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Redazione
ANNO XIVmercoledì 28 Ottobre 2026
l'espresso delle 11.15

Agatha Christie e il Castello di Coreglia: un giallo alla Hercule Poirot

“Mi domando se sareste capace di commettere un delitto, Poirot” chiese il medico. “Scommetto che riuscireste a farla franca. Anzi, a ben pensarci, sarebbe fin troppo facile per voi. Voglio dire che questa eventualità non va neanche presa in considerazione; sarebbe assolutamente troppo poco sportivo”.

“Questo” concluse Poirot “è un concetto tipicamente anglosassone”.

(Il sogno, A. Christie)1

Questo racconto di Agatha Christie del 1939, Il sogno, contiene ben due premonizioni: una fa parte della trama stessa e l’altra di una trama futura che all’epoca nessuno avrebbe previsto.2

Il personaggio di Hercule Poirot nasce nel primo romanzo della Scrittrice, Poirot a Styles Court, esattamente centodieci anni fa, nel 1916, a Spa, un’aristocratica cittadina termale nelle Ardenne belghe.

Frequentata da Case Regnanti e alta borghesia e definita il Caffè d’Europa, tra i suoi ospiti annovera anche la Regina del Belgio Maria Enrichetta Asburgo-Lorena che nel 1895 vi si trasferì definitivamente.

Un collaterale ramo degli Asburgo-Lorena aveva invece eletto a residenza reale estiva un luogo che per le frequentazioni internazionali di alto livello venne nominato la piccola Europa: le terme di Bagni a Corsena, oggi Bagni di Lucca.

Entrambe le località condividevano, oltre alle note proprietà terapeutiche e alla ricercata eleganza, una cornice paesaggistica rigenerante e accogliente, con delle fioriture spettacolari. Ma, si sa, per rimanere in ambito botanico, non c’è rosa senza spine e difatti tra giunchiglie dorate e narcisi dei poeti facevano capolino fiori dalla personalità decisamente più minacciosa.

Così, se i semi dello Strychnos, da cui si estrae la stricnina, il primo veleno su cui indaga un intelligente e intuitivo Poirot, arrivava in Inghilterra da un robusto albero orientale, la spontanea Digitalis Purpurea colora di rosso anche i prati nostrani, nonché un nuovo inquietante caso per il famoso investigatore Poirot3. Si tratta di un’infiorescenza che par fatata, dal profumo pressoché inesistente ma dal nettare altamente zuccherino e Giovanni Pascoli nel 1904 le dedica un poemetto dal fascino enigmatico come il fiore, Digitale purpurea appunto, sublimemente descritto:

“…quel segreto canto misterioso, con quel fiore, fior di…? morte…(…) /Ché si diceva: il fiore ha come un miele che inebria l’aria; un suo vapor che bagna
l’anima d’un oblìo dolce e crudele.
”4

Invece, la “sabbatica” Datura Stramonium, altra ingannevole presenza dei declivi vallivi, ha calici che paiono alati e (non) stupisce la loro somiglianza proprio con gli abiti di una strega in volo: si aprono solo sul far della sera e ad ottobre sono ancora fioriti. Chiamata Pomme épineuse in francese, per i suoi frutti che ricordano delle mele spinose, in Italia è altresì nota come erba del diavolo.

Forse tale inequivocabile epiteto lo deve al fatto che pur avendo un aspetto ammaliatore è venefica in ogni sua parte?

Ma quando calano le ombre della notte un’altra tossifera pianta, perfettamente acclimatatasi dal Perù fin dal millecinquecento, emana un’irresistibile fragranza allo schiudersi delle corolle: la Mirabilis Jalapa, la Bella di notte. Lo stesso stelo di questo alberello flessuoso può portare boccioli di differente colore o, addirittura, petali di diversi colori possono formare un’unica corolla; questa affascinante quanto intrigante  particolarità, agli inizi del ‘900, l’ha resa oggetto di studi sull’ereditarietà genetica.

Per quanto possa tingersi di tinte fosche, la Natura ci è comunque amica e dagli stessi vegetali capaci di procurare la dipartita, tutt’ora si estraggono principi attivi che, in dosi  attentamente calibrate, si rivelano rimedi curativi. Ben lo sapeva Chirone, unico tra i mitologici Centauri ad essere saggio ed erudito nonché conoscitore della flora dei boschi, che li usava scegliendoli per le loro virtù terapeutiche. Tanto sarà valente in quest’arte che potrà trasmettere i suoi insegnamenti ad Asclepio, futuro dio greco della medicina.

Nei verdeggianti pendii della Valle del Serchio, è generosa la presenza di una piantina che porta il suo nome, la Chironia centaurium, nota semplicemente come Centaurea, che su ogni stelo porge gentili mazzolini di fiori stellati. Più benefica che nociva, eppure insidiosa se non usata con cautela.

Le due innocenti cittadine termali condividono un ulteriore temibile vegetale di cui lo stesso nome incute spavento: l’Atropa belladonna. Perfino il suo comportamento richiama il mistero poiché diventa invisibile in inverno rifugiandosi nel sottosuolo, riappare in primavera e dopo la fioritura si ingioiella di bacche nere come le tenebre.

Ma la famosa scrittrice di gialli Agatha Christie, l’investigatore Hercule Poirot, le due Stazioni Termali più à la page del loro secolo e qualche esempio noir della flora locale da quale ordito sono uniti?

La magia. Non quella degli incantesimi tout court ma la magia che opera la conoscenza, che richiede curiosità e metodo.

Così, i botanici conducono indagini, raccolgono prove e campioni negli exsiccata, esplorano, annotano e formulano conclusioni. E ci consegnano una parte di mondo, quello che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni senza vederlo.

Alexandre Louis Simon Lejeune, nelle Ardenne e nel territorio di Spa; Giovanni Andrea Ansano Giannini e Benedetto Puccinelli nella Valle del Serchio e nel Castello di Coreglia.

E Agatha prende appunti e li trasforma in trame che dovranno essere districate dall’acume di Poirot.

Forse nella prossima passeggiata che faremo guarderemo con diverso sguardo l’apparente innocenza di un angolo lussureggiante. Con o senza la luna piena.

Dimenticavo… a meno che non vi sentiate un po’ Centauro e un po’ Asclepio, rammentare i saggi proverbi può essere cosa utile: guardare ma non toccare!

Cinzia Troili

1Il sogno, A. Christie. (I Grandi Investigatori – Racconto tratto da Il caso del dolce di Natale e altre storie.  Edizione speciale per GEDI Gruppo Editoriale S.p.A., 2021, pag. 46).

2Scritto durante il secondo conflitto mondiale ma pubblicato nel 1975, la trama del romanzo Sipario: l’ultima avventura di Poirot, è fedele al titolo. Poco dopo la sua pubblicazione, Agatha Mary Clarissa Miller in Christie, si spegnerà nella sua casa di Winterbrook House, nel 1976, esattamente cinquant’anni fa. 

3Appuntamento con la morte, del 1938.

4Digitale purpurea, Primi Poemetti, G. Pascoli, 1904 (Ed. Newton, 2011 – Pascoli, Tutte le poesie- pag. 127).

FOTO: Digitalis Purpurea

          Mirabilis Jalapa

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