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Redazione
ANNO XIVmercoledì 9 Settembre 2026
lucca

A Lucca il Giubileo 2025 termina nel segno di monsignor Enrico Bartoletti

«Il Giubileo termina ma non finisce niente, anzi, tutto continua. Cerchiamo di continuare ad essere piccole stelle capaci di guidare, nel buio del mondo, all’incontro con il Signore, donatore della vera speranza». È con queste parole che l’arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti, ha terminato la sua omelia nella Messa di conclusione del Giubileo della speranza celebrata nella cattedrale di San Martino, nel pomeriggio di domenica 28 dicembre.

Per l’occasione era presente anche l’arcivescovo emerito Italo Castellani. Giulietti, nell’omelia è partito dal ricordare alcuni eventi diocesani di questo Anno Santo. Ha ricordato anche Papa Francesco e l’elezione di Papa Leone. Poi ha inviato i fedeli a un attimo di silenzio perché ognuno ricordasse intimamente un momento importante vissuto in questo anno: «capace di rinfrancare i nostri passi». Riprendendo la sua omelia ha esordito: «Ma ora che si chiude l’evento, come si fa?».

La risposta arriva dal riferimento a due figure: San Giuseppe, presente nel Vangelo del giorno, e monsignor Enrico Bartoletti, che la Chiesa di Lucca per la prima volta ha celebrato a livello diocesano come Venerabile. San Giuseppe: «Egli mette insieme due caratteristiche apparentemente poco conciliabili – ha detto Giulietti – innanzi tutto è un sognatore. Le decisioni più importanti le prende ascoltando i propri sogni. Ma è anche un uomo d’azione, non si perde in chiacchiere, non c’è nessuna parola di San Giuseppe nel Vangelo. Potremmo definirlo un sognatore pragmatico».

Poi il Venerabile Enrico Bartoletti: «Nel decreto di venerabilità si evidenzia la sua dedizione per la riforma della Chiesa. Una riforma scaturita del Concilio, una riforma portata avanti da lui con i laici, i seminaristi e i preti qui a Lucca e poi nella Chiesa italiana attraverso il suo compito di segretario generale della Cei. Uomo della riforma. Avrebbe potuto non farlo. Per la situazione particolare vissuta a Lucca, per le resistenze incontrate. Eppure a questo cammino di riforma Bartoletti ha consacrato le sue migliori energie, intellettuali e spirituali. Questo cosa ci dice? Che se vogliamo camminare nella speranza dobbiamo anche noi spendere le nostre energie nella riforma».

Infine, pensando anche a San Giuseppe, Giulietti invita a «non darsi per vinti, a non vivere di rassegnazione e rinuncia, d’immobilismo. Ma a vivere investendo nel futuro e guardando in avanti, per processi che si compiranno secondo la volontà di Dio. Solo così possiamo essere piccole stelle capaci di guidare alla speranza».

Dopo l’omelia, l’arcivescovo ha omaggiato la tomba di Bartoletti, accendendo una lampada e condividendo con tutti i fedeli presenti in cattedrale una preghiera.

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