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Redazione
ANNO XIVmercoledì 9 Settembre 2026
san romano in garfagnana

Ieri, oggi, domani: Vibbiana ricorda l’esodo dei garfagnini all’estero

Storie di persone, di volti, di emigranti. A Vibbiana di San Romano in Garfagnana, venerdì 1 agosto, alle 21, all’interno dell’evento culturale “Ieri Oggi e Domani”.

Un poster con foto e documenti, al centro della piazza, per celebrare e rendere omaggio alla memoria di quanti uomini, donne e bambini hanno saputo rappresentare in controluce la storia e il costume di questo piccolo borgo a 765 metri sopra il livello del mare, ai piedi del Parco dell’Orecchiella.

Storie autentiche di umanità al “Piazzol”, raccolti e narrati dal professor Manuele Bellonzi, storico, scrittore e giurista. “È un dovere naturale, rappresentare e fermare nel tempo episodi e testimonianze dirette di testimoni e discendenti dei nostri emigranti, uno squarcio rappresentativo per raccontarsi, stare insieme e imparare dal nostro passato” spiega Bellonzi, osservatore attento del costume del nostro territorio.

Una lettura iconica, al cui centro esseri umani che si sono distinti nell’approcciarsi di fronte a situazioni estreme. Il tema centrale su cui verte la serata è l’emigrazione a cavallo tra ‘800-‘900 che il paese di Vibbiana ha vissuto sulla propria pelle con un vero e proprio esodo di massa, per cercare fortuna in altri paesi: Brasile e Australia.

Un destino condiviso da tante altre realtà della Garfagnana. Va in scena venerdì prossimo in questo piccolo fazzoletto di terra, dalle vie lastricate, una riflessione importante, un sunto puntuale sul passato, presente e futuro. Un bilancio attento da cui Vibbiana ne uscirà integra nella sua memoria.

Una serata bella, di quelle antiche, davanti al camino con volti intenti ad ascoltare. Un ritrovarsi insieme in una lirica che ha definito un importante pagina di costume locale dell’epoca. Una location naturale, dove parlarsi sulle note struggenti del Maestro Puccini.

L’evento è stato patrocinato dal comune di San Romano in Garfagnana e organizzato dall’Associazione “Amici di Vibbiana”.

Pino Forlini, un rappresentante del gruppo paesano, da sempre in prima linea nell’evidenziare il percorso storico del paese e curatore della parte grafica del format, ricorda: “Mi sono ritrovato qui cinquant’anni fa, per la prima volta, quando ho sposato una ragazza del posto. Mi sono calato a piccoli passi in una realtà tanto diversa dalla mia con un pregiudizio e retaggio che vedeva la Garfagnana chiusa all’esterno. Poi piano piano c’è stata una sorta di fusione di anime con gli abitanti, che dura ancora oggi”.

Come si vive oggi a Vibbiana? “La cornice è bellissima ovviamente, i pochissimi residenti, 54, hanno professioni variegate, vivono in una dimensione a misura tra convivialità e spirito di appartenenza. Qui si ritorna sempre, per una sorta di attrazione. Ed io ne sono la testimonianza. Relativamente all’evento vorrei aggiungere e invitare le persone ad una serata in cui potersi ritrovare. Perché Vibbiana è casa” termina Forlini.

Un unicum sulla scia di un progetto ministeriale “Turismo delle Radici” datato 2024. Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro, diceva il compianto scrittore cileno Luis Sepúlveda.

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