Un altro intervento di restauro per permettere alla chiesa di Santa Maria Assunta a Vitoio, risalente all’epoca longobarda, di tornare al suo antico splendore.
Sono da poco cominciati i lavori per la conservazione della cinta muraria e della facciata della chiesa, resi possibili grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Banca del Monte di Lucca, e della stessa parrocchia, che in questi anni ha raccolto fondi attraverso iniziative e grazie alla generosità dei numerosi visitatori. A incidere sull’aumento delle presenze è stato anche il progetto “Sulle orme di Pietro da Talada”, che ha contribuito a far conoscere la chiesa a un pubblico sempre più ampio.
Si tratta di un intervento imponente, che segna una nuova fase all’interno di un percorso di recupero iniziato nel 2014 con il restauro del soffitto ligneo del ‘600, successivamente del coro ligneo del ‘700, in seguito della Madonna con Bambino del ‘500 attribuita alla bottega dei Mantegazza. Del muro, oggetto dei lavori, si hanno le prime informazioni nel ‘700, in un documento in cui venivano indicate le spese, conservato nell’archivio parrocchiale. Venne già chiesto un contributo per rinforzare il muro, minacciato dalla montagna, ed è a quella data, il 1784, che risale l’ultimo intervento di ampliamento.
È importante ricordare che la conservazione di tutte le opere presenti, è stata resa possibile grazie a don Mario Ratti, prete a Vitoio per 60 anni, che ha preservato tutto grazie alla sua cura e alla sua conoscenza, impedendo che parte di un patrimonio artistico così importante andasse perduta. Fu inoltre lui, di tasca propria, a pagare il primo sistema di allarme, dopo un tentativo di furto negli anni ’80; il sistema è stato poi aggiornato nuovamente a maggio grazie al contributo dell’ 8×1000.
Il restauro è diretto dall’architetto Maria Elena Magnani e dalle ditte Lorenzo Lanciani e Donati Edilizie.
Oggi, con l’avvio di questo nuovo cantiere, la comunità di Vitoio rinnova un impegno che attraversa secoli: custodire un luogo che non è soltanto architettura, ma memoria viva. Ogni intervento, ogni contributo, ogni gesto di cura restituisce alla chiesa di Santa Maria Assunta la possibilità di continuare a parlare al presente con la forza della sua storia centenaria. E se questo patrimonio è arrivato sino a noi integro e autentico, lo si deve a tutti coloro che, come don Mario Ratti, lo hanno difeso con dedizione instancabile, riconoscendone il valore quando ancora non esistevano fondazioni o progetti culturali.
Grazie ai lavori da poco iniziati, e a tutti quelli fatti in precedenze, questa chiesa sopravvissuta a guerre, frane e secoli di trasformazioni, continuerà a essere un punto di riferimento per chi la abita, la visita e la ama. Un segno concreto di gratitudine verso il passato e di responsabilità verso il futuro.
