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Redazione
ANNO XIVgiovedì 13 Agosto 2026
il teatro è servito

All’Alfieri otto storie di donne: la testimonianza chiave di Irene

Nella chiacchierata di presentazione dello spettacolo, Michela Innocenti ci aveva raccontato del progetto “8, Otto storie di Otto donne: basate su vicende realmente accadute perché dalla violenza nasca la memoria e dalla memoria il cambiamento”, e aveva posto una grande attenzione sulla storia vera raccontata in prima persona da Irene Fornaciari: “La presenza di Irene Fornaciari è centrale. Irene porta la propria testimonianza personale: racconta la violenza subita e il percorso che le ha permesso di salvarsi, anche grazie all’aiuto del Centro Antiviolenza. .. È un momento di verità assoluta”. 

La sua presenza è infatti fondamentale per spingere lo spettacolo verso la verità, che potrebbe quasi – anche se, ovviamente, non occorre – convalidare tutte le storie raccontate e molto ben interpretate dalle attrici del Circo e la Luna. 

Le otto attrici, in ordine di apparizione, sono: Claudia Rossi, Sara Benvenuti, Celeste Canali, Aurora Santini, Marisa Boriolo, Ginevra Santi e Maria Vittoria Mariani. 

Nella parte finale Michela Innocenti, che ha raccontato e collegato le varie storie, ha intervistato Irene, la quale ha messo molto bene in evidenza le difficoltà che ha incontrato nella denuncia e nel processo che ne è seguito, ed ha messo bene in evidenza che la persona del centro antiviolenza a cui si è rivolta le ha detto: “Io ti credo”. Questo “Io ti credo” è stato per lei una sorta di mantra che l’ha aiutata e le ha fatto capire che non era sola e che poteva farcela. 

Alla fine dello spettacolo tutte le protagoniste si sono presentate sul palco con una maglietta con su scritto “La scena è donna” che è il titolo di questa rassegna composta di quattro quattro spettacoli dove le donne sono le protagoniste. I prossimi spettacoli sono il 21 marzo “Dov’è la voce mia, vita e storia di Beatrice di Pian degli Ontani” con la regia e la drammaturgia di Michela Innocenti; il 12 aprile “Conosci la via, Vita di Hildegard von Bingen” con la regia e la drammaturgia di Michela Innocenti e il 26 aprile “La donna al pozzo” con Ruta Papartyte, con la regia di Joana Narvide. 

Lo spettacolo è molto importante anche per le giovani generazioni, in un’ottica di educazione all’affettività e al riconoscimento della violenza di genere che molte volte, come hanno raccontato le attrici nelle storie proposte e la stessa Irene, una “relazione tossica” può essere scambiata per amore, ma non lo è.   

Lo spettacolo viene riproposto lunedì 9 marzo per gli studenti dell’ISI Garfagnana e del CPIA. Irene ha anche raccontato che, alla fine dello spettacolo fatto a Lucca, alcune studentesse hanno avvicinato le operatrici dei centri antiviolenza per raccontare le loro problematiche. 

La conoscenza del problema è fondamentale per le ragazze e i ragazzi e per gettare le basi per un corretto modo di rapportarsi con i partner e con la vita. Questo è molto importante tutti i giorni e, a maggior ragione, l’8 marzo.

Seguitemi nella mia rubrica “Il teatro è servito”, ovviamente insieme a tutto quanto fa spettacolo… La stagione teatrale in cartellone continua con l’ultimo spettacolo: venerdì 13 marzo con Paola Minaccioni in “Le stravaganti dis-avventure di Kim Sparow” e poi, ovviamente, con gli spettacoli del cartellone “La scena è donna”.

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