Ogni Gran Premio che si rispetti ha un suo gran finale. Quello del Teatro Amatoriale Italiano è stato non solo partecipato, ma sentito. E – nota non certo a margine – è stato lucchese.
Eh sì. La decima edizione di questa fortunata rassegna ha visto, infatti, come palcoscenico il ristrutturato Teatro “Idelfonso Nieri” di Ponte a Moriano: una piccola bomboniera, alla periferia di Lucca, che, da aprile a novembre, è stata crocevia di compagnie provenienti da tutta Italia.
Promosso dalla F.I.T.A., ovvero la Federazione Italiana Teatro Amatori, questo prestigioso festival ha l’ambizione di riunire, in un unico grande contenitore, il meglio – o quasi – che il teatro non professionistico del nostro paese ha da offrire. Inutile nascondersi dietro ad un dito: se un plauso va fatto, quello – prima di tutto – va alla vulcanica Rita Nelli, presidente del comitato regionale F.I.T.A. Toscana, che, in collaborazione con Giovanni Del Soldato, presidente del comitato provinciale, si è spesa anima e corpo per la buona riuscita di questa iniziativa, impegnativa sia da un punto di vista professionale che umano.
Ieri sera, per la cerimonia di premiazione, erano presenti i vertici nazionali della federazione. Sul palco sono saliti il presidente nazionale della F.I.T.A. Carmelo Pace e il segretario generale Pasquale Manfredi (coordinatore nazionale del Gran Premio del Teatro Amatoriale Italiano), i quali hanno voluto omaggiare un pilastro dell’arte teatrale lucchese, Salvatore Pagano – attore, regista e docente – che proprio 50 anni fa calcava per la prima volta un palcoscenico nella sua Sicilia d’origine.
Un Gran Premio che non avrebbe potuto concretizzarsi senza il sostegno e il contributo di alcuni enti: in primis la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, quindi il comune di Lucca – rappresentato, nella serata finale, dal presidente del consiglio comunale Enrico Torrini – e infine il Teatro del Giglio – il cui saluto, nella cerimonia conclusiva, è stato portato dal presidente, nonché amministratore unico, Giorgio Angelo Lazzarini. Con loro, poi, tutti gli altri enti partner coinvolti nella rassegna.
Debora Pioli, nei panni di presentatrice, ha orchestrato la consegna dei premi al termine delle 16 serate che hanno portato a Lucca altrettante compagnie selezionate nei rispettivi concorsi regionali. 16 spettacoli, quindi, per 16 regioni (mancavano Valle d’Aosta, Basilicata, Molise e Trentino Alto-Adige) che si sono date battaglia a suon di allestimenti, scenografie e interpretazioni tutte meritevoli di un attestato e di un premio.
Attese, però, sono state le premiazioni ufficiali delle varie giurie. Il premio delle associazioni è andato a “Bagni di Luce” di Tiziana Mantovani, diretto da Francesco Brandi e messo in scena dalla compagnia AreaFuoriTema dell’Emilia-Romagna. Quello dei giovani a “Busedalôf. Lait ducj a chel pais” di Riccardo Conta, diretto da Luca Ferri e rappresentato dalla Compagnia Teatrale di Ragogna “Robic” del Friuli Venezia-Giulia. Quello del pubblico a “Novecento”, il riadattamento del monologo teatrale di Alessandro Baricco, diretto da Fabrizio Perrone e Mattia Nodari della Compagnia Orenese della Lombardia.
Infine i premi della giuria tecnica composta da un roster d’eccezione: Luciano Gassani (presidente di giuria), Salvatore Pagano, Alessandro Lutri, Domenico Troiani, Iacopo Vettori, Marianna Perilli, Satyamo Hernandez, Rosanna Monti, Rossana Sebastiani e Andrea Cosimini.
Il miglior spettacolo è risultato “Le Allegre Comari”, da William Shakespeare, messo in scena dalla compagnia veneta Teatroimmagine con regia di Benoit Roland. Da un punto di vista registico, il premio non poteva che andare a Raffaele Di Stazio e Roberta Amoroso della compagnia Gli Ignoti che hanno diretto magistralmente “‘O Scarfalietto”, il capolavoro di Eduardo Scarpetta.
Raffaella Danielli, l’attrice che ha interpretato Maria in “Bagni di Luce”, è stata la protagonista femminile più convicente. Fabrizio Perrone, il protagonista di “Novecento”, quello maschile. Tra i non protagonisti, invece, si sono messi in luce Claudia Leonardi (che ha interpretato, addirittura, tre ruoli in “Le Allegre Comari”) e Angelo Mischianti (caratterista che si è distinto in “Amleto nel bel mezzo di un gelido inverno” messo in scena dalla Compagnia Teatro delle Fama dell’Umbria e pensato da Riccardo Tordoni mischiando William Shakespeare a Kenneth Branagh. Premio Giuria di Qualità a “La Piccola Città”, l’opera corale diretta da Maurizio Garattori, interpretata dagli attori del Teatro di Pesaro “Piccola Ribalta”, una produzione amatoriale in accordo con Arcadia & Ricono Ltd e per gentile concessione di Alan Brodie Representation dal genio del drammaturgo e scrittore statunitense Thornton Wilder.
Si citano anche le altre opere in gara che, pur non avendo ricevuto un premio specifico, meritano lo stesso un applauso per la bravura, la passione e l’impegno nel promuovere il teatro amatoriale uscendo dai propri confini provinciali e regionali e confrontandosi con il meglio dello stivale: la Compagnia Teatrale Unicorno della Toscana, la Compagnia Imprevisti e Probabilità “Il Berretto a Sonagli” del Lazio, il Teatro dell’Albero della Liguria, L’Occhio del Ciclone Theater della Puglia, la Compagnia C’era l’Acca del Piemonte, La Bottega del Sorriso dell’Abruzzo, la Compagnia Liotru di Luzzu Maugeri della Sicilia, Joseph Theatrum Caputerra della Sardegna e Maschera e Volto APS (in collaborazione con Progetto DonnaOdV) della Calabria.
Bravi tutti.
Foto di Domenico Bertuccelli
ponte a moriano























