Ci sono libri che non si leggono soltanto: si attraversano. “In un battito di cuore”, di Amalia Petrovics, è uno di quei racconti che ti entrano dentro e continuano a vibrare anche dopo l’ultima pagina. Un’autobiografia romanzata che diventa testimonianza di vita, un viaggio nella fragilità e nella forza di una donna che ha dovuto imparare a rinascere due volte: dopo la perdita improvvisa del compagno Francesco e, anni più tardi, dopo la diagnosi di un tumore al seno.
Il libro, edito da Europa Edizioni, è stato presentato ieri presso la biblioteca degli Incartati di Fornaci di Barga, davanti a un pubblico attento e partecipe. A introdurre la serata è stata Delfina Pierotti, che ha portato i saluti del gruppo culturale Gli Incartati, seguita dalla Dott.ssa Gaetanina Napolitano, intervenuta in rappresentanza dell’amministrazione comunale di Barga, che ha espresso l’apprezzamento per un incontro di così alto valore umano e culturale. A moderare la presentazione, Giulia Rapaioli, che ha accompagnato il dialogo con l’autrice.
Amalia Petrovics, nata nel 1982 in un piccolo paese di montagna della Romania, è arrivata in Italia a diciotto anni con una valigia di sogni e la voglia di costruirsi un futuro. Nel racconto della tragica sera che ha portato via il compagno Francesco, la sua voce si fa limpida e potente: “La tua vita può finire anche se continui a vivere”, scrive. È da quella frase che tutto comincia: dal momento in cui il mondo si frantuma, ma il cuore, nonostante tutto, continua a battere.
Durante la presentazione, l’autrice ha spiegato come la scrittura sia stata per lei un atto terapeutico, una forma di resistenza e di rinascita: “Scrivere mi ha aiutata a liberare le emozioni.“ Dopo la perdita, Amalia intraprende un percorso di ricostruzione fatto di piccoli passi. La psicoterapia, racconta, è stata fondamentale per sé e per i suoi figli; ma la vera forza è arrivata anche dal valore degli affetti e dalla scoperta di una nuova spiritualità. Non una fede tradizionale, bensì la filosofia buddista, che le ha insegnato ad accogliere il presente e a vivere “il qui e ora”.
Nella conversazione, Amalia ha ricordato l’importanza delle amicizie vere – l’onnipresente Paolo, Gabriela, Carmen e Irinel – e poi la seconda grande sfida della vita: la malattia. Ha raccontato la paura del momento della diagnosi, l’impotenza ma anche la forza e la fiducia che si fanno immediatamente spazio dentro di lei. Una storia che, come il cuore sulla copertina, arde e pulsa, trasformando il dolore in coraggio. Perché quando la vita sembra volerti togliere tutto, è lì che devi combattere.
“In un battito di cuore” non è solo il racconto di una donna che ha affrontato la malattia e il lutto. È un invito a credere nella resilienza, a non avere paura della fragilità, a trasformare la sofferenza in energia vitale. Le parole di Amalia Petrovics – semplici, sincere, luminose – ci ricordano che il coraggio non è l’assenza della paura, ma la scelta di andare avanti nonostante tutto. E forse, proprio lì, in quel cuore che continua ad ardere, si nasconde la più vera forma di speranza.
Foto di Nicola Tognetti












