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Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
bagni di lucca

Gombereto abbraccia di nuovo Clèmentine. “Nonglem”: una storia di coraggio, sacrificio e speranza

Certe cose non si possono comprendere fino in fondo se non le si è vissute sulla propria pelle. O, quantomeno, non risuonano.

Quando Clèmentine parla della fame e della sete, del sudore freddo sulla fronte, dei chilometri percorsi con un buco nello stomaco, dell’andare a letto senza cena… No, non si può dire di capire veramente. Si può essere solidali. Empatici. Si può soffrire per lei. Ma è una sofferenza diversa. Una sofferenza a pancia piena. Non per questo finta, certo. Ma distante.

Clèmentine è nata in un paese non suo, la Costa d’Avorio, dove i suoi genitori erano emigrati dal Burkina Faso. Oggi vive in Italia. Lontana dalla sua terra d’origine. Uno stato che ha imparato a conoscere, ma che, sotto molti aspetti, è ancora un rebus indecifrabile.

Gombereto, ieri sera, l’ha accolta come una figlia che torna tra le braccia della madre. Lo scorso anno, per la Festa della Madonna Addolorata, la piccola chiesina del paese era stracolma. Tutti curiosi di sentire la sua storia. Una testimonianza di coraggio, sacrificio e speranza.

Quest’anno Claudio Gemignani, custode del borgo, ha mantenuto la promessa di riaverla come ospite. Ha aperto lei la tre giorni di celebrazioni. Lo ha fatto parlando del suo ultimo libro, di “Nonglem” (Europa Edizioni, 2023), uno spaccato della sua adolescenza passata tra i banchi di scuola. Un’istruzione che, per lei, ha rappresentato un’arma di riscatto. Una fuga da un’esistenza già scritta.

Ieri sera dovevano esserci più ragazzi ad ascoltarla. Avrebbero dovuto vedere i suoi occhi lucidi quando parlava dello studio come diritto negato in molte parti del mondo. Di come i libri l’hanno strappata dalla miseria.

Clèmentine è venuta in Italia non con un barcone, ma con una borsa di studio per la Scuola Normale di Pisa. Unica nel suo paese. La scuola le ha regalato un’àncora di salvezza. L’ha fatta viaggiare. Le ha dato gli strumenti per esprimersi e conoscere persone in grado di aiutarla. L’ha emancipata come donna. L’ha resa una persona integra. Cosciente a se stessa. Con la testa sulle spalle.

Oggi guarda delusa ad una società che ha perso la consapevolezza della propria fortuna. Da insegnante, assiste al declino dell’autorità in classe. Da madre, non si capacita dei figli iper-protetti. Si chiede come è possibile giustificare tutto e tutti. Non assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Non dare valore a quanto ci è capitato in dono.

Leggete i libri di Clèmentine. Andate ad ascoltarla. Ma, prima di tutto, torna ad avere fame. La vita è una conquista.

Foto di Nicoa Tognetti

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