La notte di San Lorenzo è legata per tradizione allo spettacolo delle stelle cadenti, una sera che porta tutti a guardare il cielo con un desiderio da affidargli, un culto che si perde nel tempo dall’India all’antico Egitto e che la cristianità ha collegato al terribile martirio di San Lorenzo. Ma per il piccolo borgo di Sillico il 10 agosto è una data ancor più speciale perché è il giorno dedicato al suo patrono a cui è intitolata la chiesa; le prime notizie in merito risalgono al 1176 con la prima Bolla Papale che parla di Sillico.
Oltre che con la santa messa, il paese si riempie di festa grazie al tipico concerto della banda che si tiene la sera nell’atmosfera intima della piazza principale, accogliendo turisti e paesani legati a questa tradizione.
Quest’anno ad esibirsi sono state due bande, quella di Sillico, diretta da Fabrizio Pieroni e quella di Castelnuovo, sotto la guida di Stefano Pennacchi, entrambe intitolate a “Giuseppe Verdi”, che hanno regalato al pubblico una serata all’insegna della musica, riempiendo di note le vie tranquille del borgo.
Le due bande sono unite da un filo conduttore che da molti anni le accomuna, molti musicisti infatti hanno suonato con entrambe le divise, alzandosi solo per cambiare il colore della cravatta, gli stessi direttori hanno preso parte come maestri e poi come musicisti a dimostrazione di un legame saldo e profondo.
Come hanno ricordato i due presidenti delle filarmoniche, Giovanni Biagioni e Marco Togneri, non ci dev’essere campanilismo perché due realtà che continuano a interscambiarsi hanno più da imparare l’una dall’altra.
Il concerto, iniziato dalla banda ospitante di Sillico, è cominciato con una triste ed inaspettata notizia annunciata dal presidente Biagioni, la dipartita di Duilio Pieroni proprio quel pomeriggio, un musicista che aveva iniziato la sua attività negli anni ’50 coltivando per anni questa passione, finché la salute gli aveva permesso di esibirsi.
Duilio incarnava proprio lo spirito di quel legame che unisce le bande di paese tra loro, in una piccola realtà dove il campanilismo non ha importanza e si vestono le divise di tanti borghi diversi, lui aveva suonato a Pieve Fosciana, nella Fanfara degli Alpini e a Castelnuovo. Tutti i presenti si sono alzati per dedicargli un minuto di silenzio e l’intero concerto, che lui avrebbe sicuramente gradito e, per l’ultima volta, la filarmonica lo ha voluto con sé, lasciando la sua sedia libera, occupata solo da un fiore, come silenzioso ricordo di chi ha donato tanto al paese e alla musica.
Dopo l’esibizione della banda di Sillico, accolta con gran favore del pubblico, la filarmonica di Castelnuovo ha suonato per la seconda parte del concerto concludendo tra applausi scroscianti, ma la serata non si è chiusa con l’ultima nota: un ricco rinfresco, preparato con cura, attendeva musicisti e spettatori, nella splendida cornice dell’osteria, tra chiacchiere, risate e buon cibo; sotto il magico cielo di San Lorenzo.
pieve fosciana
Sillico celebra il santo patrono con un concerto sotto le stelle cadenti
zona
Garfagnana




