“È il 24 agosto 1959 quando la spedizione del CAI di Roma, guidata da Fosco Maraini, con Franco Alletto, Paolo Consiglio, Giancarlo Castelli-Gattinara, Franco Lamberti, Enrico Leone e Carlo Alberto Pinelli raggiunge la sommità inviolata del Saraghrar Peak (7349 m) nell’Hindu Kush. È una spedizione di giovani: Fosco ha già 47 ‘anni ma Carlo Alberto (Betto) Pinelli ne ha solo 24 e gli altri tutti meno di 35. Da questa spedizione nascerà il libro Paropamiso, uno dei più avvincenti di Fosco Maraini come scrittore, che non è un vero a proprio libro di montagna ma un diario di spedizione e di viaggio con – anche una parte alpinistica e infine si conclude con una vera e propria ricerca etnografico antropologica. È un libro particolare in cui si incontrano e si spiegano “vari mondi” e dove i protagonisti ogni sera, in lunghe chiacchierate durante i bivacchi, si divertivano a ..svitare e riavvitare l’intero universo”… così in uno strano libro d’esplorazione, di viaggio, di montagna e di ricerca antropologica si trovano sviluppati temi diversissimi quali: cosa è il progresso, lo sviluppo e il sottosviluppo, la politica, l’islam, il comunismo, il senso religioso”.
Il 24 agosto è il 66° anniversario di questa spedizione, perciò il “Parco Culturale le Apuane di Fosco Maraini”, il CAI Garfagnana e il Comune di Molazzana, con la collaborazione dei cinque rifugi alpini ubicati nel Gruppo delle Panie, hanno organizzato diverse iniziative.
In primis una proiezione del documentario “Hindu Kush”, di Carlo Alberto (Betto) Pinelli e Franco Alletto (storia della spedizione del 1959 al Saraghrar Peak) al Rifugio Alpe di Sant’Antonio (Molazzana LU) il 24 agosto, alle ore 20,30. Sarà presente Mieko Maraini che racconterà la storia di questo filmato – perduto e recentemente ritrovato – e si cercherà di collegarsi in audio-video con Betto Pinelli a Roma (90 anni compiuti il 6 luglio scorso) che è in procinto di tornare proprio nella valle del Chitral, sotto il Saraghrar Peak, dove dirige il progetto di ‘Mountain Wilderness Asia” per la formazione di giovani guide donne della comunità Chitrali (tra cui anche cui due ragazze di etnia Kafira, la micropopolazione non islamica visitata alla fine della spedizione del 1959 e poi raccontata nel libro Paropamiso da Fosco Maraini).
Quindi una mostra fotografica di Fosco Maraini diffusa nei cinque rifugi alpini del Gruppo delle Panie: 30 fotografie di montagne del mondo verranno esposte nei rifugi dal 24 agosto al 30 settembre. Sono le storiche stampe fotografiche, donate da Fosco Maraini al CAI Garfagnana quando ne era presidente onorario, così ripartite:
- Rifugio Alpe di Sant’Antonio > 7 foto del Karakorum e Hindu Kush
- Rifugio Baita Pania > 6 foto del Karakorum
- Rifugio Rossi alla Pania > 6 foto del Tibet
- Rifugio Il Robbio al Puntato >6 foto del Giappone
- Rifugio Del Freo alla Foce di Mosceta > 5 foto delle Dolomiti (val Gardena)
Infine, 10 nuovi libri di Fosco Maraini, donati dal CAI Garfagnana, a disposizione per la lettura nei cinque rifugi sede della mostra fotografica diffusa.
“L’idea di questo evento è nata ed è stata sviluppata – dichiarano gli organizzatori – perché il territorio delle Alpi Apuane è montagna vera, pur se a quota non eccessiva e vicinissima al mare. A queste montagne si sono ispirati da sempre importanti scrittori e artisti, perciò le Apuane non sono solo cime rocciose da conquista sportiva ma anche montagne di idee, di “natura e cultura”’.
“Fosco Marini, in particolare – concludono -, ad un certo punto della sua lunga e avventurosa vita, ritrovò queste montagne e queste genti apuane (già conosciute in gioventù) e decise di stabilirsi qui dove trascorse buona parte degli ultimi anni della sua vita studiando e scrivendo libri, legando così il suo nome alla Garfagnana, alle Alpi Apuane e alle genti Apuane e scegliendo, in ultimo, di riposare per sempre nel cimitero dell’Alpe di Sant’Antonio”.



