La “Giornata dei toscani nel mondo” ha fatto tappa stamani al Teatro dei Differenti di Barga con un convegno dedicato a radici, reti e nuove traiettorie dell’emigrazione toscana. In sala amministratori, rappresentanti delle associazioni e molte realtà del territorio. Presente il presidente della Regione Eugenio Giani che ha portato il suo saluto istituzionale.
Ad aprire i lavori la sindaca Caterina Campani, che ha accolto gli ospiti in un teatro settecentesco, una piccola bomboniera, dove in inverno va in scena la stagione di prosa. “Barga – ha sottolineato – non è stata scelta a caso: qui la storia ha conosciuto due grandi ondate migratorie, lasciando tracce visibili “nelle linee liberty della parte nuova della città” e nella memoria custodita. La Fondazione Ricci ha svolto un grande lavoro di analisi, non solo sull’edificio ma sulla storia delle famiglie. Abbiamo la via della Sterlina e la via del Dollaro e un rapporto speciale con la Scozia, grazie anche ai Lucchesi nel mondo”.
Guardando all’attualità, Campani ha ricordato il filo diretto con Glasgow: “Attendiamo il sindaco; il 20 settembre saremo in Scozia con una collettiva dei nostri artisti per i 150 anni del comune di Glasgow. Per noi è un onore collaborare con l’Associazione toscani nel mondo. In estate tanti concittadini rientrano: la festa dei Bargo-esteri è un momento conviviale ma profondamente sentito. Grazie per aver scelto Barga: spero in tanti progetti insieme”.
È quindi intervenuto l’onorevole Cristian Di Sanzo, deputato eletto nella circoscrizione Estero (Nord America): “È un grande piacere essere qui: Barga è un borgo bellissimo. È importante portare iniziative come questa in Garfagnana, da cui proviene la gran parte dei toscani all’estero, insieme alla provincia di Lucca. Sono nato e cresciuto a Prato, la mia famiglia è di Firenze: rappresento comunità con cui siamo in contatto costante”.
Due, per Di Sanzo, le sfide in campo: “Valorizzare l’emigrazione storica con gemellaggi e scambi; e ingaggiare la nuova emigrazione. Vent’anni fa partii per gli Stati Uniti per studiare: oggi, ad Houston, ci sono moltissimi toscani legati a importanti realtà industriali. Dobbiamo mettere sistema queste reti perché i toscani nel mondo restino ambasciatori della Toscana: più turismo, più scambi, più investimenti dall’estero”.
Entrato nel vivo il convegno, moderato da Filippo Giordani, con gli interventi di Ilaria Del Bianco, presidente dei Lucchesi nel Mondo, Luca Stecchirico, Flavia Sbragia e Paul Amabile. Obiettivo: fare il punto sul lavoro svolto e impostare le azioni future, tra piena valorizzazione delle comunità dell’emigrazione tradizionale e necessità/opportunità di coinvolgere i nuovi migranti – un universo “non semplice da intercettare”, ma per cui sono maturate idee concrete.
Nel suo intervento, Ilaria Del Bianco ha offerto una cornice storica: “Questa è terra di emigrazione da sempre. Le ragioni affondano nella storia e nell’economia: la Repubblica di Lucca, per preservare la propria libertas, aveva bisogno di un alto patrimonio; ne derivò un’indole al movimento che è parte dell’identità del popolo lucchese. Per numeri e dinamiche Lucca è un’eccezione nel panorama italiano”.
L’associazione Lucchesi nel Mondo, nata nel 1968, intuì subito il valore di un ponte stabile con le comunità all’estero: “Nel direttivo entrarono il direttore della camera di commercio e quello del turismo: era chiaro che quei legami avrebbero aiutato il territorio. Da allora sono nate circa ottanta associazioni nel mondo. Accanto alle reti organizzate, contano le relazioni uno a uno – spesso anche istituzionali – che generano valore aggiunto per Lucca e la Valle. Il flusso di rientro si è consolidato. Il nostro obiettivo resta essere attrattivi per i nostri emigrati e sostenere le associazioni che tengono vivo questo patrimonio”.
A Barga, dove la storia dell’emigrazione è parte del paesaggio urbano e umano, il messaggio risuona con forza: coltivare le radici per allungare i rami.
Foto di Nicola Tognetti







