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Redazione
ANNO XIVmercoledì 5 Agosto 2026
borgo a mozzano

Truffati due anziani: la tecnica è sempre quella del finto carabiniere

Intorno alle 12 di ieri, i militari della sezione operativa del nucleo operativo radiomobile della compagnia carabinieri di Lucca, attuando le procedure operative previste dal coordinato piano di controllo del territorio pianificato dal comando provinciale carabinieri di Lucca per il contrasto alle truffe commesse in danno di persone anziane con la cosiddetta tecnica del finto carabiniere, hanno dato luogo ad una specifica attività ricognitiva nelle arterie stradali che collegano la Garfagnana con la città di Lucca.

L’attività è scaturita dal fatto che poco prima, nel comune di Borgo a Mozzano, era stata perpetrata una truffa in danno di una ottantaquattrenne del luogo alla quale, telefonicamente, un finto maresciallo dell’Arma dei carabinieri aveva riferito che il documento d’identità del marito era stato trovato all’interno di una gioielleria ove qualche minuto prima era avvenuta una rapina. Pertanto, il coniuge si sarebbe dovuto immediatamente recare presso gli uffici anagrafici comunali per verificare la posizione del documento, e, nel contempo, la signora avrebbe ricevuto nell’abitazione la visita di un carabiniere in borghese al quale avrebbe dovuto consegnare tutti gli oggetti in oro nella disponibilità affinché potessero essere esaminati per escludere il coinvolgimento del coniuge nella rapina.

Come sempre accade in questi reati, la vittima è stata tenuta costantemente al telefono per impedirle di poter eventualmente contattare le forze dell’ordine. Nei minuti successivi, quindi, mentre il marito lasciava l’abitazione per raggiungere il comune di Borgo a Mozzano, presso l’abitazione è giunto un giovane di circa trent’anni, in borghese, che ha ritirato tutti gli oggetti in oro, per un totale di 112 grammi, che la vittima aveva preparato come da disposizioni ricevute.

I militari del comando stazione carabinieri di Borgo a Mozzano, avuta notizia dell’accaduto, hanno attivato il piano coordinato di controllo appositamente pianificato per questo tipo di reato individuando un veicolo che sarebbe potuto corrispondere a quello in uso agli autori della truffa, dandone comunicazione alla centrale operativa del comando compagnia carabinieri di Lucca. Da qui, tutte le componenti info-investigative comprese nel dispositivo iniziavano ad operare in piena sincronia tanto che, alle 13.30 successive, l’equipaggio della sezione operativa del N.O.R. di Lucca ha localizzato l’auto in via di Sant’Alessio, ferma al lato destro della carreggiata, qualche centinaio di metri prima dell’incrocio del ponte di Monte San Quirico, priva del conducente e con a bordo una donna seduta nel sedile anteriore lato passeggero e due bambini nei sedili posteriori.

Iniziato un servizio di osservazione notavano che qualche minuto dopo, da un’abitazione sita nei pressi, è uscito un giovane che dopo aver raggiunto l’auto vi è salito mettendosi al volante e partendo alla volta del centro cittadino. Intuito che il giovane, in concorso con la donna rimasta nell’auto, avesse appena commesso una seconda truffa con modalità analoghe a quella perpetrata qualche ora prima nel territorio della Garfagnana, i militari hanno dato corso ad un servizio di pedinamento che è terminato poche centinaia di metri dopo, quando il mezzo è stato fatto fermare da una pattuglia del comando stazione carabinieri di Lucca, sinergicamente integrata nel dispositivo operante nel piano coordinato di controllo.

L’uomo e la donna, coniugi e genitori dei bambini a bordo della vettura, sono stati sottoposti a perquisizione che ha consentito di rinvenire tutti i gioielli provento della truffa commessa a Borgo a Mozzano, nonché quelli appena ricevuti nel corso della seconda truffa, perpetrata con la medesima modalità del cosiddetto finto carabiniere, in danno di un’anziana residente in via di Sant’Alessio, per un ulteriore peso di 282 grammi.

Tutti gli oggetti di proprietà delle vittime sono stati restituiti ai legittimi proprietari mentre sono in corso specifici accertamenti su altri oggetti in oro per un peso di 70 grammi rinvenuti e posti sotto sequestro.

Espletate le formalità di rito, i due sono stati dichiarati in arresto per truffa aggravata continuata in concorso e ricettazione e sottoposti al regime degli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida da parte dell’autorità giudiziari competente.

Si ricorda che gli indiziati sono da ritenere presunti innocenti, sino al definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile di condanna all’esito del procedimento penale.

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