Si è rinnovato stamattina l’antico rito del Cambio della Croce al molo di San Pellegrino in Alpe. Una cerimonia che vede ogni anno migliaia di visitatori e Pellegrini in un percorso tra fede e tradizione millenaria.
La Croce, simbolo di devozione, protezione e speranza nel Dio Redentore. Un evento storico-religioso tra Emilia Romagna e Toscana, nel paese di confine più alto dell’appennino a 1525 metri sul livello del mare e condiviso territorialmente tra i comuni di Frassinoro e Castiglione di Garfagnana.
Presenti all’evento, rappresentanti delle istituzioni civili e religiose, a partire dai parroci don Fulvio Calloni, don Riccardo Micheli e don Giovanni Grassi che hanno officiato la cerimonia e la Santa Messa. In prima fila: il sindaco del comune di Castiglione di Garfagnana Daniele Gaspari, il presidente del consiglio comunale Roberto Tamagnini, il sindaco di Villa Collemandina Francesco Pioli, in rappresentanza dell’Unione Comuni Garfagnana, il vice-sindaco del comune di Frassinoro Serena Fontanini e l’ex presidente della provincia di Lucca Luca Menesini.
Momento di grande pathos per “il Rito dei Ceri” all’interno della chieda santuario, tra Frassinoro e Castiglione. Una simbiosi territoriale e di anime da sempre congiunte in un approccio di identità parallele. Un unicum centrale della manifestazione, che da un millennio rappresenta un percorso spirituale unico, con il cambio della vecchia croce di Castagno con una nuova, rappresentazione iconica di speranza rinnovata per un intero anno.
La scelta della tipologia lignea non è casuale, ma in linea diretta con la figura di Pellegrino, figlio del Re di Scozia, asceta da lungo tempo nei boschi nei dintorni del borgo, che arrivato all’età di 97 anni 9 mesi e 23 giorni, nel 643 dopo Cristo, incise la storia della sua vita sulla corteccia di un albero di faggio. Una narrazione tra leggenda e religione che pone i Santi Pellegrino e Bianco al centro e protagonisti con il Santuario dedicato, che ogni anno aspetta viandanti da ogni dove, anche in un tragitto di penitenza a piedi.
In sottofondo le note dei “Campanari di Chiozza“, un gruppo di volontari con l’anima, attivi su tutto il territorio nazionale. Nell’ambito della giornata è stata inaugurata la mostra fotografica “Amici del Castagno di Pratofosco” per i dieci anni di attività e costante lavoro nel preservare le peculiarità naturalistiche paesaggistiche e architettoniche. Protagonista e al centro con 33 immagini, un castagno millenario e maestoso di una località suggestiva, “Pratofosco“, che è luogo di attrazione, cura e memoria. La mostra è visitabile fino al 31 agosto.
È il presidente del consiglio comunale del comune di Castiglione di Garfagnana Roberto Tamagnini, attivo da sempre in ambito culturale, a fare un bilancio di questa giornata carica di suggestioni: “La fede si nutre di cultura e da significato al nostro senso di appartenenza e identità, personalmente sento un legame particolare per San Pellegrino, con la sua storia ricca e variegata. E il cambio della Croce che ogni anno si ripete è un messaggio importante per tutti noi“.
Foto di Tommaso Teora
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Si ripete il Cambio della Croce a San Pellegrino in Alpe: una tradizione secolare
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