“Un festival molto operativo e concreto, non una celebrazione, ma l’occasione per tracciare una rotta e fissare per le Regioni una nuova funzione generativa, motore della modernità del nuovo Stato italiano”, a dirlo il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che parlando con la stampa in apertura della terza ed ultima giornata del quinto Festival delle Regioni, ha sottolineato il taglio operativo assunto dalla manifestazione, in sintonia con quanto sollecitato anche dal presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella.
Il presidente Giani ha citato l’esempio delle ‘Case di comunità’, “una rivoluzione nei livelli di sanità territoriale, che mostra all’Europa la nostra capacità di proporre modelli di welfare innovativi e servizi, che però necessitano di Fondi di coesione per essere gestiti e mantenuti”. “Per questo – ha detto Giani – nell’incontro con il Ministro Fitto le Regioni hanno chiesto con assoluta compattezza che non venga abbassato il livello dei finanziamenti da Fondi di coesione nei prossimi sette anni, e contemporaneamente hanno chiesto di avere l’autorità per gestirli, senza che questa funzione sia centralizzata”.
“Senza un’articolazione attraverso le Regioni – ha aggiunto Giani – il nostro sistema sanitario sarebbe sicuramente molto più povero, e lo stesso vale per la protezione civile, la difesa del suolo, le infrastrutture, sia fisiche che digitali, e per l’innovazione e l’intelligenza artificiale, dove è interessantissimo quanto sta emergendo anche attraverso il confronto con i Comuni”.
A chi voleva sapere, in sintesi, cosa le Regioni chiedessero al Governo, Giani ha risposto: “Risorse, soprattutto per la sanità. E poi l’abilitazione di tutta una serie di misure necessarie per contrastare il caro vita, ad esempio il fondo per il sostegno agli affitti, necessario ai Comuni per supportare situazioni di disagio. Vorremmo inoltre, nella legge Finanziaria, risorse per completare o realizzare quelle infrastrutture che servono per modernizzare il Paese. Abbiamo il bisogno di supporto ai cittadini, ad esempio limitando le accise e conseguentemente l’aumento dei costi al carburante”.
“Il futuro è passato da qui – ha concluso Giani – perché in questi giorni abbiamo trovato fra presidenti di Regioni intesa, energia e sinergia. Ieri nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio abbiamo respirato quella che è stata la storia della Toscana e dell’Italia, ma dalla storia siano passati al futuro e abbiamo prodotto un lungo elenco di indicazioni che dimostra proprio la ‘funzione generativa’ delle Regioni e il contributo concreto che esse possano dare all’innovazione dello Stato italiano”.
Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha infine accompagnato con queste parole la visita ai giornalisti presenti nella sala stampa del Festival delle Regioni, che chiude oggi il suo programma di incontri e appuntamenti: “L’impegno dei giornalisti che hanno seguito con costante attenzione e disponibilità tutto il percorso del Festival delle Regioni è la migliore testimonianza del valore insostituibile dell’informazione nel rendere conoscibile e trasparente il dibattito fra le istituzioni e alimentare il necessario confronto con l’opinione pubblica. Le scelte politiche dovrebbero sempre essere oggetto di un dibattito ampio e informato, che è parte essenziale del processo democratico. La Toscana in questo ha una tradizione storica che a Firenze e in tutta la regione, fin dal Settecento, ha visto nascere le prime gazzette e i primi giornali e crescere l’influenza di un’opinione pubblica che a livello locale e nazionale ha partecipato attivamente alla nascita dello Stato unitario prima e poi alla Repubblica, con il ritorno della libera stampa dopo il ventennio fascista. Il lavoro quotidiano dei giornalisti che oggi seguono il Festival a Firenze, nella Sala stampa di Palazzo Vecchio e nelle loro redazioni, qui e in Italia, è il segno di una libertà civile e di un impegno professionale che continua e si rinnova”.