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Redazione
ANNO XIVmercoledì 28 Ottobre 2026
impresa

Irene Monterotti regina del Sahara: conclude la terribile Marathon des Sables

Irene Monterotti di Pieve Fosciana è molto conosciuta come titolare di un avviato Studio Dentistico della zona. Irene è un esempio di giovane donna imprenditrice di successo, caparbia, determinata, visionaria, difficilmente fallisce un obiettivo. Tutte caratteristiche che hanno portato al successo nel lavoro e che, da alcuni anni, si sono perfettamente trasferite in quella che è diventata la sua grande passione, la corsa.

Dieci anni di allenamenti, gare su tutte le distanze fino alla maratona, ma niente può essere paragonata all’ultima impresa: Irene Monterotti ha preso parte e concluso la celebre “Marathon des Sables si svolge nel deserto del Sahara nel territorio del Marocco, una delle ultramaratone più dure in assoluto. I partecipanti affrontano un percorso che include dune di sabbia, letti di fiumi in secca, altopiani rocciosi esposti al sole cocente, con temperature che raggiungono i 45 gradi diurni mentre la notte scendono fino a 10 gradi. Gli atleti percorrono il tragitto in autosufficienza, con uno zaino contenente materiale obbligatorio (gps, kit di pronto soccorso, telo termico di sopravvivenza, lampada frontale, una borraccia da 1,5 l di acqua che possono integrare nei punti ristoro). Al termine di ogni tappa i corridori dormono in grandi tende berbere condividendo gli spazi con gli altri atleti.

La “dentista volante” ha terminato la gara dei 120 km, da concludere in 5 tappe quotidiane. 404 partecipanti, di cui il 67% donne, 43 nazionalità differenti e solo tre italiani (Irene era l’unica donna italiana). La Monterotti, che gareggia tesserata con la società G.P. Parco Alpi Apuane di Graziano Poli, ha concluso con il tempo totale di 17 ore, 17° donna assoluta.

Un viaggio, più che una corsa, lungo 120 km, gettando il cuore oltre gli ostacoli della natura e del fisico, il caldo terribile, il gelo della notte, la sabbia che ti risucchia, il traguardo che ti appare così vicino ma che sembra allontanarsi. “Il deserto non fa sconti a nessuno – sono le parole cariche di emozioni di Irene – Non importa come lo affronti: quando ti trovi davanti a distese infinite di sabbia e a temperature implacabili, la vera sfida diventa quella contro te stessa. Dicono che il deserto ti metta a nudo, ed è esattamente così. Per 120 km, duna dopo duna, la Marathon des Sables ti costringe a fare i conti con la tua resistenza, con il caldo e con il silenzio. È stato un viaggio brutale e meraviglioso. Un percorso che mi ha costretto a guardare in faccia la fatica, a gestire ogni singolo passo sulla sabbia e a spostare l’asticella di ciò che ritenevo possibile molto più in là. Lì dove la terra sembra finire, ho trovato nuove energie, nuova forza e la consapevolezza che i confini esistono solo nella nostra testa”.

Dal punto di vista logistico, come ti sei trovata? “Devo fare i complimenti all’organizzazione che non ci ha fatto mancare niente nel momento del bisogno ed ha assistito gli atleti lungo il percorso.

Si occupavano dei bivacchi, dei rifornimenti di acqua, della tenda beduina e della tenda medica (ben 48 personale medico e paramedico). Il problema maggiore era rappresentato dalle lesioni ai piedi, dalle vesciche. Io non ho sofferto di problemi particolare, al di là della fatica e del caldo, avevo modificato le scarpe da trail con le ghette da sabbia. Poi armata di zaino, racchette e passione ho affrontato la sabbia del deserto, con le dune che rappresentavano il percorso più impervio e complicato”.

Come hai preparato questa impresa? “In Garfagnana ovviamente non esiste un allenamento specifico per questo genere di gara, ho fatto trail, corsa e camminata in montagna o nei nostri sentieri ma niente poteva essere paragonato a quanto mi aspettava. Sono stata una volta a testare la sabbia in Versilia. E’ stata fondamentale la preparazione fisica nel complesso, per questo ringrazio chi mi è stato vicino: il prof. Fabrizio Angelini che ha curato nel dettaglio il piano di alimentazione, integrazione e idratazione; Matteo Bertucci  della Extreme Fitness Lab per avermi permesso di allenare la forza necessaria ad arrivare al traguardo e grazie a Marco Mazzei (atleta di buon livello e giovane trainer emergente) per avermi supportata nell’allenamento”.

Le sfide per Irene non sono certo terminate qua: quest’anno, tanto per dirne una, ha portato a termine la maratona di Cape Town, in Sudafrica, collezionando l’ottava delle otto World Marathon Majors, in compagnia di un altro appassionato maratoneta di Pieve Fosciana, Guido Fornari. Ma questa … è un’altra storia.

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