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Redazione
ANNO XIVmercoledì 7 Ottobre 2026
lettera

Palestina Libera Garfagnana: “Tregua a Gaza, ma la strada per la pace rimane lunga e incerta”

Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Palestina Libera Garfagnana per una pace vera a sostegno del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese:

“La tregua è stata firmata, ci auguriamo venga rispettata e che sia il preludio di un vero piano di pace, da cui al momento siamo lontani.

Gaza continua a essere allo stremo e i raid sulla Striscia sono proseguiti anche dopo la firma della prima parte dell’intesa.

Anche in questi ultimi giorni i Gazawi hanno continuato a morire, uccisi, secondo la versione di Israele, perché si sono avvicinati troppo alle linee dell’IDF.

La carestia non è stata ancora intaccata, Israele ha bloccato il valico di Rafah e i camion di aiuti arrivano troppo a rilento. Ancora trappole e robot carichi di materiale esplosivo continuano a fare saltare gli edifici rimasti intatti.

Rimangono tutte le nefandezze e le ingiustizie subite dai palestinesi in due anni di genocidio ed è chiaro che non ci può essere pace senza giustizia.

L’esercito di Tel Aviv, secondo gli accordi, continuerà a presidiare il 53% della Striscia.

Continuano le aggressioni dei coloni in Cisgiordania, con nuovi morti e i villaggi palestinesi sempre più stretti da nuovi insediamenti illegali israeliani.

Persistono tutte le responsabilità dei paesi occidentali, dei governi europei e del governo italiano.

La complicità nel genocidio, attuata continuando a fornire armi a Israele e permettendo, senza batter ciglio, la violazione di tutte le norme del diritto internazionale e umanitario, richiede che gli Stati rendano conto del loro operato.

Per questo le mobilitazioni crescenti delle ultime settimane hanno ancora tutta la loro ragione d’essere.

Il movimento per la Palestina dovrà continuare a riempire le piazze per trasformare la tregua in un vero percorso di pace in cui i palestinesi siano protagonisti, cosa che il piano Trump non prevede. All’occupazione da parte di Israele si sostituirà infatti la gestione della Striscia da parte di un comitato di affari (Trump, Blair Petroleum, petromonarchie del Golfo, Egitto, Turchia, ecc..) in cui i Palestinesi non hanno alcuna voce in capitolo. Non solo, Israele con Trump progetta ancora la “dislocazione” in altro loco dei Gazawi, anche tramite incentivi finanziari, per costruire la “Riviera di Gaza”.

Per una pace vera a sostegno del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese.

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