La Garfagnana, mèta turistica privilegiata al primo posto in ambito regionale.
Nello specifico, turisti a migliaia nel borgo più alto del dorsale appenninico posto a 1.525 di altitudine. Un inizio estate da record per questo piccolo fazzoletto di terra posto fra due regioni.
Un turismo variegato, all’insegna di misticismo, sport e storia. Tanti visitatori all’interno della storica piazza adiacente la chiesa-santuario, al cui interno sono conservate, nel tempietto marmoreo di Matteo Civitali, le spoglie dei Santi San Pellegrino e Bianco. La storia, tra leggenda e folclore, narra l’improvviso arrivo dei due eremiti da terre lontane.
Una moltitudine di turisti che il ristorante albergo “L’appenino” da “Pacetto” accoglie con la consueta cortesia. “Siamo felici ed anche disorientati dalla mole di persone che arrivano ogni giorno salendo la storica Via Vandelli” dice il titolare dell’osteria “del Duca” Paolo Marchi Lunardi che, insieme ai suoi collaboratori, cerca di supplire alle aspettative dei turisti.
Luogo da sogno, enclave mistica tra Emilia Romagna e Toscana, dove è possibile gustare il caffè in una regione e pagarlo nell’altra. Uno spazio carico di vita, uno struscio di folla che rappresenta persone, famiglie, comitive in cerca di un angolo privilegiato.
San Pellegrino in Alpe, originariamente luogo di villeggiatura, di èlite fin dai primi anni del ‘900. Da allora, niente è cambiato nella fisionomia del borgo che mantiene intatto il misticismo della sua origine antica e altamente simbolica.
Un sito turistico da non perdere, nella fattispecie, il museo etnografico “Don Luigi Pellegrini” il cui percorso espositivo, articolato in 14 sezioni tematiche, contiene una collezione che testimonia la plurisecolare civiltà rurale della Valle del Serchio e dell’Appennino Tosco Emiliano. La raccolta museale, ubicata all’interno del medievale “hospitale”, racconta la vita contadina, pastorale, artigiana e domestica delle nostre montagne.
Dalla piazza del paese si stacca la mulattiera fino ad arrivare al “Giro del diavolo”, dove la leggenda narra che il viandante scozzese San Pellegrino resistette alle tentazioni del demonio e dove ancora oggi, ogni anno, salgono i pellegrini in segno di devozione e penitenza.
Insomma, un percorso paesaggistico e spirituale da togliere il fiato.
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San Pellegrino in Alpe: turismo da record
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