Enzo Coltelli, segretario comunale del Partito Democratico di Vagli, interviene in merito alla statua di Don Lorenzo Milani, inaugurata di recente nel comune di Vagli Sotto, ed al centro di polemiche.
“In queste settimane – esordisce – molto è stato scritto in relazione ad una frase riprodotta in una targa posta ai piedi della statua di Don Lorenzo Milani, inaugurata nel comune di Vagli Sotto e poco invece si è parlato della sua “dottrina” e degli insegnamenti che ci ha lasciato. Poco, però, si è scritto di cosa questo grande uomo e sacerdote voleva riuscire a cambiare. Solo partendo da questa conoscenza si può capire quanto riportato su quella lapide sia frutto di distorsione di immagine”.
“Per fortuna – sottolinea – la Fondazione Don Lorenzo Milani, nata proprio con lo scopo della diffusione e della conoscenza degli insegnamenti e dell’opera del Priore di Barbiana, giorno dopo giorno fa luce su questa assurda vicenda. Proprio da queste letture, mi sembra, a questo punto, acclarato che quanto riportato non possa essere attribuito allo stesso Don Milani, non facendo parte della sua dottrina; frasi e parole riprese, forse, qua e là, od addirittura dette in segreto, ma mai scritte. Si parla inoltre di “smentite”, ma questa verità la voglio lasciare ad altri, ovvero a quelle persone che maggiormente hanno conosciuto don Milani ed hanno conoscenza di quanto detto e scritto da lui”.
“Facendo un passo indietro – va avanti Coltelli -, da quando ho sentito la notizia che l’amministrazione comunale di Vagli Sotto, guidata dal sindaco Puglia, voleva rendere omaggio al grande sacerdote, da una parte ne sono rimasto soddisfatto, dall’alta già pensavo cosa si celasse dietro. A mio avviso, chiunque voglia tributare omaggio a Don Lorenzo Milani trova decine e decine di frasi relative al suo insegnamento da scolpire nel marmo, e non certamente va a rovistare in parole di dubbia autenticità che inneggiano contro un partito politico”.
“Non si può sdoganare la figura degli insegnamenti della storia democratica italiana di Don Milani con una frase del genere – dichiara il segretario del Pd comunale -, colui che ha dedicato la propria vita ai più emarginati, ai poveri e per questi ha fatto strumento di emancipazione anche la scuola, insegnando il vangelo e i principi della costituzione. Nel modo più assoluto non si può utilizzare una simile figura quale strumento propagandistico, oltretutto per scopi così bassi”.
“A questo punto quanto fatto mi sembra chiaro – tuona Coltelli -: con denaro pubblico è stata fatta la statua a Don Milani (€ 9.028) e, con successivo intervento, il sindaco (di centro-destra), in qualità di responsabile dell’ufficio tecnico, ha fatto il basamento e la targa con spesa non conosciuta (l’impegno di spesa di € 19.019,80 è stato assunto insieme ad altro intervento), non tanto per ricordare la figura del Priore di Barbiana, mi pare, quanto per cercare di screditare una parte politica che, certamente, è avversa allo stesso”.
“Ritengo sia giusto, a questo punto, che la Fondazione Don Lorenzo Milani esegua ricorso alle vie legali contro tale frase” conclude Coltelli.
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Statua Don Milani, Coltelli (Pd): “Usato propagandisticamente per screditare un partito politico”
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