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Redazione
ANNO XIVmercoledì 9 Settembre 2026
gallicano

Ricordi e nostalgia: i giovani poeti dell’I.C. Gallicano emozionano e sorprendono

Una serata che ha lasciato il segno perché è riuscita a ricordarci qualcosa che spesso gli adulti dimenticano: la profondità dei ragazzi. Dietro l’apparente leggerezza dell’età adolescenziale si nasconde infatti un mondo interiore ricco, sensibile e sorprendentemente maturo.

Lo ha dimostrato ancora una volta l’undicesima edizione del concorso di poesia dell’Istituto Comprensivo di Gallicano, intitolata quest’anno “Affido alla carta… ricordi e nostalgia”, andata in scena ieri nella suggestiva cornice di piazzetta San Giovanni, gremita di pubblico per l’occasione.

Una serata intensa, emozionante e a tratti commovente, durante la quale i giovani studenti hanno affidato alla poesia ricordi, affetti, nostalgie, paure e speranze, regalando ai presenti frammenti della propria anima.

Ad aprire l’iniziativa è stata la dirigente scolastica Rosa Cinque: “Abbiamo avuto in tutte le nostre scuole iniziative legate all’arte – ha spiegato -. L’arte ha accomunato tutta la nostra attività scolastica. Abbiamo selezionato e letto le poesie con attenzione, e ne siamo usciti tutti arricchiti. Il nostro concorso quest’anno è dedicato ai ricordi e alle nostalgie. Ci è stato dato tanto dai nostri poeti in erba. Grazie alla professoressa Biagi perché aiuta i nostri ragazzi a tirar fuori il meglio di sé, le proprie emozioni”.

Un ringraziamento condiviso anche dalla professoressa Giovanna Biagi, anima storica del concorso: “Dietro a un concorso che può sembrare facile da organizzare – ha sottolineato – in realtà c’è un grandissimo lavoro. È stato un tema difficile, ma è successo qualcosa di meraviglioso: con vari scavi, più o meno profondi, ma con una serietà encomiabile, i ragazzi sono riusciti a tirare fuori qualcosa che tenevano dentro un cassettino della loro memoria”.

A scandire la serata sono stati gli intermezzi musicali della Giovane orchestra, diretta dal professor Frassà, con l’esecuzione di brani di Telemann, Bach e il suggestivo saluto finale affidato a “Gabriel’s Oboe” di Ennio Morricone.

Tra le letture che hanno particolarmente colpito il pubblico, quelle dedicate alla famiglia, ai nonni, all’infanzia, alle amicizie, ai luoghi del cuore e alle persone che non ci sono più. Temi universali affrontati con una sensibilità che ha stupito la giuria e i presenti.

Particolarmente emozionante la premiazione della giuria giovani, composta dagli studenti delle classi seconde, che ha assegnato il primo posto ex aequo a Mohamed Yahya Dahmane con “La piazzetta” e a Edoardo Bertoli con “Nonna Maria”. Secondo posto per Emilia Pasare con “Solo la mia vita” e terzo posto per Benedetta Carli con “Gabbia di piume”. Quarto posto per “Addio” di Leonardo Giannini e quinto posto per “Lei” di Febe Giuntini.

La giuria adulti ha invece assegnato il primo premio a Benedetta Carli con la poesia “Vecchio presente”Gabbia di piume”, premiata per “la forte consapevolezza della propria interiorità e una maturità non comune per l’età”. Seconda classificata Giulia Baldacci con “Ti voglio bene”, mentre il terzo posto ex aequo è andato ad Alessandro Graziani con “Spensieratezza” e a Febe Giuntini con “Lei”. Quarto posto per “Ali” di Gualtiero Stefani Marcucci e quinto posto per “Nonno… il Mancino” di Matilde Rocco.

Molto sentiti anche gli interventi finali dei membri della giuria. Doris Bellomusto ha parlato di una serata “senza retorica”, dalla quale portare a casa “piccoli frammenti, furti buoni di emozioni, sorrisi e commozione”. Patrizia Pieroni ha ricordato come in ogni poesia fosse presente “una frase dentro cui ha trovato un mondo”. Loris Martiri ha invitato i ragazzi a non smettere mai di scrivere: “La poesia viene da dentro, è una voce interiore”. Andrea Cosimini ha raccontato la propria esperienza personale legata a un concorso di poesia vissuto da ragazzo, invitando gli studenti a coltivare la capacità di esprimere le proprie emozioni e a non avere paura di mettersi in gioco.

Particolarmente apprezzato anche l’intervento dell’assessora Silvia Simonini, parte della giuria: “Vi ringrazio perché tutte le volte ci stupiamo di quello che viene fuori. Mettersi a nudo così, cosa che non ci aspetteremmo da ragazzi così giovani, è stato molto emozionante e commovente”. Emanuela Giannini ha sottolineato il valore educativo del percorso: “In questo mondo che corre veloce la superficialità non porta da nessuna parte. Bisogna andare ad approfondire le nostre emozioni e le nostre passioni”. Maria Lammari ha invitato i ragazzi a ritagliarsi momenti di silenzio e ascolto di se stessi, ricordando come “questo tempo abbia bisogno di poesia che parli all’animo e all’umanità”. Infine Marisa Adami ha rivolto un appello ai giovani: “Non lasciatevi rubare la speranza. Non diventate dei robot, ma continuate questo viaggio poetico”.

A chiudere la serata è stata ancora una volta la dirigente Rosa Cinque, orgogliosa della maturità dimostrata dagli studenti e della qualità dei lavori presentati. È usuale l’opinione che i ragazzi siano distratti o superficiali, tuttavia serate come questa raccontano una verità diversa. Giovani capaci di guardarsi dentro, di interrogarsi, di ricordare, di emozionarsi e di emozionare. Forse la poesia non serve a trovare risposte, ma a fare le domande giuste. E ascoltando questi ragazzi, viene da pensare che il loro mondo interiore sia molto più ricco e profondo di quanto gli adulti siano disposti ad immaginare.

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