quello schiaffo alla cerimonia degli Oscar. Poi un altro esempio, quello del calciatore “Ringhio” (aggiungo io) Gattuso, che era rimasto sconvolto commentando il brutale femminicidio da parte di un ragazzo del suo paese in Calabria, Corigliano Calabro, il quale aveva ucciso la sua ragazza, Fabiana Luzzi, nel 2013.

Questi sono alcuni dei temi trattati in questo incontro, davvero interessante. In apertura della serata ci sono stati gli interventi di Valeria Coli, Presidente della CPO di Castelnuovo Garfagnana, che ha presentato il progetto “Adesso basta” in collaborazione con il comune di Castelnuovo di Garfagnana e le scuole superiori di Castelnuovo e Barga, di Daniela Menchelli per il Comitato Pari Opportunità del Comune di Camporgiano, oltre che della vicesindaca Tiziana Biagioni.

A conclusione ci sono state alcune domande delle operatrici del centro antiviolenza “Non ti scordar di te” di Gallicano, che è partner nella realizzazione del progetto. È intervenuta, per loro, Vittoria Cardella.

Gli incontri sono considerati formativi e sono riconosciuti con un attestato di partecipazione del Centro Antiviolenza “Non Ti Scordar Di te”. L’ultimo sarà il 4 giugno con Silvia Semenzin, sociologa e attivista che interverrà sul tema: “Comunicazione e violenza di genere: il mondo della misoginia online”.

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