C’è un profumo che appartiene all’autunno più di ogni altro: quello della farina di castagne. È un aroma antico, che parla di boschi e di memoria, di mani che impastano e di comunità che si ritrovano.
Ed è proprio questo spirito che ha animato la prima edizione dell’avvincente concorso del castagnaccio, tenutasi nella frazione di Orzaglia, nel comune di San Romano in Garfagnana, domenica scorsa.
Un’edizione nata quasi come una scommessa, e che invece si è trasformata in un successo inaspettato, partecipato e sentito. Undici concorrenti, 11 ricette, 11 interpretazioni di un dolce che, in Garfagnana, non è solo tradizione, ma identità.
La giuria, composta da esperti e appassionati, ha seguito una valutazione scrupolosa, osservando con attenzione la presentazione, la consistenza, il profumo, la cottura, l’equilibrio del sapore e l’originalità. Ogni castagnaccio ha raccontato una storia diversa: chi ha scelto la semplicità delle origini, chi ha aggiunto una nota personale, chi ha reinterpretato la dolcezza rustica con un tocco di creatività.
Al termine della degustazione, la classifica ha premiato tre interpretazioni particolarmente riuscite. Ad aggiudicarsi il primo posto è stato Luca Luccarini, per l’equilibrio perfetto tra morbidezza e intensità aromatica.
Oltre alla competizione, è emersa la bellezza del gesto condiviso: famiglie, amici, si sono ritrovati a gustare, commentare, sorridere. Un piccolo evento di paese che ha saputo trasformarsi in una celebrazione collettiva delle radici, del territorio e dei sensi.
Un plauso va a chi ha reso possibile questa iniziativa, che ha il sapore genuino della partecipazione e il profumo caldo della farina di castagne appena tostata.
Il concorso del castagnaccio di Orzaglia è stato un modo per riconoscersi attraverso il gusto e per ricordare che le cose più semplici, quando nascono dal cuore, possono diventare straordinariamente autentiche.