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Redazione
ANNO XIVdomenica 8 Novembre 2026
castiglione di garfagnana

Tutto esaurito per “La Valle dei Libri” a Castiglione: con Salvatore Liggeri un viaggio nello spirito

Non siamo solo uno spirito all’interno di un contenitore. L’essere umano riesce ad andare oltre e lasciare un’impronta di sé ovunque lo porti il suo cammino; luoghi che sembrano custodire le domande più intime, i silenzi dimenticati e la segreta speranza di un ritorno.

Ieri pomeriggio, nella sala consiliare di Castiglione di Garfagnana, il terzo – fortunato – appuntamento con la rassegna letteraria itinerante e permanente “La Valle dei Libri”, ideata e promossa da La Gazzetta del Serchio con il patrocinio del Circolo della Stampa di Lucca, si è trasformato, provvidenzialmente, in un intenso viaggio nell’anima e in un vero e proprio rito laico di comunità.

A guidare il pubblico in questo evento, patrocinato dal comune di Castiglione di Garfagnana e dalla Pro Loco con la collaborazione dell’associazione Ama Cultura, è stata la giornalista Elisa Togneri che ha audacemente condotto il dibattito a partire dalle pagine di “A due passi dal Tibet“: il best-seller pubblicato dallo scrittore e viaggiatore Salvatore Liggeri.

Ad aprire l’incontro è stato il direttore del quotidiano, Andrea Cosimini, il quale ha voluto subito mettere in chiaro l’intento dell’iniziativa culturale: “Con “La Valle dei Libri” abbiamo rifuggito la tentazione di abbinare il cibo alla letteratura per attirare pubblico – ha esordito –. Vogliamo invece fare spazio al pensiero autentico e alla riflessione. E la presenza ai nostri eventi, sempre così nutrita, è uno sprone a proseguire su questa strada“.

Un’esigenza di verità ripresa, a stretto giro, dal vicesindaco di Castiglione di Garfagnana, Flavio Guazzelli. “Non siamo abituati a una sala così gremita e viva per appuntamenti letterari come questo – ha osservato il rappresentante dell’amministrazione -; evidentemente questo autore ha toccato le corde giuste e ci fa immenso piacere essere qui tutti insieme“.

A dare voce all’identità del territorio ci hanno pensato poi Alice Marzocchini per la Pro Loco di Castiglione di Garfagnana, ricordando la propria scelta intima di vita a contatto con la natura, e Matteo Marcalli, presidente di Ama Cultura. “La Garfagnana – ha sottolineato Marcalli – è soprattutto una straordinaria e irrinunciabile miniera di cultura“.

Al centro del pomeriggio, il racconto – profondo e generoso – di Salvatore Liggeri, classe 1993, che ha ripercorso la propria radicale metamorfosi esistenziale. Dopo un passato professionale nel settore immobiliare di lusso tra l’Italia e gli Emirati Arabi, lo scrittore ha avvertito l’impellente necessità di svestirsi da ruoli ed etichette che non gli appartenevano.

“Per anni ho pensato di essere arrivato dove l’uomo occidentale sogna di arrivare, con la giacca in ufficio e un posto stabile” ha raccontato l’autore, con visibile emozione. “Il mio corpo mi stava dicendo il contrario attraverso il dolore e il malessere. Ho capito, come insegnava Tiziano Terzani, che bisogna vivere una vita in cui ci si possa riconoscere, non abiti che ci stanno stretti“.

Un cammino di spoliazione interiore che lo ha spinto prima sul Cammino di Santiago e poi in un mese di rigorosa clausura, con la moglie Sara, all’interno di un monastero tibetano toscano; affrontando a viso aperto i traumi legati alla perdita prematura del padre e la dolorosa distanza dalla figlia. Esperienze di ferita e rinascita che l’autore ha scelto di non tenere per sé, ma di trasformare in uno strumento d’aiuto collettivo; racconto sapientemente trasposto anche nel docufilm “Viandante”, firmato dal regista Fabrizio Baroni.

La sala si è poi arricchita delle testimonianze corali degli altri graditi ospiti. Cassandra Da Granaiola ha letto la sua vibrante Lettera alla gentilezza, tenendo a battesimo i taccuini itineranti del progetto “Una piccola rivoluzione gentile”: “La gentilezza è una scelta quotidiana – ha evidenziato Cassandra, prima di consegnare il primo diario all’autore -: non pretendiamo di salvare il mondo da soli, ma smettiamo di pensare che la nostra piccola goccia d’acqua non faccia la differenza“.

Subito dopo, la performer e operatrice olistica Sara Conte ha regalato un’emozionante interpretazione musicale per voce e tamburo del brano Savage Daughter. Il legame viscerale con il paesaggio è stato al centro del toccante contributo di Roberta Nerici, rappresentante dell’Associazione Sentieri Ritrovati di Crasciana (Bagni di Lucca). “Quando un sentiero si chiude – ha ammonito, con passione, Roberta -, la montagna ci dice che si sta chiudendo anche lei; riaprire le vecchie mulattiere significa ridare luce e memoria ai luoghi“.

Un passaggio ripreso dallo stesso autore – iscritto al CAI di Barga -, che ha colto l’occasione per ringraziare calorosamente anche la sezione del CAI di Castelnuovo per la vicinanza e il costante supporto dato alle sue iniziative. In conclusione, Giulia Rapaioli, firma apprezzata de La Gazzetta del Serchio – che ha raccontato di recente, su queste pagine, la sua esperienza di pellegrinaggio sul Cammino di Santiago – ha ripercorso le tappe del suo viaggio fisico e interiore: “A piedi impari la generosità degli sconosciuti e l’ascolto profondo – ha riportato Giulia -: la vera sfida comincia al rientro a casa, per non smettere mai di essere pellegrini“.

Le luci del salone si sono spente tra gli applausi scroscianti del pubblico, con il direttore che ha invitato i presenti al firmacopie prima della consueta foto di rito.

L’appuntamento di ieri rappresenta plasticamente la conferma di una missione imprescindibile per la nostra redazione. Iniziative simili nascono infatti dal bisogno profondo di varcare il confine digitale per incontrare le persone in carne ed ossa; guardarsi negli occhi, condividere lo stesso spazio e abbracciare il valore insostituibile dello stare insieme.

Foto di Roberto Pardini

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