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Redazione
ANNO XIVmercoledì 28 Ottobre 2026
automobilismo

Fabio Vergamini e Maurizia Bertolucci: piazza d’onore al Nuvolari

Fabio Vergamini e Maurizia Bertolucci, con la Ferrari 488 Gtb, sono giunti secondi nella classifica generale del Gran Premio Nuvolari riservato alle auto moderne, che si è svolto lo scorso fine settimana con partenza e arrivo a Mantova ed hanno vinto la gara delle prove a media per le quali Vergamini si è laureato campione italiano a metà mese nella gara del Mugello.

La manifestazione era suddivisa in tre tappe per circa mille km ed ha visto il convoglio partire da Mantova alla volta di Rimini dove, al termine della prima tappa, l’equipaggio lucchese pagava un ritardo sul capoclassifica di 22 centesimi di secondo. Il giorno successivo la seconda frazione, che ha visto la carovana attraversare Umbria e Toscana, con un passaggio in Piazza del Campo a Siena, per tornare poi a Rimini, ha registrato un netto recupero dei due toscani che alla sera si sono collocati in testa alla classifica con un congruo vantaggio rispetto agli altri. Nell’ultima tappa Vergamini e Bertolucci dopo aver consolidato il primato hanno però dovuto registrare due importanti ed immotivate penalizzazioni di circa duecento secondi che li hanno relegati al secondo posto. A nulla sono valse le richieste di verifica e le contestazioni di Vergamini avanzate alla direzione gara che ha confermato così la classifica definitiva.

Vergamini: “Esistono certamente casualità o umane imprecisioni comprensibili, e partecipando alle gare bisogna mettere in conto di doverle accettare, ma queste situazioni che ci condizionano sono troppo frequenti. Abbiamo fatto un’ottima gara di testa, nonostante una partenza ‘lenta’ dovuta anche all’assestamento dell’equipaggio, ed avevamo la vittoria in pugno con circa 70 penalità di vantaggio a oltre il novanta per cento della gara quando sono arrivate due penalizzazioni incomprensibili. Ci sentiamo i vincitori morali di questa gara ma anche nonostante il piacere per la vittoria nelle prove a media, resta l’amarezza di doverci troppo spesso confrontare con situazioni che, secondo me, non fanno bene a questo sport.”

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