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Redazione
ANNO XIVmercoledì 9 Settembre 2026
san romano in garfagnana

Maria Rita Mattei, una “guerriera fragile” col cuore di una donna forte: il suo libro alla Villetta

Domenica 28 dicembre, alla stazione della Villetta (ristrutturata da poco, che ospiterà un centro culturale giovanile), Maria Rita Mattei ha presentato il suo libro “Guerriera Fragile, racconto autobiografico”, introdotta dalla sindaca di San Romano in Garfagnana Raffaella Mariani e coordinato dall’assessora Laura Masini che ha anche organizzato l’incontro. 

Maria Rita vive ora nel comune di Coreglia, ma è originaria e ha vissuto a lungo proprio a Villetta. Infatti ha ancora molti amici e familiari che sono venuti a darle man forte e a sostenerla in questa sua pubblicazione, che racconta una parte importante della sua vita: quella di una madre, con i suoi tre figli, e della sua vita, in modo sincero e prezioso, dei momenti complicati e di come è riuscita a superarli. 

La storia inizia quando lei e suo marito decidono di avere un figlio. Purtroppo, questa aspirazione non si concretizza; anzi, dà origine ad una serie problematiche complesse, iniziate proprio con una gravidanza finita in malo modo, dopo una lunga degenza in ospedale, e poco prima dei suoi termini naturali. Racconta lei stessa: “Poi è iniziato un calvario durato sei anni“, fatto di molti tentativi di avere un bambino senza successo. Il passo successivo, ovviamente non facile, fu quello di intraprendere la strada di un’adozione internazionale.

Maria Rita racconta a lungo dell’adozione (erano gli anni 2000) di un bimbo che si trovava in un orfanatrofio in Ucraina, di come andò l’incontro con lui che aveva pochi mesi, e di come riuscirono a portarlo a casa. Racconta sempre Maria Rita nel retro della copertina del libro: “Col trascorrere dei mesi noto che c’è qualcosa di strano in questo esserino indifeso: quasi tutto lo spaventa, i rumori, le persone che incontriamo, la sua nuova vita probabilmente lo spaventa, forse anche l’amore che provo per lui. Il primo segnale di questa stranezza è il suo sguardo sempre rivolto verso l’alto, mai diretto verso di me“. 

Questa stranezza di Tommaso – così si chiama il bimbo che ha ora 26 anni – si concretizza in una diagnosi di autismo, fatta dei dottori della Stella Maris di Calambrone. Maria Rita parla benissimo del centro e dei suoi dottori. Quando Tommaso ha due anni, cammina ma non parla, ha paura di tutto; Maria Rita si accorge di aspettare un bambino. Poi ne arriverà un terzo, ancora maschietto, alcuni anni dopo. 

Tommaso è presente alla Villetta e racconta che cosa fa il giorno: lavora in una fattoria, dà da mangiare alle galline e cura l’orto, poi serve ai tavoli, in questo ristorante nella fattoria, in un paesino del comune di Coreglia, Piastroso, e vive a Vitiana – anche questo un paesino che ha appena 70 abitanti, che non gli crea disagio perché conosce tutti e tutti lo conoscono e interagiscono con lui.

Maria Rita racconta poi delle esperienze scolastiche di Tommaso, per la maggior parte positive, e delle esperienze post-scolastiche, in associazioni che lo hanno aiutato molto come il “Progetto Scipione” a Lucca o “La Foresta dei Sogni” in Garfagnana e Media Valle. L’idea di base è quella di associarsi e consociarsi con altre famiglie che hanno problematiche simili, per condividere e aiutarsi reciprocamente.  

Maria Rita ha voluto infine ringraziare particolarmente la dottoressa Annalisa Bani, che l’ha molto aiutata con Tommaso e che, purtroppo, è prematuramente scomparsa lo scorso gennaio rimasta coinvolta in un incidente stradale a Gallicano, vicino al supermercato Conad. 

Il libro è breve, ma intenso. Quella di Maria Rita è una storia positiva e il ringraziamento più grande è quello di averla voluta condividere con tutti noi.

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