Da alcuni mesi, a Borgo a Mozzano e nelle sue frazioni, torna con insistenza una domanda tra i cittadini: che fine ha fatto “Il Ponte del Diavolo”, lo storico mensile del Comune?
Il giornale, nato nell’aprile del 1963, ha rappresentato per oltre sessant’anni un punto di riferimento per l’informazione locale. Non si trattava di un semplice bollettino, ma di una pubblicazione che raccoglieva notizie, eventi e testimonianze provenienti da tutte le frazioni del Comune, svolgendo un ruolo di collegamento tra il capoluogo e il territorio.
Il Ponte del Diavolo era noto per la cura grafica, la puntualità delle uscite e l’attenzione alla vita amministrativa e sociale. Nel tempo aveva costruito anche un forte legame con i borghigiani residenti all’estero, che attraverso il giornale mantenevano un contatto costante con la propria terra d’origine.
Nel corso degli anni la testata ha avuto diversi direttori responsabili; tra quelli ricordati come più presenti e duraturi figurano il dott. Piergiorgio Pieroni, il maestro Roberto Guastucci e il sig. Remo Garibaldi. Alla redazione hanno collaborato numerosi cittadini delle varie frazioni, occupandosi sia dei contenuti sia dell’impaginazione.
Da da più di un anno , il mensile non viene più pubblicato. A oggi non risultano comunicazioni ufficiali che spieghino le ragioni della sospensione né indicazioni sul futuro della testata. Questo silenzio ha alimentato interrogativi e preoccupazione tra i lettori storici.
La proprietà del giornale è del Circolo Unione di Borgo a Mozzano, e proprio al Consiglio Direttivo del Circolo si rivolgono le richieste di chiarimento che emergono dal territorio. I cittadini chiedono di conoscere le motivazioni della sospensione e se esistono prospettive di ripresa o, quantomeno, di tutela dell’archivio storico del giornale.
Il tema era già stato sollevato pubblicamente lo scorso 20 agosto Governatore della Misericordia, Gabriele Brunini, che aveva chiesto di sapere che fine avesse fatto la pubblicazione, senza però ottenere risposte.
A riportare nuovamente la questione all’attenzione pubblica è oggi un ex collaboratore del mensile, che riferisce di aver raccolto negli ultimi tempi le sollecitazioni di numerosi cittadini delle frazioni. Una richiesta che non punta alla polemica, ma a una maggiore trasparenza su una realtà che per decenni ha fatto parte della vita culturale e sociale del Comune.
Il mensile il Ponte del Diavolo, sottolineano in molti, non è stato solo un giornale, ma un patrimonio di memoria collettiva. Ed è proprio per questo che, dal territorio, arriva la richiesta di fare chiarezza sul suo destino.
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Sessant’anni di storia e poi il silenzio: che fine ha fatto il mensile “Il Ponte del Diavolo”?
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