Nel dibattito sul nuovo “scontro informativo” non ci sono più soltanto Facebook, Instagram, TikTok o i motori di ricerca. Nella competizione per l’attenzione sono entrati anche i sistemi di intelligenza artificiale generativa, che intercettano domande, riassumono contenuti e spesso trattengono il pubblico senza portarlo fino alla fonte originaria. Per una testata territoriale come La Gazzetta del Serchio, che lavora su Garfagnana e Media Valle del Serchio, il nodo non è quindi solo la concorrenza tra social e giornali, ma la trasformazione dell’intero ecosistema informativo: social, algoritmi, notifiche, motori di ricerca e chatbot IA mediano il rapporto tra lettore e notizia (Reuters Institute, Digital News Report 2025; Trends and Predictions 2025).
I dati italiani aiutano a capire la portata del fenomeno. Nell’Osservatorio annuale sul sistema dell’informazione pubblicato da AGCOM nel 2025, su dati riferiti in prevalenza al 2024, i social network risultano il principale strumento online di accesso alle news con il 19,8%, mentre i siti e le app di quotidiani e periodici si fermano all’11,8%; inoltre il 50,5% degli iscritti ad almeno un social dichiara di venire a conoscenza di notizie e informazioni sui social prima che su altri mezzi (AGCOM, Osservatorio annuale sul sistema dell’informazione 2025, dati 2024). La concorrenza riguarda anche l’ordine con cui il pubblico incontra le notizie.
Sul piano locale il quadro è simile. Nella Review of Local Media in the UK pubblicata da Ofcom nel luglio 2024, basata soprattutto sulla Local Media Survey 2023, il 38% degli adulti usa gruppi o account social per notizie e contenuti locali; il 26% usa siti o app di quotidiani locali e, in media, le persone ricorrono a circa due fonti diverse per ciascuna categoria di notizie e informazioni locali (Ofcom, Review of Local Media in the UK: initial findings, 2024, su survey 2023). Non è una sostituzione totale del giornale locale, ma una redistribuzione dell’attenzione: i social si prendono spesso il primo contatto, mentre il giornale rischia di perdere frequenza d’uso e pubblico occasionale.
Il problema, per gli editori, è che i social trattengono attenzione ma restituiscono sempre meno traffico. Il Reuters Institute ha rilevato nel Digital News Report 2024 che nel 2023 i referral (traffici provenienti dai social verso i siti dei giornali) nei confronti dei publisher sono diminuiti del 48% da Facebook e del 27% da X, segno del ridimensionamento delle piattaforme come canale d’accesso ai siti giornalistici (Reuters Institute, Digital News Report 2024; executive summary, giugno 2024, dati 2023).
A rendere ancora più complesso il quadro è arrivata l’intelligenza artificiale. Il Reuters Institute segnala nel Digital News Report 2025, pubblicato nel giugno 2025, che le chatbots IA vengono usate come fonte di notizie “per la prima volta”: nel complesso dal 7% degli intervistati ogni settimana, ma dal 15% tra gli under 25. Nello stesso rapporto si osserva che gli editori guardano con preoccupazione all’integrazione di riassunti AI e altre funzioni informative nelle grandi piattaforme, perché potrebbero ridurre ulteriormente il traffico verso i siti d’origine (Reuters Institute, Digital News Report 2025, dati 2025). Lo scontro informativo, insomma, non è più solo tra giornali e social: è tra chi produce informazione verificata e un ecosistema di intermediazione che sintetizza e trattiene l’attenzione.
Eppure i giornali locali conservano un vantaggio decisivo: la credibilità. Sempre AGCOM, nell’Osservatorio 2025 su dati 2024, rileva che l’“alto livello di fiducia” attribuito ai social è pari al 15,7%, mentre per altre fonti informative online i valori oscillano tra il 27% e il 33% (AGCOM, 2025, dati 2024). E la ricerca qualitativa di Ofcom pubblicata nel 2024 mostra che, quando le persone valutano le fonti locali, percepiscono un trade-off fra tempestività e accuratezza: apprezzano l’istantaneità dei social, ma riconoscono che l’informazione affidabile richiede tempo di verifica; inoltre tendono a fidarsi più di tv, radio e stampa locale che dei contenuti trovati sui social o nelle app di messaggistica (Ofcom, Local News and Media in the UK, qualitative consumer research, 2024).
Per una testata come La Gazzetta del Serchio questo significa che inseguire i social sul terreno della pura velocità sarebbe un errore. La posizione significativa si difende rafforzando ciò che i social e, in parte, anche i sistemi IA non possono garantire con la stessa autorevolezza: verifica, continuità, conoscenza del contesto, memoria dei fatti e utilità pubblica. Ofcom, nel secondo rapporto della Review of Local Media pubblicato nel novembre 2024, ribadisce che un’informazione locale affidabile e accurata svolge una funzione fornisce aggiornamenti utili, sostiene la democrazia locale e aiuta a chiamare il potere a rispondere delle proprie scelte (Ofcom, Review of Local Media in the UK, Part 2, 2024).
Tradotto sul territorio del Serchio, questo vuol dire presidiare con continuità ciò che nessun flusso social riesce davvero a sostituire: decisioni dei Comuni, sanità, scuola, mobilità, dissesto idrogeologico, lavori pubblici, economia locale, sport del territorio, associazionismo, servizi e vertenze. Il valore non sta nel post rapido, ma nella capacità di spiegare chi decide, con quali effetti e per chi. Dove manca un’informazione locale credibile, avverte Ofcom, crescono i rischi di disinformazione e di indebolimento del legame civico (Ofcom, Part 2, 2024).
La seconda risposta è il rapporto diretto con i lettori. Se il modello dei referral si indebolisce, i social devono diventare una porta d’ingresso, non la casa editoriale. Da questo punto di vista sono indicativi i dati raccolti da LION Publishers nel 2024 tra editori locali e indipendenti: la quota di testate con newsletter è salita dall’81% nel 2022 al 95% nel 2024, mentre gli eventi sono passati dal 34% nel 2021 al 60% nel 2024; nello stesso studio aumenta anche il numero medio di canali ritenuti efficaci per raggiungere il pubblico, da 4,7 nel 2022 a 5,9 nel 2024 (LION Publishers, “Social is down, newsletters are up”, luglio 2024).
C’è poi un terzo livello, che riguarda il metodo giornalistico. L’American Press Institute, nella guida Practicing Engaged Journalism pubblicata nel febbraio 2025, definisce l’engaged journalism come una pratica inclusiva che mette al centro i bisogni informativi della comunità, crea spazi collaborativi e costruisce relazioni di fiducia fra giornalisti e pubblico (American Press Institute, 2025). Per un giornale locale significa ascolto sistematico del territorio, trasparenza sulle scelte editoriali, correzioni visibili, incontri pubblici, coinvolgimento di scuole, associazioni e realtà civiche.
La conclusione, per una testata online che lavora in un territorio definito, è netta. Social e IA possono essere strumenti di distribuzione, sintesi e intercettazione dell’attenzione, ma non sostituiscono il lavoro di una redazione radicata. Per La Gazzetta del Serchio la risposta non è difendere astrattamente uno spazio “contro” le piattaforme, bensì rendere evidente ogni giorno che senza un giornale locale credibile il territorio capirebbe peggio sé stesso. E questo si ottiene con informazione esclusiva e di servizio, canali diretti, relazione costante con i lettori e una reputazione di affidabilità riconoscibile anche nell’ecosistema digitale.
Fonti essenziali: AGCOM, Osservatorio annuale sul sistema dell’informazione 2025 (con dati 2024); Ofcom, Review of Local Media in the UK, initial findings, luglio 2024, e Part 2, novembre 2024, basati anche sulla Local Media Survey 2023; Ofcom, Local News and Media in the UK, qualitative consumer research, 2024; Reuters Institute, Digital News Report 2024 e 2025, e Trends and Predictions 2025; LION Publishers, Social is down, newsletters are up, 2024; American Press Institute, Practicing Engaged Journalism, 2025.