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Redazione
ANNO XIVgiovedì 24 Settembre 2026
editoriale

Marine e Antoine: grazie a Giovanni Alberigi per averci ricordato il bello di questo mestiere

Il mestiere del giornalista è difficile, carico di responsabilità, con orari lunghi, anche notturni e festivi, ma è sempre meglio che lavorare”. Così recita la celebre battuta attribuita a Luigi Barzini jr.

E così ci sentiamo di sottoscrivere noi che, alle ore 22.32 di mercoledì sera, dopo aver scritto, corretto e impaginato articoli per quasi 10 ore senza soluzione di continuità, stando attenti – più o meno – ad ogni riga pubblicata, troviamo ancora la forza di entusiasmarci leggendo il favoloso reportage che l’amico e collaboratore Giovanni Alberigi ha realizzato su Marine ed Antoine – i due ragazzi francesi che hanno destato curiosità e interesse, in questi giorni, per aver attraversato la Garfagnana e Media Valle del Serchio su di una roulotte d’altri tempi trainata da cavalli.

Giovanni è partito – è proprio il caso di dirlo – al galoppo e, con spirito da cronista, ha subito inviato alla redazione la segnalazione del loro passaggio sulla Lodovica, chiedendosi chi fossero questi misteriosi viaggiatori d’altri tempi e lanciando un invito affinché i lettori de La Gazzetta del Serchio lo aiutassero a ricostruire la loro storia.

Ebbene, l’articolo (che potete leggere qui) è diventato virale in poche ore sui social network. Su Facebook 217 “mi piace” sotto il suo articolo, 61 commenti, 36 condivisioni. Un totale di 4 mila 233 letture. Piano piano, grazie al tam tam sui social e alle lettere arrivate in redazione, è emersa l’identità dei cocchieri d’antan. E allora Giovanni ha potuto ricostruire la loro storia nel dettaglio (leggete qua) riscuotendo ulteriore successo con il suo pezzo e collezionando ben 2 mila 213 letture.

A questo punto, non poteva mollare l’osso. E non lo ha fatto. Anzi. Ha fiutato la storia ed ha raggiunto i due giovani d’Oltralpe. Li ha intervistati (leggetela), macinando altre 800 letture, e poi li ha “braccati” di nuovo, con sua moglie Emanuela (leggi), mentre approdati in Lucchesia, lasciatisi alle spalle ormai la Valle del Serchio, erano intenti a proseguire altrove il loro fiabesco viaggio a quattro chilometri all’ora.

Giovanni non solo ha cumulato 8 mila letture in tre giorni. Ha toccato con mano la notizia. Ha sentito il brivido del cronista che indaga. Ricerca. Scova. Ha vissuto un’esperienza umana, prima ancora che professionale, che lo ha portato ad instaurare un rapporto di amicizia. Di scambio.

Giovanni, complimenti.

Il tuo esempio è una lezione per tutti coloro che sognano, un giorno, di fare questo mestiere nella vita o anche solo di raggiungere l’agognato tesserino: ci vogliono curiosità, intraprendenza e spirito di avventura.

Tu hai dimostrato di averli.

Bravo.

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