Esiste un collegamento diretto tra la Valle del Serchio e i vertici dell’astronomia europea. Mentre la comunità scientifica internazionale segue con attenzione il passaggio della cometa interstellare 3I/ATLAS, l’Osservatorio Astronomico “G. Pascoli” partecipa attivamente alla campagna di monitoraggio di questo raro oggetto proveniente dallo spazio profondo.
La cometa 3I/ATLAS è un oggetto di eccezionale interesse: gli scienziati stimano che abbia oltre 7 miliardi di anni, una datazione che la rende più antica del nostro sistema solare. Viaggia a una velocità iperbolica che ha toccato i 250.000 km/h e proprio oggi, 19 dicembre 2025, ha raggiunto la minima distanza dalla Terra (circa 270 milioni di chilometri). La sua composizione chimica è anomala, con un’altissima concentrazione di metanolo e vapori di nichel, elementi che la distinguono nettamente dalle comete nate nel nostro sistema.
L’attività di ricerca si avvale della collaborazione con l’Osservatorio del Teide, gestito dall’Instituto de Astrofísica de Canarias (IAC). Situato a 2.390 metri di altitudine sulla vetta di Tenerife, l’osservatorio è considerato uno dei “templi” dell’astronomia mondiale. Insieme alle Hawaii e al Cile, il Teide è infatti uno dei tre siti con le migliori caratteristiche atmosferiche del pianeta: l’assenza di inquinamento luminoso e la stabilità dell’aria (il cosiddetto seeing) permettono osservazioni di una nitidezza impossibile altrove.
Inaugurato nel 1964, è oggi uno dei maggiori osservatori internazionali, ospitando telescopi solari e notturni di oltre 60 istituzioni da 19 paesi. In questo contesto, l’astrofilo Roberto Bacci, membro della rete IAWN, ha ottenuto l’accesso all’IAC80, un telescopio professionale da 82 cm. Questo strumento, fiore all’occhiello della tecnologia spagnola, è dedicato a programmi di ricerca astrofisica d’avanguardia e viene ora utilizzato per analizzare l’indice di colore della cometa e testare tool sperimentali per le misurazioni di precisione.
I dati raccolti al Teide vengono integrati con le osservazioni effettuate in Garfagnana tramite il telescopio Newton da 0,4 metri dell’osservatorio di Castelvecchio. Questa sinergia dimostra come il rigore scientifico e la strumentazione amatoriale evoluta possano dialogare alla pari con i centri di ricerca più prestigiosi d’Europa.
I dettagli di questa ricerca e le immagini raccolte verranno presentati da Roberto Bacci il prossimo 19 gennaio presso l’UNITRE di Barga. Un appuntamento fondamentale per capire come la passione locale e le eccellenze tecnologiche mondiali si uniscano per svelare i misteri degli oggetti interstellari.
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Castelvecchio: l’Osservatorio “G. Pascoli” studia la cometa interstellare 3I/ATLAS
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