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Redazione
ANNO XIVlunedì 7 Settembre 2026
traguardo

Un anno con La Gazzetta del Serchio: il piacere di raccontare la nostra Valle

È passato ormai un anno da quando il direttore de La Gazzetta del Serchio, Andrea Cosimini, mi ha voluto tra i collaboratori esterni del giornale. Dodici mesi trascorsi velocemente, nei quali ho avuto la possibilità di riscoprire una passione che, in realtà, mi ha accompagnato per gran parte della vita: scrivere, raccontare, incontrare le persone e confrontarmi con loro.

È stato un anno bellissimo. Non sta certamente a me giudicare il lavoro fatto, ma posso dire di aver cercato, ogni volta, di mettere nei miei pezzi impegno, curiosità e soprattutto rispetto per le persone e per le storie che raccontavo.

La soddisfazione più grande è stata scoprire che dall’altra parte c’erano tanti lettori. Come spesso mi ricorda Andrea Cosimini, molti dei miei articoli vengono seguiti e letti non soltanto in Valle del Serchio, ma anche fuori dal nostro territorio. Questo, per chi scrive, è forse il riconoscimento più bello.

In questo anno ho avuto la possibilità di raccontare, testimoniare, ricordare e intervistare. Ho incontrato tante persone, alcune conosciute da una vita, altre conosciute proprio grazie a La Gazzetta. Ho raccontato personaggi, vicende del passato, problemi del presente, tradizioni, associazioni, volontariato, lavoro, disabilità e piccoli grandi avvenimenti della nostra Valle.

Ma soprattutto ho cercato di raccontare le persone.

Perché dietro ogni articolo c’è quasi sempre un incontro. C’è qualcuno che apre un cassetto e tira fuori una vecchia fotografia; qualcuno che racconta un ricordo rimasto per decenni nella memoria; qualcuno che telefona dopo aver letto un pezzo per aggiungere un particolare, correggere una data o semplicemente dire: «Mi hai fatto ricordare qualcosa che avevo dimenticato».

Ed è proprio questo dialogo che mi ha conquistato.

Scrivere mi è sempre piaciuto. Non mi sono mai considerato un giornalista nel senso tradizionale del termine. Nella mia vita professionale e nel mio impegno nel volontariato e nelle istituzioni ho sempre sentito, però, il bisogno di comunicare, confrontarmi e raccontare ciò che vedevo intorno a me. La collaborazione con La Gazzetta mi ha dato la possibilità di riprendere quel filo e di farlo con una libertà e un entusiasmo che forse non mi aspettavo nemmeno io.

C’è poi un’altra cosa che considero importante. Attraverso questi articoli possiamo lasciare una traccia. Le nostre comunità stanno cambiando velocemente. Se non raccogliamo oggi certe testimonianze, certe fotografie, certi nomi e certi ricordi, rischiamo che domani vadano perduti. Raccontare il presente significa quindi anche custodire un pezzo della nostra memoria.

Dopo un anno, sento soprattutto il bisogno di dire grazie.

Grazie ad Andrea Cosimini per la fiducia che mi ha dato e per avermi lasciato spazio e libertà nel proporre storie e argomenti. Grazie alle tante persone che hanno accettato di raccontarsi, di farsi intervistare o di mettere a disposizione ricordi e documenti. E grazie, naturalmente, ai lettori de La Gazzetta del Serchio, perché sono loro a dare un senso a tutto questo lavoro.

Un anno è passato. Nel mio cassetto, però, ci sono ancora tante storie, tanti volti e tanti ricordi che aspettano soltanto di essere raccontati.

Finché ci saranno persone disposte a raccontare e lettori con la voglia di ascoltare, io continuerò volentieri a scrivere.

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