Anche in Toscana prosegue la raccolta firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare “1% equo”, campagna promossa a livello nazionale, tra gli altri, da esponenti del Partito della Rifondazione Comunista, economisti, docenti universitari e ricercatori impegnati sui temi della giustizia fiscale e sociale. La campagna è sostenuta anche da esponenti del mondo sindacale, da singole personalità, scrittori ed artisti.
Nella nostra Regione, l’appello sulla proposta di legge popolare, oltre che da esponenti regionali del partito di Rifondazione, ha come primi sostenitori il Presidente dell’ARCI regionale Simone Ferretti, Maurizio Brotini della Presidenza IRES CGIL Toscana, il professor Alessandro Volpi, economista e docente di Storia Contemporanea presso il Dipartimento di Scienze Politiche di Pisa, Emanuela Bavazzano di Medicina Democratica Firenze, le Organizzazioni sindacali di base CUB Firenze e Pisa, con le firme di Paola Sabatini e Federico Giusti, e Cobas Firenze e Pisa, con le firme di Alidina Marchettini e Giovanni Bruno, e varie altre adesioni stanno pervenendo in queste ore.
“Le prime firme raccolte – si legge nella nota – sono rappresentative dei settori: del lavoro, della sanità, del sociale, della scuola, del mondo dell’economia e della ricerca, dell’Università, a cui la proposta “1% Equo”, introducendo un contributo progressivo sui grandi patrimoni superiori ai 2 milioni di euro, con l’esclusione della prima abitazione, si rivolge con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze e reperire risorse da destinare al rafforzamento dei servizi pubblici”.
“La proposta “1% equo” sui grandi patrimoni – continua – rappresenta sicuramente anche un primo segnale riguardo il ripristino della progressività fiscale, prevista dall’articolo 53 della nostra Costituzione, ritornando a parlare di equità fiscale in un Paese come l’Italia in cui, secondo l’ultimo report di Bankitalia, crescono le disuguaglianze e l’impoverimento di gran parte delle famiglie. Il dato del quarto trimestre 2025 è che più del 60% della ricchezza nazionale appartiene al 10% degli italiani e solo il 7,2% al 50% meno abbiente, con un notevole peggioramento rispetto al 2024. Lo stesso indice di Gini, l’indicatore utilizzato per misurare il grado di disuguaglianza, segnala un ulteriore peggioramento: il valore è salito da 71,5 nel 2024 a 72,2 nel 2025, indicando una maggiore concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi”.
“La raccolta di firme, iniziata lo scorso 15 maggio, si concluderà il 15 novembre 2026 – conclude Rifondazione – e l’obiettivo è quello di raccoglierne il maggior numero possibile in modo da dare più forza alla proposta di legge popolare nel suo successivo iter parlamentare. Invitiamo quindi, organizzazioni sociali, sindacali, associazioni, comitati, coordinamenti, artisti, singole personalità, ecc. a sottoscrivere e sostenere l’Appello regionale scrivendo alla email prclucca@gmail.com”.