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Redazione
ANNO XIVdomenica 25 Ottobre 2026
castelnuovo di garfagnana

Sergio Suffredini espone in Rocca: tra nature morte e paesaggi rocciosi

C’è un silenzio che pervade le opere del pittore castelnuovese. Un silenzio riflessivo, rumoroso. Come la eco di un suono indistinto, che scuote le viscere.

La calma è solo apparente. Qualcosa si muove, nel profondo di sé. Un’inquietudine, una tensione, una scossa. Un movimento tellurico dell’anima sopita che fa sgorgare sulla crosta fredda del pensiero il magma lavico dell’emozione.

Le “nature morte” di Sergio Suffredini, sono tutt’altro che morte. Sono vive e vivide. Toccano le corde recondite di un passato comune. Hanno una radice antica. Così come i paesaggi rocciosi si smussano sotto la lente di ingrandimento dell’arte. Il loro profilo austero si risolve in un candido ritratto.

Dal 3 settembre, nei locali espositivi della Rocca Ariostesca, c’è una mostra che merita di essere visitata. Una serie di dipinti luminosi, di un bianco quasi accecante. Il sogno proibito di un viaggio all’indietro, dove i ricordi prendono forma e i colori si affacciano timidi sulla tavolozza del tempo.

Foglie appassite, frutti acerbi. La stagione autunnale del cuore. Una tela scavata con solchi di pennellate materiche. Un paesaggio impressionista. Solo la geometria è in grado di rimettere ordine nel caos. La matematica perfezione delle linee e delle curve, che a tratti squarciano l’orizzonte interrompendo la monotonia. Sono ferite che destano lo sguardo. Rotte nuove da seguire. Strade mai calcate.

Olii, acquerelli. L’invito è quello di ritagliarsi uno spazio, nel week-end, per lasciarsi suggestionare dai quadri. Un sabato o una domenica. Troverete le porte della mostra aperte, dalle 10 alle 12, la mattina, e dalle 16 alle 19, il pomeriggio.



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