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Redazione
ANNO XIVvenerdì 30 Ottobre 2026
opinione

Trovare lavoro nel 2026: oggi il curriculum da solo non basta più

Cercare lavoro nel 2026 è molto diverso rispetto a pochi anni fa. Sono cambiati i canali, i mezzi, le modalità di selezione e perfino il modo in cui le aziende scelgono le persone.

Un tempo bastava entrare in un’azienda con il curriculum sotto braccio, parlare con il titolare o affidarsi al passaparola del paese. Oggi il mondo del lavoro è diventato molto più digitale, veloce e competitivo. Ma questo non significa che non esistano opportunità. Le opportunità ci sono, però bisogna sapere dove cercarle e come presentarsi.

Oggi il primo passo passa quasi sempre da internet. Esistono infatti numerosi portali specializzati dove aziende e lavoratori si incontrano ogni giorno. Tra i più utilizzati c’è LinkedIn, diventato ormai uno strumento fondamentale per creare relazioni professionali, pubblicare il proprio curriculum, seguire aziende e candidarsi direttamente online. Accanto a LinkedIn vengono utilizzati anche altri portali molto conosciuti come Indeed, InfoJobs, Monster e i siti delle principali agenzie per il lavoro.

Molte aziende oggi non aspettano più che sia il lavoratore a presentarsi: sono loro stesse a cercare i candidati online. Per questo avere un profilo aggiornato, una fotografia adeguata e una presentazione seria può fare la differenza. Anche i social network tradizionali hanno assunto un ruolo importante. In tanti territori si trovano offerte di lavoro attraverso gruppi Facebook locali, pagine dedicate o semplici contatti tra persone. A volte un’opportunità nasce proprio da una conoscenza o da una segnalazione condivisa online.

Resta comunque centrale il ruolo dei servizi pubblici per l’impiego. In Toscana opera l’Agenzia Regionale Toscana per l’Impiego attraverso i Centri per l’Impiego, che offrono orientamento, aiuto nella compilazione del curriculum, corsi di formazione e accompagnamento nella ricerca del lavoro.

Mi permetto di scrivere queste considerazioni proprio sulla base della mia esperienza maturata negli ultimi vent’anni come funzionario della Regione Toscana e successivamente di ARTI, occupandomi di politiche del lavoro, orientamento professionale e servizi per l’impiego. Un’esperienza che mi ha permesso di conoscere da vicino le difficoltà delle persone, ma anche i cambiamenti profondi del mercato del lavoro.

Un altro strumento sempre più utilizzato è quello delle candidature dirette sui siti aziendali. Molte imprese pubblicano nella sezione “Lavora con noi” le figure professionali ricercate. Questo vale soprattutto per grandi aziende, supermercati, banche, multinazionali e imprese del settore turistico e sanitario.

Nel 2026 contano molto anche le competenze digitali. Saper usare il computer, inviare una mail corretta, partecipare a un colloquio online o compilare un modulo digitale è diventato essenziale. In molti casi il primo colloquio avviene addirittura in videochiamata.

Ma non basta la tecnologia. Le aziende continuano a cercare persone affidabili, educate, disponibili a imparare e capaci di lavorare con gli altri. Il curriculum serve, ma spesso sono il comportamento e la serietà a fare davvero la differenza.

Spesso incontro giovani scoraggiati, ma anche uomini e donne di cinquanta o sessant’anni che pensano di essere ormai esclusi dal mercato del lavoro. Non sempre è così. Certo, le difficoltà esistono, ma oggi esistono anche strumenti che possono aiutare concretamente chi vuole rimettersi in gioco.

Forse il vero problema del 2026 non è soltanto trovare lavoro, è riuscire a orientarsi dentro un sistema che cambia continuamente e che richiede alle persone di aggiornarsi senza perdere la fiducia.

Forse dovremmo domandarci tutti una cosa: in un mondo dove si cerca lavoro attraverso uno schermo, siamo ancora capaci di mettere al centro la persona?

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