Niente programmi precisi, solo quella sensazione di giornata aperta, con il tempo non proprio perfetto ma abbastanza buono da non restare fermi.
Le idee iniziano a girare: una cosa, poi un’altra, poi un’altra ancora. Alla fine, come spesso succede, si sceglie la soluzione più semplice. Una gita fuori porta.
Guardando distanze e collegamenti, la scelta cade su St Albans: abbastanza vicina da essere comoda, abbastanza fuori da Londra da sembrare un cambio completo di scenario.
Si parte senza grandi aspettative, più per uscire di casa che per una destinazione precisa. Eppure, nel giro di poco, la sensazione è quella di essersi spostati molto più lontano di quanto dica la mappa.
Ti sarà capitato di vedere almeno una puntata di Murder, She Wrote o di Father Brown. Quei piccoli paesini inglesi, tranquilli, ordinati, dove sembra che non succeda mai niente… e poi invece sotto la superficie c’è sempre una storia.
Ecco, St Albans dà esattamente quella sensazione.
A prima vista è una cittadina elegante, curata, quasi perfetta nella sua compostezza inglese. Ma basta iniziare a camminare per capire che qui la storia non fa solo da sfondo: è parte del paesaggio.
St Albans nasce infatti sull’antica Verulamium, una delle città romane più importanti della Britannia. Ancora oggi rimangono resti delle mura romane, mosaici e tracce archeologiche sparse nei dintorni. Ed è curioso pensare che una cittadina così ordinata e silenziosa, un tempo, fosse invece piena di soldati, commercianti e strade trafficate dai Romani.
Persino il lago del parco di Verulamium, oggi pieno di anatre e famiglie in passeggiata, nasconde una storia particolare: durante alcuni scavi vennero trovati antichi reperti e persino scheletri romani. Insomma, sotto quell’aria da perfetto weekend inglese… c’è mezzo impero romano sotterrato.
Il centro è piccolo ma molto vivo. C’è uno storico mercato all’aperto che esiste da secoli e che ancora oggi occupa le vie principali della città. Non ha l’aria costruita delle attrazioni turistiche: è un mercato vero, fatto di bancarelle, prodotti locali e persone che probabilmente si conoscono da una vita.
E poi ci sono i dettagli che fanno sorridere. Le case inclinate, i pub antichissimi, le viuzze dove sembra sempre che debba spuntare qualcuno con un trench beige e un omicidio da risolvere.
Il cuore della città resta però la Cattedrale di St Albans, dedicata a San Alban, considerato il primo martire cristiano della Gran Bretagna. La leggenda racconta che Alban nascose un sacerdote cristiano perseguitato dai Romani e decise poi di prendere il suo posto davanti ai soldati, sacrificandosi al posto suo. E da lì nasce tutta la storia della città.
La cattedrale domina St Albans già da lontano. Da fuori è gigantesca, quasi sproporzionata rispetto al resto del centro. È il tipo di edificio che ti fa fermare automaticamente per guardarlo bene.
Dentro invece cambia atmosfera. È meno teatrale di quanto prometta l’esterno, più vissuta, più “vera”. Ci fanno concerti, eventi, attività, e a tratti sembra quasi una gigantesca casa comune più che una semplice cattedrale. E forse è proprio questo il punto: non è lì solo per essere guardata.
Attorno si apre una delle zone più belle della città: giardini curati, spazi verdi enormi, un antico cimitero immerso nel silenzio e aree perfette per sedersi a leggere o fare picnic. Tutto è incredibilmente ordinato. Talmente ordinato che, da buona toscana, a un certo punto viene quasi il dubbio che qualcuno passi la notte a sistemare ogni filo d’erba col righello.
Ma St Albans non è solo centro storico. Nei dintorni ci sono percorsi immersi nella natura, sentieri e grandi aree verdi molto amate anche dai londinesi che vogliono staccare dal caos della città. Poco distante si trova anche Heartwood Forest, una delle foreste più giovani e grandi create in Inghilterra negli ultimi anni, perfetta per passeggiate e giornate all’aria aperta.
Ed è forse questa la cosa più bella di St Albans: il contrasto.
Da una parte la storia romana, i santi, le mura antiche e gli edifici medievali. Dall’altra i prati pieni di gente sdraiata al sole, i cani che corrono, il mercato, le famiglie, i ragazzi seduti fuori dai pub.
Un posto elegantissimo ma senza quell’aria snob che certe cittadine inglesi si portano addosso come un cappotto firmato.
E da buona toscana, a un certo punto il pensiero torna inevitabilmente alle mura di Lucca. Stessa sensazione di città che non ha bisogno di correre dietro a niente. Sta lì, tranquilla, mentre il resto del mondo continua a agitarsi.
E forse è proprio questo che certe città insegnano meglio: non tutto quello che vale davvero ha bisogno di fare rumore.
Alla prossima,
Lovely to see you!
T&R






