Ogni anno, a fine ottobre, a Lucca si riversa un popolo multicolore: fatto di costumi, maschere e fantasia. Sono i cosplayer, che riempiono strade, piazze e il cerchio arborato delle mura urbane.
Immancabilmente, dietro ai costumi e i loro interpreti, ci sono una miriade di fotografi, professionisti o meno, pronti ad immortalare, con milioni di scatti, questi modelli sempre disponibili a posare, in qualsiasi momento e luogo. Basta un cenno e, come per magia, assumono le pose migliori: già studiate e preparate con cura, come gli abiti e i costumi che indossano (spesso, autocostruiti, con precisione certosina, nei mesi precedenti).
La Gazzetta del Serchio ha colto l’occasione per avvicinare alcuni di questi fotografi per capire se lo fanno per passione o professione ed anche per avere il loro punto di vista, ovvero quello di chi sta dall’altra parte dell’obiettivo.
Il primo è Giuseppe Vannini: “Per me, fotografare, è una passione da una vita”. Giuseppe è uno dei tanti semi-professionisti. Spesso, infatti, il confine fra l’amatore e il professionista non è dato dalla qualità degli scatti, ma dalla fonte di guadagno. Per lui, Lucca Comics&Games è un ritrovo annuale dove incontrare vari amici e passare la giornata fra l’imbarazzo della scelta dei soggetti da fotografare.
Poi c’è Claudio Bianchi: “La mia è una passione professionale” risponde. Non lo fa di mestiere, ma anche lui è uno dei tanti che ha raggiunto livelli di qualità paragonabili ad un professionista. Fa parte di un gruppo fotografico, “Lo scatto”, di Lucca, ma anche di Gubbio e di altre città. Claudio ha iniziato a fotografare già nei ’60, anni in cui la pellicola o diapositiva era la base di ogni fotografo e la stampa un obbligo se si voleva vedere cosa usciva fuori; poi l’arrivo del digitale ha imposto un cambio radicale del modo sia di fotografare che di usufruire delle immagini. Appassionato di foto dei rally, Claudio ama anche il mondo dei cosplayer per i costumi e i loro dettagli – in alcuni casi di notevole fattura -, ma anche per l’interpretazione che chi li indossa riesce a dare del personaggio scelto.
Altro fotografo è Luca Bellandi di Pescia che, invece, si dichiara neofita del mondo fotografico, avendo iniziato da poco un corso per coltivare quella passione che si porta dentro da una vita e a cui oggi, finalmente in pensione, può liberamente dare sfogo. Luca appassionato di fantasy, avendo letto molto degli autori di questo mondo fantastico. Oggi è a caccia dell’immagine di questi personaggi.
Ma c’è anche Roberto Buonafina di Genova, che lo fa sia per professione che per passione. Come in questa occasione. Qui, ai Comics di Lucca. A lui chiediamo quali sono gli aspetti negativi di questo mestiere, dove il pubblico è abituato a vedere i fotografi sempre in prima fila ad eventi e spettacoli: “Nel mondo digitale di oggi – dice – fare il fotografo non è così facile come sembra; l’uso dei cellulari, che ha permesso ad ognuno di diventare un fotografo, rende sempre più difficile riuscire a distinguersi. L’avvento dell’intelligenza artificiale, poi, se da una parte aiuta notevolmente sia il professionista che il dilettante, dall’altra rischia di uniformare i risultati e la differenza la farà sempre di più l’esperienza e la fantasia umana”.
Per finire, due amici: Andrea Morandi e Mario Bini, entrambi lucchesi, che, da veri appassionati, non si fanno sfuggire, ogni anno, questo appuntamento. Ad entrambi piace l’accostamento cromatico dei costumi. Non hanno una predilezione di maschere o generi. Ambedue sottolineano la pacifica invasione di tanti giovani che, in maniera educata, riempiono la città.
Insomma. Che si tratti di fotografi appassionati o di professionisti, Lucca Comics ed Games è sicuramente un palcoscenico a cielo aperto, dove trovare soggetti di ogni tipo, per dar libero sfogo alla fantasia e creatività di chi ama questo genere fotografico.
Foto di Roberto Pardini
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