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Redazione
ANNO XIVmercoledì 9 Settembre 2026
gramolazzo

Luce e fede, la vera storia di Anna Morelli nel libro di Andrea Campoli

Questa è la storia di un miracolo. Un miracolo vero, quello di Anna Morelli, che Andrea Campoli mette su carta nel suo ultimo libro “Luce e fede – la vera storia di Anna Morelli”.

Una narrazione che lo scrittore di Sant’Anastasio di Piazza al Serchio, con 13 pubblicazioni al suo attivo, ha voluto rendere impermeabile per sempre. Un tempo sospeso, quello del ricordo di Anna, giovane donna con un destino mistico unico.

Ma chi era e oggi che cosa appare di Anna Morelli? È l’autore che pone l’accento su una storia antica, quasi dimenticata e, forse, scomoda. In sottofondo alla narrazione un periodo storico importante che delinea un’Italia in bianco e nero, tra la fine della prima guerra mondiale, il terremoto del 1920, l’avvento del fascismo, le prime ferrovie, la nascita della società marmifera locale e la seconda guerra mondiale.

“Parlerò poco della seconda guerra mondiale, perché fa male” dice Campoli. Una Garfagnana protagonista di cambiamenti sociali ed economici impattanti. Aria di guerra e disordini, quelli che si respirano a Gramolazzo, nel comune di Minuccano, dove Anna Morelli nasce il 4 dicembre 1926 da Ernesta Giannetti e Massimo Morelli. Una famiglia come tante, abbiente per quei tempi, con una bottega in cui si poteva trovare di tutto, come quelle di una volta.


Anna cresce in un ambiente sereno e accogliente: si è fatta un fiore di ragazza, i genitori le concedono anche piccoli sfizi estetici come il trucco. È talmente bella che viene eletta “Stella di Garfagnana” e candidata vedremo poi per la finale del concorso “5000 lire per un sorriso”, l’attuale “Miss Italia”. Una bella vita, quella di Anna, tra piccoli lavori nella bottega di famiglia e gite al mare.

Poi il destino si accanisce: non sta bene e dopo approfonditi esami clinici, al nosocomio di Castelnuovo di Garfagnana, il responso è terribile; tumore allo stomaco in stato avanzato. I genitori e la sorella piombano in un clima di disperazione. Portano la ragazza in ospedali importanti della toscana: Pisa, Firenze e Lucca. Non c’è più niente da fare, potrà essere soltanto una questione di settimane, forse mesi, dicono i medici. Un limbo, un tempo sospeso di un girone infernale.

Poi, quando ormai si presagiva la fine, Anna immobile nel letto, nutrita soltanto da liquidi, la svolta, o meglio il miracolo: il mattino del 29 novembre 1947 lei si alza, chiede cibo e dice: “Mamma sono guarita, stanotte mi è apparsa la Madonna, era bellissima, vestita di luce e ho sentito che qualcosa stava cambiando nella mia vita. Guarda, mi è rimasto il segno del crocifisso sul ventre”. La madre e la sorella minore sono confuse, non realizzando che cosa sta succedendo. Grande emozione: la notizia diventa virale, passa di porta in porta e di paese in paese. Ancora increduli i familiari portano Anna ad un consulto medico all’ospedale di Castelnuovo di Garfagnana, dal primario, lo stesso che aveva visitato Anna nei mesi precedenti, che dice: “Non c’è dubbio, è un miracolo”. La potenza della preghiera che può smuovere anche le montagne.

La storia della “miracolata di Gramolazzo” sarà catapultata nel 1947 e negli anni successivi, a livello nazionale. Tutta l’Italia parlerà di lei. Una situazione complicata, quella della famiglia Morelli che deve destreggiarsi tra l’avvento mediatico dei molti che vogliono vedere con i proprio occhi il segno lasciato dalla Madonna e l’impresa di famiglia. Il parroco del paese, Don Luigi Grandini, crede subito al miracolo, a differenza della curia che stende una cortina di fumo sulla notizia, in quanto ritiene sia soltanto un fenomeno fatto di suggestioni. Lo attestano tutta una serie di lettere indirizzate ai sacerdoti della zona, in cui si invita alla prudenza.

Intanto i “contatti” con Maria e il figlio Gesù continuano alla presenza di testimoni e gruppi di persone che osservano sbalorditi fenomeni inspiegabili: guarigioni come quella di una bambina in provincia di Pisa, improvvisamente guarita da paralisi o il fenomeno di una sorgente che sgorga dalle mani di questa piccola “Bernadette” che verrà chiamata Acqua Santa. In itinere sarà poi realizzata una cappella, accanto alla chiesa di San Bartolomeo, su richiesta di Maria Vergine.

La ricerca di questo scrittore “apprendista”, come lui ama definirsi, è stata lunga e complicata, perché lontana nel tempo e particolarmente delicata sul piano emotivo e religioso. Tanti ostacoli da superare per il nostro scrittore, non ultimo dei quali la ricerca di un editore che volesse condividere questa storia a tratti scomoda.

Su richiesta dei familiari di Anna Morelli, Andrea Campoli non si è fermato, studiando i documenti attinenti e le testimonianze scritte delle persone presenti all’epoca. Un lavoro certosino e coraggioso, mosso dalla voglia di far emergere la personalità di Anna e del suo percorso mistico.

Le visioni e messaggi divini continueranno negli anni a venire in date prestabilite: 25 marzo, 8 maggio, 15 agosto e 8 dicembre. Intanto la donna diventerà infermiera presso l’ospedale di Pisa, ritornando a Gorfigliano ogni qualvolta la Madonna vorrà comunicare con lei.

Un’esistenza particolare, quella della nostra protagonista, incentrata e segnata dal quel miracolo del 1946, che Campoli ha voluto fortissimamente fissare su carta e inchiostro indelebile all’usura del tempo. Dopo un percorso unico e complicato si spegnerà, nel 2000, all’età di 74 anni nella sua amata Gorfigliano, con impressa ancora la croce vermiglia delle sue estasi.

La presentazione del volume è prevista per il 6 settembre prossimo alle ore 17, nel paese natale di questa miracolata, presso la sede della Banca locale. “Volevo scrivere questa biografia sulla scia della curiosità, mettere nero su bianco una storia importante e darle un senso” dichiara lo scrittore.

Le visioni mistiche hanno traslato, nel tempo, i confini della Garfagnana e della Regione, con la rappresentazione di segni divini persino in Campagna e Sicilia. Una storia suscettibile di far riflettere a 360 gradi.

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