back to top
Pubblicità
Redazione
ANNO XIVgiovedì 29 Ottobre 2026
stazzema

Alluvione 1996, a Cardoso esperti e istituzioni riflettono su futuro e sicurezza

Un drammatico anniversario che vuole essere memoria e soprattutto occasione concreta di lavoro e prevenzione. Sono trascorsi trent’anni da quel tragico giugno del 1996, quando un nubifragio eccezionale si abbatté sull’alta Versilia scaricando circa 400 millimetri di pioggia in un’ora e scatenando la furia devastante del torrente Versilia.

Dopo quell’evento disastroso il comune di Stazzema torna ad interrogarsi sulla fragilità del territorio, con un convegno che avrà luogo venerdì 30 ottobre al Palazzo della Cultura di Cardoso dal titolo “Nel 30° dall’alluvione. Riflettiamo sui cambiamenti climatici e abbandono forestale per una gestione attiva e sostenibile del bosco”.

L’evento del ’96, aggravato allora dall’effetto diga creato da tronchi e detriti trascinati a valle dai versanti del Monte Forato, ha lasciato una ferita profonda nella comunità. Oggi, a distanza di tre decenni, lo scenario globale è ulteriormente mutato: i cambiamenti climatici amplificano la violenza degli eventi estremi, scontrandosi con un fattore di rischio cruciale: l’abbandono progressivo delle attività agricole e forestali in montagna.

Come sottolineato dall’amministrazione comunale, la sfida odierna non si limita a difendere i versanti dalle calamità, ma consiste nel ricreare le condizioni economiche e sociali affinché si possa continuare a vivere, investire e lavorare in montagna. La chiave di volta risiede in una gestione attiva e sostenibile del bosco, capace di trasformarlo da potenziale pericolo a risorsa viva per l’intera comunità.

La giornata si aprirà alle ore 9 con i saluti istituzionali del Presidente del Consiglio Regionale della Toscana, Stefania Saccardi, e del Presidente della Provincia di Lucca, Marcello Pierucci. Seguiranno gli interventi introduttivi del sindaco di Stazzema, Maurizio Verona (sul tema “Vivere in montagna”), di Federico Preti dell’Università di Firenze e dell’assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Marras.

Il cuore della mattina vedrà alternarsi tecnici, accademici e funzionari pubblici per tracciare la rotta degli interventi strutturali e normativi: Pietro Oieni (MASAF) illustrerà i cardini della Strategia Forestale Nazionale, Livia Lazzarotto (Regione Toscana) farà il punto sugli strumenti regionali di sostegno al comparto forestale. In seguito, Riccardo Gaddi, coordinatore tecnico del commissario per l’alluvione del ’96, approfondirà il ruolo dell’ingegneria naturalistica nella ricostruzione dei versanti e infine Dino Sodini, presidente del Consorzio di Bonifica Toscana Nord, analizzerà l’importanza cruciale degli interventi montani.

La seconda parte della mattinata, moderata da Ledo Gori, volgerà lo sguardo alle buone pratiche già attive sul territorio regionale. Verranno presentate le esperienze di consorzi forestali e comunità del bosco di Alta Versilia, Montagna Pistoiese, Monte Pisano, Villa Basilica, esempi concreti di come la gestione associata e collettiva possa ridare valore economico e ambientale ai territori interni.

Spazio anche alle novità normative sulla formazione obbligatoria in ambito forestale, curate da Enrico Tesi della Regione Toscana, prima delle conclusioni affidate a Gianni Lorenzetti, Presidente della Commissione Ambiente del Consiglio Regionale. I lavori si concluderanno alle 13:30 con un momento di convivialità e valorizzazione delle eccellenze locali: una degustazione di prodotti tipici della montagna a cura della Norcineria Barsanti di Cardoso. Un modo per ribadire che la rinascita dell’Alta Versilia passa anche attraverso la promozione della sua economia agroalimentare e delle sue radici più autentiche.

Continuare a parlare di quel tragico giugno del 1996, oltre a portare alla luce momenti di grande paura e dolore, a rivangare una profonda ferita del territorio, serve come momento di riflessione sulla sicurezza e prevenzione. Trent’anni dopo il dolore e la memoria si trasformano in un impegno per il futuro, perché proteggere la montagna significa proteggere le persone e il loro legame con il territorio.

Dalla homepage

Ultimi articoli in Ambiente e sostenibilità