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Redazione
ANNO XIVdomenica 1 Novembre 2026
corsagna

20 anni di Festa del Cinghiale: gli “Scacciatori di Umberto” e il loro amore per Corsagna

Non sono mai stato un grande frequentatore delle feste paesane. Per oltre trent’anni ho dedicato gran parte del mio tempo alle attività sociali, culturali e di volontariato di Corsagna e, proprio per questo, spesso ho vissuto più l’impegno dell’organizzazione che quello della partecipazione. Oggi, forse anche per gli anni che passano, preferisco una vita più riservata e tranquilla.

Questo spiega perché non abbia partecipato neppure alle varie edizioni della Festa del Cinghiale. Ma non partecipare non significa non osservare, non apprezzare e non riconoscere il valore di ciò che altri fanno con passione per la nostra comunità.

Quest’anno la festa ha raggiunto un traguardo importante: la ventesima edizione. Vent’anni di lavoro, organizzazione e impegno volontario da parte della Squadra del Cinghiale di Corsagna, gli “Scacciatori di Umberto”, che ha saputo trasformare un appuntamento gastronomico in una vera occasione di aggregazione, amicizia e sostegno alla comunità.

Il nome della squadra racchiude una storia che merita di essere raccontata. Gli “Scacciatori di Umberto” sono dedicati a Umberto Lucchesi, una persona speciale che per molti anni seguì, organizzò e sostenne con passione le attività del gruppo, contribuendo in modo determinante alla sua crescita. Umberto era uno scacciatore, uno di coloro che seguivano i cani nei boschi durante le battute al cinghiale: un ruolo silenzioso ma fondamentale, che richiedeva esperienza, passione e una profonda conoscenza del territorio.

La sua tragica scomparsa, avvenuta in un incidente stradale, lasciò un grande vuoto tra gli amici e in tutta la squadra. Per questo i suoi compagni decisero di dedicargli il nome del gruppo. Un gesto semplice ma ricco di significato, perché ogni volta che si pronuncia il nome “Scacciatori di Umberto” rivivono i valori che lui ha saputo trasmettere: amicizia, disponibilità, spirito di gruppo e amore per il proprio territorio.

L’attenzione della squadra verso le persone che hanno contribuito a farla crescere non si ferma al ricordo di Umberto. È un tratto distintivo di questo gruppo, profondamente legato alla memoria dei propri amici. Ne è testimonianza anche il simbolo religioso che si trova in località al Ciolla, lungo la strada che conduce verso l’altopiano delle Pizzorne. In quel luogo sorgono un piccolo altare e una croce che ricordano Giordano Alberigi, scomparso prematuramente, lasciando un grande vuoto nella sua famiglia e tra i tanti amici che gli volevano bene. Anche in questo caso la squadra ha voluto mantenere vivo il ricordo di una persona che aveva condiviso con loro un tratto importante di vita. Un gesto che racconta quanto, per gli “Scacciatori di Umberto”, la memoria e l’amicizia abbiano un valore autentico.

La manifestazione si svolge ogni anno in piazza XX Settembre, nelle serate del venerdì e del sabato che precedono l’ultima domenica di luglio. Per l’occasione il cuore di Corsagna si trasforma in uno spazio di incontro, musica, tradizione e convivialità.

La ventesima edizione è stata animata, nella serata di venerdì, dalla coinvolgente musica della Manolo Strimpelli NaitOrkestra, mentre il sabato sera la piazza ha continuato a vivere un clima di festa con i Gichy & Marco DJ, regalando due serate di allegria e partecipazione. La cosa più bella è forse proprio la capacità di coinvolgere tutti: bambini, adolescenti, giovani, famiglie, adulti e anziani. È una festa nella quale le generazioni si incontrano, il paese si ritrova e anche chi arriva dai comuni vicini viene accolto con cordialità. Una vera festa di popolo, capace di far sentire tutti parte della stessa comunità.

Protagonisti della tavola sono le specialità della tradizione locale: i celebri tortelli dello storico ristorante Branduzzi, la porchetta di cinghiale, le grigliate alla brace e tante altre proposte che richiamano ogni anno centinaia di persone.

A conferma dello spirito solidale che anima la manifestazione, durante le due serate è stata organizzata anche una grande lotteria a offerta libera. Il ricavato è stato interamente devoluto al Gruppo Donatori di Sangue Fratres di Corsagna, a sostegno delle sue attività assistenziali e di volontariato. Un gesto che testimonia, ancora una volta, come la Festa del Cinghiale non sia soltanto un appuntamento di successo, ma anche un’occasione concreta per sostenere chi opera ogni giorno al servizio della comunità.

Ma il valore più grande della Festa del Cinghiale non sta soltanto nel successo delle serate o nel numero dei partecipanti. Ciò che merita di essere evidenziato è che una parte importante degli incassi viene reinvestita a favore di Corsagna, contribuendo alla realizzazione di opere che rendono il paese più bello, più accogliente e più vivibile.

Tra gli interventi più significativi mi piace ricordare l’installazione dell’orologio elettronico sul campanile della chiesa di San Michele Arcangelo e le caratteristiche targhe in pietra che indicano le vie del paese, realizzate dal compianto scultore Abramo Lucchesi. Sono soltanto alcuni esempi di quanto questo gruppo abbia saputo restituire alla comunità.

Il valore degli “Scacciatori di Umberto” non si misura, però, soltanto attraverso questa splendida festa. I suoi componenti sono sempre pronti a partecipare a iniziative di volontariato, alla pulizia delle strade e dei sentieri nei boschi, alla cura del territorio e alla tutela dell’ambiente. Sono persone attente alla natura e impegnate a mantenere vive quelle tradizioni che fanno parte della storia e dell’identità di Corsagna.

Per questo la Squadra del Cinghiale non è soltanto una squadra di cacciatori. È una comunità di amici unita da valori profondi, dal senso civico e dall’amore per il proprio territorio. Molti dei suoi componenti provengono anche dai paesi vicini, segno di una realtà che negli anni ha saputo costruire relazioni sincere e uno spirito di appartenenza che va oltre i confini del paese.

Un riconoscimento particolare va al presidente Bellermindo Alberigi, che da molti anni guida e tiene unito questo gruppo con passione, equilibrio e spirito di servizio. Coordinare tante persone, organizzare una manifestazione così importante e trasformarla ogni anno in un’occasione concreta di solidarietà e di valorizzazione del territorio è un merito che merita di essere riconosciuto.

Da corsagnino, pur conducendo oggi una vita più riservata e pur non partecipando abitualmente a queste manifestazioni, guardo con sincera soddisfazione a ciò che questa squadra ha saputo costruire nel corso degli anni. Perché il bene fatto a favore di Corsagna appartiene a tutta la comunità, anche a chi vive queste occasioni con maggiore discrezione.

Quando una festa riesce a unire le generazioni, a custodire la memoria di chi non c’è più, a valorizzare le tradizioni, a rispettare l’ambiente e, nello stesso tempo, a lasciare opere concrete e a sostenere altre associazioni di volontariato del territorio, non è più soltanto una festa. È la dimostrazione che l’impegno, l’amicizia e l’amore per la propria comunità possono lasciare un segno destinato a durare nel tempo. Gli “Scacciatori di Umberto” rappresentano tutto questo e sono, a pieno titolo, una delle più belle realtà associative di Corsagna.

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